… al momento penso: e se non fosse più così doloroso ?

Provate ad immaginare una giornata senza dolore: prendiamo un orario casuale da dove cominciare a pensarci, la notte per esempio.

Immaginatevi una notte di sonno passata senza mai svegliarvi di soprassalto per un dolore acuto ad una gamba, solo perché vi siete girati dal lato sbagliato, ed immaginate che vi succeda più e più volte durante una notte. Quanto dareste per fare una notte intera di sonno tranquilla?

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IpTables: generazione regole blocco per intera nazione.

Questo script nasce dalla mia attività lavorativa: quando si gestiscono server per conto terzi, che sia per gestione posta, oppure per gestione della sicurezza o quant’altro, succede di rilevare tentativi di intrusioni da paesi che non hanno nulla a che fare con le attività del nostro cliente. Come conseguenza di questa situazione mi è nata, ma immagino anche a tanti altri, la necessità di trovare un modo per bloccare una o più intere nazioni, attraverso il firewall di sistema, iptables per linux.

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Disabilitare IpV6 su macchine Debian e derivate.

Ho sempre più frequente la richiesta da parte di conoscenti ed amici di spiegare la procedura per disattivare il protocollo IpV6 sulle proprie macchine. I motivi sono i più disparati, da spamassassin che fa i capricci con spamd perché vede il protocollo attivo ma non configurato, a programmi che proprio non gestiscono il protocollo. Allora per non stare a rispiegare ogni volta come fare creo questo post così almeno chiunque potrà leggerlo e provvedere in proprio.

Fondamentalmente questa è la procedura per le macchine Debian e tutte le sue derivate, tra le più note: Ubuntu, LinuxMint etc etc.

Ci sono due modi, io di solito consiglio la prima, perché la più pulita.

Primo Metodo

Editiamo il file di configurazione di default di grub con il nostro editor abituale:

sudo vi /etc/default/grub

e cerchiamo la variabile GRUB_CMDLINE_LINUX. Di solito questa variabile è settata a zero in questo modo GRUB_CMDLINE_LINUX=’’ Modifichiamo il contenuto di questa variabile in questo modo: GRUB_CMDLINE_LINUX=’ipv6.disable=1’. Se la variabile dovesse contenere altre info non facciamo che accodare ipv6.disable=1 al contenuto già esistente dividendolo dal contento precedente con uno spazio. Salviamo il file e non scordiamoci di eseguire

sudo update-grub2

per rendere effettiva la modifica. Al prossimo riavvio il protocollo IpV6 non sarà più operativo.

Secondo Metodo

Questo secondo metodo è utile se serve disabilitare il protocollo IpV6 senza la necessità di dover riavviare il server.

Editiamo il file /etc/sysctl.conf con il nostro editor preferito:

sudo vi /etc/sysctl.conf

e, se non presenti, aggiungiamo queste righe in fondo al file:

# IPv6 disabled
net.ipv6.conf.all.disable_ipv6 = 1
net.ipv6.conf.default.disable_ipv6 = 1
net.ipv6.conf.lo.disable_ipv6 = 1

Nel caso le variabili fossero già presenti con un valore assegnato a zero modifichiamo affinché abbiano tute e tre valore 1

Salvate il file ed uscite. A questo punto per rendere effettiva la modifica senza riavviare il server date il seguente comando:

sudo sysctl -p

Per essere certi che la modifica sia andata a buon fine eseguite un comando ifconfig e verificate che non sia presente nessuna definizione inet6 e/o indirizzo nel formato IpV6.

Qui potete vedere un esempio di definizione con IpV6 attivo:

eth0 Link encap:Ethernet HWaddr 00:1c:c0:f8:79:ee

inet addr:192.168.1.2 Bcast:192.168.1.255 Mask:255.255.255.0

inet6 addr: fe80::21c:c0ff:fef8:79ee/64 Scope:Link

UP BROADCAST RUNNING MULTICAST MTU:1500 Metric:1

Qui stessa definizione ma dopo aver eseguito il secondo metodo:

eth0 Link encap:Ethernet HWaddr 08:00:27:5f:28:8b

inet addr:192.168.1.3 Bcast:192.168.1.255 Mask:255.255.255.0

UP BROADCAST RUNNING MULTICAST MTU:1500 Metric:1

RX packets:1346 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0

TX packets:965 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0

Come potete vedere nel secondo ifconfig è sparita la definizione di inet6 ed il reativo indirizzo IpV6

Buon lavoro.

