L’avventura del MacMini Continua


Magari due parole sul MacMini per spiegare a chi non conosce il mondo Mac cosa sia.

La macchina è questa. E nonostante le sue dimensioni mini e sicuramente quando di più comdoso si possa trovare come home solution del tipo ‘unpackconnectand run‘.

Unico neo il connettore video: ok che mac nasce per ambiente grafico ma non tutti hanno monitor con presa come quella del mac. Per cui una volta ricevuto dovete andare a prendervi il convertitore per la connessione video adeguata.
Visto che ci siete prendetevi anche una tastiera Mac. E’ possibilissimo usare una tastiera win ma dovrete in quel caso ‘scoprire‘ dove son i tasti specifici di Mac (tipo il cmd) sulla tastiera win.

Il monitor non fa parte del sistema, come di nessun pc in fin dei conti. Come mouse comunissimo mouse, purché usb, va bene.

Il sistema è pre configurato: al primo avvio servono le cose locali tipo nome utente, password, tipologia di connessione; il sistema è provvisto di connettività sia tradizionale via cavo, che wifi. Per cui potete usarlo anche in posizioni dove non vi arrivi un cavo di rete.

Forse 5 porte USB vi sembreranno molte, ma in fretta servirà probabilmente un hub usb.

2GB di ram mi sembravano pochini: ma scordavo che tutto sommato il sistema e un *bsd per cui la gestione della memoria è decisamente più efficiente che in ambiente win. Salvo caricamento di applicazioni pesanti non native, come office di m$ oppure OpenOffice, per il resto nessun rallentamento.

Prima di iniziare ad installare software vario ho fatto qualche test cattivo tipo staccare brutalmente la spina all’apparecchio: nessun problema a riavviarsi senza richieste di ripristini o simili.

Qualche giorno fa mi son cimentato nell’uso di GarageBand: bella applicazione per ‘giocare’ con la musica. Credo in realtà che si possa fare ben di più, ma al momento mi son limitato ad esplorare le possibilità per chi di musica non capisca nulla. Si creano facilmente belle suonerie, ed anche brani basati sui soli, si fa per dire soli visto l’enorme libreria disponibile, cicli pre registrati ottenendo con relativa facilità dei brani simpatici. Ovviamente tutto dipende dalla fantasia che ha chi si cimenta ad usarlo.

Un’applicazione che invece mi ha colpito molto positivamente, è iWeb.
Dopo aver seguito velocemente le video guide sull’applicativo, questa applicazione mi ha convinto tanto da decidere di rivisitare il mio sito personale (http://www.joe.vr.it) dopo 10 anni di onorato servizio in puro html scritto a manina 🙂

L’impressione di una applicazione drag & drop viene rispettata in pieno, non perdendo però le possibilità delle più importanti configurazioni per il singolo oggetto in uso al momento.

Laddove servisse, come nella mia pagina dei blog, si può comodamente utilizzare il codice html alla vecchia maniera per bypassare i limiti inevitabili di una applicazione di questo tipo.

Insomma fino ad ora l’uso di un Mac pur venendo da un ambiente Linux o Win, si sta dimostrando molto user friendly.

Per chi viene da Linux probabilmente più facile per quanto riguarda il controllo a livelli più ‘bassi’ della macchina. Ma pur utilizzando i suoi tool grafici si ha un controllo quasi totale della macchina.

Ok .. per ora direi che basta: prossimo capitolo, se mi gira il matto, vedrò l’ambiente di sviluppo sia per il Mac che per l’iphone.

Ciao

JC

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