Open Source VS Closed Source: è davvero un confronto possibile ?

Mi ero completamente scordato di questo blog. Che dire ? E passato parecchio tempo da quando lo creai. Ho tenuto un blog aziendale, ma ovviamente con altri contenuti che qui non potrei pubblicare.

Che dire, dopo diversi anni in azienda adesso mi trovo a dover mettere in discussione alcuni fondamenti che ho sempre avuto sui SO. Da me i server, escluso quello del gestionale che è scritto in vb per cui deve essere windows, sono tutti in linux. La maggioranza in gentoo, quello di posta in centos, ma solo perché non l’ho creato io ma una ditta a cui ci appoggiamo per la manutenzione della posta, che per il nostro lavoro è a dir poco vitale.

Ultimamente la Direzione ha commissionato ad una ditta specializzata in analisi strutturali una verifica del nostro stato nel settore informatico. Non che questo mi preoccupi: sono certo che per quel che c’era da fare ho fatto il fattibile. E’ vero che in ogni cosa esiste la possibilità di migliorie per cui ho preso di buon grado questa cosa.

Inevitabilmente ho passato diverse ore con il tipo che sta eseguendo l’analisi e mi ha fatto ragionare su diverse cosette.

Parliamo del server di posta. Da noi è un server sotto linux gentoo, che fa egregiamente il suo lavoro. Per la mole di dati che trattiamo e per la politica di conservazione delle mail vecchie, la gestione comporta un’area dati di svariati giga di spazio.

L’azienda non è enorme, ma va considerato che la policy di conservazione della posta ha come conseguenza utenti con più di 12.000 mail online. Si on line perché gli account vengono gestiti in IMAP e tutte le mail sono sempre disponibili.

Fin qui nulla di che: courier-imap fa il suo sporco lavoro egregiamente. Il problema, se così si può dire, nasce valutando la mancanza di una serie di servizi che vuoi per mia ignoranza, vuoi per impossiblità oggettive, non sono utilizzabili dagli utenti. Come esempio più eclatanti cito i calendari condivisi o le rubriche.

Sembra impossibile, ma pare che il modo più veloce ed efficiente per ottenere questo tipo di servizio sia quello di passare ad Exchange. Notate che ho parlato di veloce. Se ci fosse il tempo e la sicurezza della PIENA compatibilità con le esigenze variegate che abbiamo in azienda, si potrebbero anche considerare altre soluzioni, ma come è giusto che sia, non mi pagano per studiare, ne hanno la cultura necessaria per intendere che un impiegato nel nostro settore vada continuamente aggiornato. Per cui: o mi appoggio a sistemi già chiaramente full-comptailble con la mia struttura o i miei utenti resteranno monchi di certe possibilità.

Altro problema che va considerato sono i costi: ormai si sono abituati al servizio di posta a costo praticamente zero: prodotti come cyrus-imap, postifix, spamassassin e clamav sono oltre che open source anche free.

Passare a prodotti Microsoft o altri commerciali comunque disponiibli tipo gmail a pagamento ha dei costi che vanno considerati.

Inoltre c’è il costo analisi che va tenuto in conto: prima di fare un passo del genere devo essere sicuro oltre ogni ragionevole dubbio che poi client window, client blackberry, client iphone, cliente linux e mac riescano a condividere tutti i servizi nella stessa maniera, altrimenti questo step non avrebbe senso. E questo richiede tempo e competenze per essere fatto.

Insomma di lavoro ce n’è parecchio da fare, ma visto che non ho tempo per sperimentare mi vedrò costretto a proporre una soluzione commerciale.

Lo so … per il mio modo di vedere l’informatica non è proprio una vittoria passare a sistemi closed, ma devo sopratutto tenere in considerazione che questo non è un mio sistema: è un sistema aziendale che produce per mantenersi, per cui certe prese di posizione forse non sono del tutto accettabili.


Vedremo come svilupperà la questione

JC

Licenza Creative Commons

Questo articolo è rilasciato sotto una licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia License.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.