JC

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Referendum Gran Bretagna: qualcosa non mi torna !

Alla fine sembra, che il giornalismo italiano, si sia schierato con quello europeo facendo notare solo quello che gli fa comodo: il referendum inglese alla fin fine era solo propositivo per cui non sta scritto da nessuna parte che debba essere messo atto. Il fatto che Cameron abbia deciso di rendere le sue dimissioni e non richiedere la messa in atto l’articolo 50 della CE, quello che rende reale la richiesta di uscita dalla Comunità Europea stessa, a parte essere un atto coerente con il suo supporto allo STAY nel referendum, dimostra chiaramente che il risultato del referendum non comporta automaticamente l’uscita dalla Comunità Europea.

La domanda che, secondo me, dovremmo porci è se davvero il governo Inglese deciderà di attuare l’articolo 50 o meno. Essendo un referendum propositivo, il governo non ha l’obbligo di farlo: è una scelta che resta in mano al governo, che deve prendere atto della scelta del popolo, ma non comporta l’allineamento del governo alla decisione popolare. È pur vero che il Regno Unito non è l’Italia dove del popolo se ne fregano, come ha chiaramente espresso l’ex presidente della repubblica, dicendo che il popolo è bene che non debba poter occuparsene!! Di conseguenza il governo UK probabilmente deciderà quanto prima se allinearsi o meno alla decisione popolare, ma ripeto: questa decisione sarà unicamente del governo del paese.

Di conseguenza non capisco perché Yunker sia partito, in fretta e furia, a chiedere che il Regno Unito si sbrighi a mettere in pratica la richiesta di uscita della Comunità Europea, nel minor tempo possibile. Leggendo la sua richiesta, in base a quello che ho scritto fino ad ora, sembrerebbe quasi che sia Yunker a volersi levare di torno il Regno Unito il piu in fretta possibile!! Senza entrare nei particolari dei perché Yunker possa avere interesse o meno nel farlo, resto dell’idea che questa questione sia una questione squisitamente del Regno Unito: sta solo al governo Inglese decidere cosa, come e quando farlo. Inoltre il famoso, direi ormai famigerato, articolo 50 prevede un tempo minimo di due anni per concordare l’uscita dalla Comunità Europea per chiunque ne faccia parte, ma prevede pure che nei 18 anni successivi il paese interessato possa ripesarci avendo così il modo di ripensarci e riprendere il proprio posto come se nulla fosse successo; praticamente 18 anni per decidere se rientrare nella Comunità Europa alle stesse condizioni che aveva al momento in cui ha deciso di uscirne. Allora perché tutta questa fretta, per mettere alla porta il Regno Unito??? Oggi addirittura hanno già deciso che dopo la presentazione del risultato del referendum, Cameron debba lasciare l’aula per iniziare una seduta a 27. Ma come fanno a cacciarlo per una seduta a 27 se il Regno Unito non ha, ancora, presentato la richiesta di uscita dalla Comunità Europa ?

C’è qualcosa che non mi torna: se le normative prevedono la richiesta della messa in atto dell’articolo 50 per poter avviare la procedura di uscita dalla Comunità Europea perché diamine, già da oggi, la riunione dovrebbe tenersi a 27 ???

Insisto: c’è qualcosa che non mi torna, e spero che come me, altri vogliano approfondire questa questione; è pur vero che poca gente si occupa di polita a livello di Comunità Europea, ed è anche questo il motivo per cui la gente ha la sensazione che il Parlamento Europeo sia qualcosa di distante e che non ci sia modo di intervenire. La sensazione, credo, è quella di un tempo: il palazzo reale (Parlamento Europeo) c’è, ma è vicino, ma distante, grande, ma piccolo per il popolino che è stato cresciuto con la convinzione, che tanto non ha nulla da poter fare per poter dire la propria. D’altronde, come dicevo all’inizio del post, se il nostro ex presidente della repubblica è il primo a dire che il popolo non deve poter mettere becco in quello che fa la Comunità Europa e continua a ripeterlo allo sfinimento, va da se che la gente, alla fine, se ne convinca!!

