Leggere Medium.com via RSS

Oggi, da buon vecchio internauta, mi sono chiesto se fosse possibile leggere Medium.com nel vecchio stile degli RSS. Trovo i feed molto comodi per diverse situazioni, per cui mi son messo a scartabellare, googlare (Dio !!! Quanto odio questo verbo!!!) e sperimentare.

NON ho trovato documentazione a riguardo, ma facendo qualche test, a memoria, su come venivano creati gli indirizzi RSS una volta, sono arrivato a questa conclusione, sperimentata e funzionanate: Continue reading →

Dello scrivere e le mappe mentali.

Quando la tecnologia può venirci incontro.


Era un po’ che ci pensavo: usare le mappe mentali può aiutare uno scrittore a produrre meglio? Dopo molto tempo passato a pensarci alla fine ho deciso di provare e vedere che sarebbe successo. Di programmi per la generazione di mappe mentali ce sono a iosa: a pagamento, open source e gratuiti. Io per il solito problema di utilizzo su diverse piattaforme, primariamente Linux e Mac, ma anche occasionalmente windows, ho provato:

  • XMind
  • FreeMind2

Li mi son fermato perché alla fin fine, le funzioni sono praticamente le stesse per tutti. Le uniche differenze che ho notato, che fossero degne di nota, sono le capacità di esportazione/importazione da e verso altri programmi di gestione di mappe mentali. Continue reading →

Ho seguito un utente particolare per diverse settimane: e guardate cosa è successo !!!

Capirete solo se avrete la pazienza di leggere tutto il post.


Era un po’ che ci stavo pensando, ma dopo aver letto questo post, di Shaunta Grimes ero ancora più in dubbio, perché molta gente, quasi per certo, avrebbe pensato ad un post di una (io) persona invidiosa, livida per i suoi risultati etc etc, ma non è così: la mia è solo una valutazione nata da considerazioni originatesi in date molto antecedenti al suo post originale e, devo ammettere sinceramente, rinforzata dal suo ultimo post.

L’idea originale di questo post mi venne, scorrendo i titoli dei post in generale, senza uno schema preciso, come si fa appena arrivati in un ambiente nuovo, ed avevo notato questa cosa, ma mi dissi che sarei stato un folle ad affrontate l’argomento appena iscritto, per cui rimandai la cosa segandomela come da fare; oggi, però, apro Medium e vedo il post di Shaunta Grimes e mi son detto: «Ok, adesso basta: sei iscritto da abbastanza tempo da poter affrontare la questione, per cui tastiera sotto le dita e datti da fare!!!»

Allora il mio cruccio alla fine qual’è? Cruccio nel senso che mi lascia quella sensazione di sottofondo che mi infastidisce, mi disturba, mi fa sentire preso in giro, tanto che se non avessi letto il suo primo post in merito, non avrei letto il secondo: i titoli dei post scritti come ami da pesca a strascico!! Ahh finalmente l’ho scritto !!!

Vedo in Medium, e mi stupisce visto il tipo di sito per cui viene spacciato, ossia un sito per scrittori, sempre più titoli ad esca. Sapete cosa intendo vero ? Titoli come: «I blogged every day for 60 days. Here’s what happened.», oppure più fantasioso titolo del post precedente sullo stesso argomento: «I blogged every day for a month. Here’s what happened.». Chiaramente non è certo solo lei che usa questa tecnica di pesca di boccaloni a strascico: lo fanno in tanti, ma lo scopo?

Cioè fatemi capire questa benedetta Shaunta Grimes che scrive a fare? Solo per sbandierare le statistiche ai quattro venti ?

Se avete letto il suo post precedente avete capito come opera:

  • va su quora.com
  • cerca la domanda più richiesta del giorno / settimana /mese
  • scrive un post su quell’argomento
  • pubblica.

Allora, a parte il fatto che sta donna deve essere un pozzo di scienza: non è mica da tutti scrivere su tutto, e di tutto, con cognizione di causa!!

Trovo il metodo piuttosto squallido comunque: per me fare questo tipo di pubblicazione vuol dire che di tuo non hai nulla da dire, ti devi appoggiare alle domande di altri per avere un argomento su cui generare un post.

Praticamente pubblichi a richiesta: la domanda più in voga ottiene un post.

Poi sinceramente a me che hai vinto un invito, a non so che conferenza, non è che interessi più di tanto.

