Considerazioni sul dolore

E’ un situazione strana: stamane ho fatto una risonanza magnetica alla colonna vertebrale perché i reumatologi dicono per che per quanto riguarda loro non ci son problemi che giustifichino i dolori che sempre più insistentemente mi devastano le gambe.

La soluzione proposta, e credo anche inevitabile, è stata quella di iniziare a scandagliare altre possibilità iniziando dall’aspetto neurologico. Questa mattina come primo approccio, richiesto dalla neurologa che mi prenderà in carico, come punto di partenza sine qua non, mi hanno fatto sottoporre ad una risonanza magnetica alla colonna vertebrale. Stavano cercando una stenosi di qualche genere. Risultato negativo. Questo avrebbe dovuto farmi sentire sollevato visto che l’unica soluzione ad una stenosi vertebrale sarebbe stato un intervento chirurgico sulla colonna stessa. Invece… nel pomeriggio lo spettro della depressione è tornato a farsi vivo.

Motivo ? Semplice:  la negatività della risonanza magnetica sta a significare che, per quanto riguarda l’origine dei dolori, i medici son di nuovo, o forse ancora, in alto mare. 

Ok, hanno deciso già che come primo approccio si sonderanno le varie possibilità nel settore neurologico. Perché neurologia ? Bhe lo sapranno i medici, ovviamente, che ne sanno sicuramente più di me.

Ma resta il fatto che io mi ritrovo a pensare che a tutt’oggi dopo più di 9 mesi siamo ancora al punto di partenza. Ciò che ne consegue è il dubbio sul quanto ci vorrà per ottenere dei risultati validi. Al di la del rischio di perdere il lavoro, che ok è importante, ma non vitale, mi spaventa l’idea di dover aumentare i dosaggi degli analgesici. E da qualche giorno che le dosi che prendo al momento non son più sufficienti a coprire il dolore costante che mi martella da mesi. 

Strano, ma vero, ma ad una certa dose di dolore mi son ‘assuefatto’; forse non tutti sono al corrente che da quasi un anno i dolori son presenti costantemente, 24 ore al giorno senza pause ne soste. Con gli antidolorifici si riesce ad innalzare la soglia del dolore. 

Il problema sta nel fatto che, man mano passa il tempo, aumenta sempre più il dolore ‘di fondo’ costringendomi ad una corsa continua all’innalzamento degli antidolorifici. Ovviamente gli anti dolorifici non son caramelle e, pure loro, su altri fronti creano danni di altra natura.

Poi arrivi qui, in ospedale, e vedi altri casi umani di persone che son messe peggio di te. Ti viene da domandarti con che coraggio ti lamenti, in quanto, rispetto ad altri qui dentro, stai messo da favola… ma all’acuirsi del dolore diventi aggressivamente egoista pensando che il tuo dolore comunque riguarda TE e che ti dispiace per il tuo vicino di letto messo molto peggio di te, però, per la miseria, il dolore che ti coglie e che ti riduce in condizioni da pregare pur di non doverti alzare per nessuno motivo dal letto colpisce te. 

Cerchi di realizzare che loro son messo peggio, ma il dolore ti morde le caviglie, i polpacci, le rotule e man mano ti toglie il respiro ed alla fine cedi all’egoismo. 

Te ne fregi del tuo vicino di letto, speri solo che arrivi l’infermiere di turno che porti la pastiglia miracolosa che ti faccia, anche solo per qualche decina di minuti, stare meglio, farti respirare.
Il dolore mi attanaglia nuovamente, e devo lasciare anche la tastiera per il momento ….

JC

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