JC

Il fastidio che diamo ai nostri parlamentari europei…

Riporto, tradotto in italiano, un post di uno dei Parlamentari Europei, Christian Engström, che segnala un fatto a dir poco VERGONGOSO:

 

La prossima settimana il Parlamento europeo voterà una risoluzione per “vietare tutte le forme di pornografia nei media”. Dopo che di questa notizia è venuto a conoscenza un pubblico più ampio, molti cittadini hanno deciso di contattare i membri del Parlamento europeo di esprimere il loro punto di vista su questo tema.

Questo è assolutamente eccellente. I cittadini impegnati attivamente al processo democratico sono una cosa molto positiva, almeno a mio parere. Prima di mezzogiorno, ho ricevuto circa 350 e-mail  in ufficio.

Ma intorno a mezzogiorno, queste mail improvvisamente hanno smesso di arrivare. Quando abbiamo iniziato a indagare perché è successo così all’improvviso, abbiamo presto scoperto quanto segue:

Il reparto IT del Parlamento europeo sta bloccando la consegna delle e-mail su questo problema, dopo che alcuni membri del parlamento si sono lamentati di ricevere e-mail da parte dei cittadini.

Questa è una vergogna, a mio parere. Un parlamento che vede un input da cittadini su un tema attuale come lo spam, ha ben poca legittimità democratica a mio parere.

Scriverò una lettera al Presidente del Parlamento europeo a lamentarsi di questa pratica totalmente antidemocratico.

Nel frattempo, vi prego di continuare ad inviare e-mail ai membri del parlamento: sia sulla questione del divieto sulla pornografia, sia su ogni altra questione che vi sentiate di portare a conoscenza dei vostri rappresentanti eletti.

I cittadini che partecipano attivamente al processo politico sono una risorsa fantastica per un sistema democratico, non un problema di spam.

Sono molto deluso dal fatto che alcuni dei miei colleghi, in questo caso, evidentemente, hanno un parere diverso.

Continuna con un aggrionamento:

Ho detto ieri, nel mio post sul blog, che avrei inviato oggi una lettera al Presidente del Parlamento europeo, per protestare contro il blocco di messaggi e-mail da parte dei cittadini ai loro rappresentanti eletti.

Speravo do poter inviare la lettera oggi in matinata, e sto ancora lavorando su come riuscirci. Ho provato oggi, ma dal momento che sto lavorando da casa a Stoccolma, ho incontrato un problema:

Il Parlamento europeo sta bloccando alcune e-mail che sto cercando di inviare da christian.engstrom @ piratpartiet.se al mio indirizzo ufficio christian.engstroem @ europarl.europa.eu oppure ai colleghi all’interno del parlamento.

Non tutte le email vengono bloccate, ma tutti i miei tentativi di inviare ia mia bozza di lettera al Presidente oppure al mio indirizzo d’ufficio sono stati  bloccati senza notifica dal filtro. Ho il sospetto che il motivo sia nel testo del progetto, ho citato il nome del report eliminare gli stereotipi di genere nella UE“.

La mia ipotesi, senza conoscere alcun dettaglio sul sistema di filtraggio del parlamento, ma la comprensione del principio di base dietro il filtraggio bayesiano dello spam, è che le parole, freasi di genere“, “stereotipi di genere” (che è ben distinta in questo caso) innesca probabilmente il filtro su tutti i o la maggior parte delle mail. Questo è naturalmente solo una supposizione, ma ancora:

Sembra che oggi, in occasione della Giornata internazionale della donna, il Parlamento europeo è in silenzio bloccando tutti o la maggior parte e-mail che contengono la frase “stereotipi di genere .

Benvenuti nel meraviglioso mondo dei blocchi in internet nell’UE. Ed è l’ennesima dimostrazione di ciò che significa, in pratica, la censura.

 

Personalmente sono a dir poco schifato !!!

Ho scritto a Christian Engstrom per chiedere se sia possibile avere la lista dei parlamentari che si sono lamentati avviando cosi il filtraggio,

 

Vediamo come risponde.

 

PS: l’originale del post lo trovate in lingua inglese qui: https://christianengstrom.wordpress.com

JC


Sei un blogger ? Ecco un tool che trovo molto comodo per chi scrive spesso su propri blog

Scrivendo spesso sul mio blog, ho cercato nel tempo qualche tool che rendesse meno tedioso scrivere un post.
Usando blogspot, c’era ogni volta la noiosa sequenza da eseguire:

  1. collegati al sito blogspot.com;
  2. logarsi con la propria utenza;
  3. selezonare il blog da usare per quel post;
  4. scrivere il post con l’editor on line del servizio.

Stessa cosa per i blogs scritti in WordPress o una delle qualsiasi più note piattaforme di blogging.

Ho proavato vari tools, ma lavorando da diversi sitemi operativi, ogni volta dovevo usarne uno diverso, ed inotre spesso i vari tools erano specifici per la specifica piattaforma di blog; per di più, tentando la classica operazione di scrivere il pezzo in un editor e poi fare un bel copia incolla, spesso portava a risultati indicibili, specialmente se di mezzo c’erano immagini o filmati inseriti nell’articolo.

Alla fine sono approdato a ScribeFire. Questo tool in realtà è un plugin, esistente per la maggio parte dei browser più blasonati. Io lo trovo fatto piuttosto bene e con diversi punti  a favore rispetto ad altre soluzioni, alcuni dei quali sono:

  1. esiste per i seguenti broser: Firefox, Chrome, Safari, Opera;
  2. il layout è mantenuto pratiacamente identico su tutti i broser e piattaforme;
  3. permette la gestione di diversi blog dallo stesso ambiente;
  4. permette l’edizione di vecchi post senza perderne la sequenza temporale;
  5. diverse piattaforme di blogging supportate: Atom, WordPress, Blogger (blogspot), Thumblr, MetaWeblog, MovableType, Posteroue, LiveJournal e così via;
  6. gestione dei template;
  7. possibiltà di pubblicare o salvare come bozza;
  8. gestione delle categorie;
  9. scrittura da destra a sinistra;
  10. apertura del plugin in stesso tab a metà pagina, in nuovo tab o nuova pagina;
  11. possibilità di esportare/importare contenuti del blog e configurazioni del plugin;
  12. possibilità di ‘monetizzare’ il vostro blog.

Insomma, le funzionalità sono tante e comode !!

Potete scaricare il plugin direttamente dal repository per i plugin dal vostro browser preferito.

Personalmente ormai lo uso da qualche tempo e mi ci trovo bene; ultimamente gli aggiornamenti non sono frequentissimi, ma pur restando come è almomento, lo ritengo un ottimo tool per qualsiasi blogger: sia ‘della domenica’ che per blogger professionisti.

Qui troverete due screen shot del plugin proprio mentre vi scrivo:

ScribeFire durante editazione post

 

Buona scrittura dei vostri blog !!

JC
 

gaybook.it: tempo di saluti

gaybook.it: ok gente, tempo di saluti.

E’ un vero peccato… tempo, soldi e fatica buttati nel cesso…. questo sito era nato come un sito di nicchia, ed era bello. Poca gente, ma gente simpatica, interessante. 

Poi la febbre dei grandi numeri ha preso il titolare del sito ed ha fatto, a mio avviso, il più grosso errore di gestione che poteva fare: tirare dentro i finti etero, ed i gay repressi incapaci di accettarsi per quello che sono. Ed il sito e diventato uno dei tanti mercatini che si trovano in circolazione. Anzi per certi aspetti molto peggio.

Sono spariti la spontaneità, la freschezza, il dinamismo che caratterizzavano gaybook.it. Ora è solo un’altro dei tanti posti in cui frotte di poveri sfigati vengono a rifugiarsi per il piacere di un attimo davanti una cam.

Si è vero che resiste una piccolissima parte dello zoccolo duro… ma son stufo di passare mattinate a cancellare foto di poveri deficienti che non capiscono ancora la differenza tra una foto normale ed una foto hot. 

Adesso che si scatenino pure tutti quei poveri maniaci della masturbazione e del sesso virtuale… avete già distrutto questo sito… finitelo e non se ne parli più… io me ne lavo definitivamente le mani.

Saluti ai pochi che meritano… e son davvero pochi ormai: agli altri il mio più caloroso fan culo con l’augurio che a furia di segarvi in cam vi si asciughi quel poco di cervello che vi è rimasto… siete la classica rappresentazione del mondo gay, si si anche voi poveretti che vi spacciate per etero, che nessun vero gay vorrebbe la gente avesse… ma non c’è verso siete la maggioranza… allora tocca arrendersi e lasciare che gli ‘altri’, a ben ragione, dicano che siamo dei poveri sfigati… d’altronde a guardarvi come si fa a non pensarla in questo modo ?

JC

MSN chiude !! Anzi no … si trasferisce !!

Già da un po’ giravano voci, per la precisione da quando Microsoft ha comprato Skype per la precisione.
 
Adesso pare che dalle voci si stia passando ai fatti: dai primi di marzo il servizio Immeditate Chatting MSN chiude! In realtà chiude il client e la sua rete viene integrata in quella di Skype.
 
Cosa mi fa dire che stia davvero per succedere e che non siano le solite voci di corridoio? Beh, innanzi tutto alcuni post ufficiosi di Microsoft, ma sopratutto il fatto che nel client Skype siano apparsi da qualche giorno due nuove modalità di login: per la precisione MSN e FaceBook.
 
 
Ecco come si presenta la nuova pagina di accesso del client Skype, in questa immagine per la precisione la versione per MAC. Potete notare a destra le due nuove voci: Account Microsoft (notare che sparisce la dizione MSN) ed FaceBook. 
 
Mentre per la seconda non ho ancora fatto prove, la prima una volta cliccata vi porta a questa successiva pagina di login specifica:
 
 
 
Qui basterà inserire i nostri dati di accesso sulla vecchia rete MSN ed accederete alla stessa rete di prima ma via Skype; troverete i vostri account le vostre reti e tutto quello che avevate  nella rete MSN.
 
Non mi è chiaro se per uno che utilizzasse entrambi i sistemi di IM come la gestiranno: il client Skype, notoriamente, non permette di aprire più di una connessione per volta. Per cui se si vorrà tenere aperto sia l’account Skype che il vecchio MSN si dovranno usare due client diversi. Forse più avanti permetteranno l’accesso multi utenza ma al momento non è possibile con il solo client Skype avere aperti due accessi diversi. 
 
A questo proposito vi consiglio di provare il client web multi IM che trovate a questa pagina: https://imo.im
Il client permette di agganciare utenti delle reti IM più note come Skype, MSN, Facebook, Yahoo, Jabber, AIM, ICQ ed alcuni altri. Inoltre è possibile, in questo caso fa proprio per noi, configurare più account per la stessa rete.
 
 
JC
 
 


 
 
 

Leggere pagine internet ‘pulite’

Quante volte durante la lettura di una pagina in internet, vi siete stancati così tanto,  a causa delle pubblicità, degli inserti in grafica o mille altri ammennicoli, da lascia perdere ? A me capitava molto spesso.. tanto da tentare stampe filtrate in mille modi per avere un documento ‘pulito’ abbastanza da potermi concentrare su quello che stavo leggendo.
 
Evidentemente questa cosa è capitata a parecchia gente, tanto è che hanno creato, per diversi browser, dei plugin che sono in grado di trasformare una pagina zeppa di porcherie in un testo facilmente leggibile. É il caso di due plugin in particolare, ma ce ne saranno sicuramente anche altri: uno per firefox ed uno per Opera.
 
Il primo si chiama Evernote Cleary. Questo plugin in realtà fa parte della suite di Evernote, ma qui lo vedremo solo per la sua capacita di rendere più chiara una qualsiasi pagina di internet per essere letta con più comodità. Al momento il plugin esiste solo per FireFox e Chrome.
 
Più di mille parole varrà l’esempio: prendiamo una pagina di oggi di Ansa.it: la prima che vedrete è la versione così come viene presentata andando al link della notizia:

 



Mentre questa è la versione trattata dal plugin Clearly di Evernote




Direi che la differenza salta subito agli occhi. 


Usando io spesso Opera e non avendo disponibile lo stesso plugin, dopo qualche ricerca ho trovato il plugin specifico per questo ottimo browser che si chiama cleanPAges. Il risultato è praticamente lo stesso: vi riporto qui solo la versione pulita della tessa pagina originale dal sito dell’Ansa.

 

 
Come potete vedere il risultato è praticamente lo stesso: una pagina pulita, facile da leggere e senza distrazioni.
 
I plugin possono essere trovati nei rispettivi repository dei plugin di entrambi i browser. Se non foste pratici dell’uso dei repository ecco i link diretti.
Sicuramente esisteranno plugin simili per altri browser, ma questi sono i browser che io uso abitualmente.




JC