Voi mi direte, ma se ti sta così antipatica perché la segui ? Infatti non la seguo, è che avevo letto il post precedente ed ho voluto verificare se stava seguendo lo stesso metodo, cosa che ha confermato. Potrebbe essere stato un caso, direte voi… eh no … guadate un po’ il meccanismo dei suoi titoli:

Ora fateci caso: quante volte compare howto nelle sue diverse varianti?

Quale volte compare come prima cosa sul titolo un numero con a seguito il verbo must oppure will ?

Quante volte un titolo termina con Here’s whats happened ?

Ed infine, ma questa possono capirla solo chi è di madre lingua, l’uso dei verbi nella continuous form, quelli che terminano in ing per i profani. Per chi è di madre lingua, è provato, che l’uso della forma ing in un titolo spinge gli anglofoni a sentire un senso si urgenza di andare a leggere cosa è associato a qualcosa in evoluzione immediata.

Insomma questi trucchetti per la pesca a strascico, per attirare frotte di lettori, la conosciamo bene o male tutti noi che si fa blogging da un po’ ormai.

Quel che mi domando e come tanta gente ancora ci caschi.

Prendete l’ultimo post (che guarda caso termina proprio con « Here’s whats happened» ) alla fine cosa c’è dentro il post? Una serie infinta di statistiche, per altro non verificabili, di nuovi lettori, di nuovi followers, di nuovi iscritti alla mailinglist. A dire il vero tutte cose già scritte e ripetute in suoi precedenti post. Per cui non solo pesca a strascico, ma ti rifila pure il il piatto del giorno prima !!!

Ripeto: io contro Shaunta Grimes non ho assolutamente nulla, a parte il fastidio nel vederle usare un sistema da marketing puro per una tipologia di contenuti, in un posto dove proprio non dovrebbe ossia su Medium.com.

Lei, comunque, è solo uno dei casi… fate una ricerca per HowTo oppure How To e poi scorrete la lista delle cose scritte da chi usa questi metodi: vi comparirà, come risultato, che molto spesso è una parola/frase che compare nel 90% dei loro titoli di post.

Ribadisco certi trucchetti li conosciamo tutti, ma credo davvero che in medium.com non ce ne sia di bisogno!!! Specialmente quando al titolo roboante non segue un contenuto che valga la pena di essere letto !!!

Ahhh e scusatemi per il titolo del post 🙂 Chiaramente è uno sfottò nei confronti di chi, qui dentro, fa marketing invece che produrre materiale interessante da leggere!!

Ed adesso forza… caricatemi di m***a 🙂

Considerazioni di un sabato pomeriggio.

Su cosa ? su Medium ovviamente !!

LogoMedium.png

Son qui, solo nel parcheggio del centro commerciale, mentre aspetto mio marito che finisca di fare la spesa settimanale. Io devo aspettarlo qui perché le gambe non mi reggono, ma ormai son anni che è così, per cui ormai è una routine: al momento di entrare, deciso in base alla dose di dolore, se seguirlo nel peregrinare tra le corsie o attenderlo in macchina al parcheggio; ed eccomi qui ad aspettarlo seduto in macchina con il mio fidato, piccolo, iPad pronto a raccogliere le considerazioni ed idee al volo.

Stavo leggendo alcuni post su Medium, questa nuova, almeno per me, piattaforma di lettura, scrittura; mentre leggevo mi domandavo come mai questa piattaforma mi abbia preso così frontalmente: da quando ho iniziato a seguirlo, sono molto spesso sulla piattaforma, sia in mobilità, per quel poco che mi muovo, ma molto più spesso dal browser, che con la ormai costante presenza di tab in qualsiasi browser fa risultare comodo avere più articoli aperti in contemporanea.

Ci sono argomentazioni tra le più disparate: dall’astronomia alla politica, ai fatti quotidiani. La cosa, secondo me, più interessante è il fatto che può essere guardato, almeno da noi vecchi della rete, un po’ come i vecchi forum, avendo la possibilità di intrattenere uno scambio di idee con l’autore del pezzo.

Altra comodità sta nel fatto che non devi avere 50 blog diversi memorizzati e doverli scorrere, magari tramite un aggregatore di flussi, per leggere tutto quello che ti interessa: è tutto li dentro. Medium quindi, ai miei occhi, risulta un forum composto da una serie di blog.

Poi ok ci sono cose più specialistiche come le pubblicazioni o le storie, che hanno un loro scopo, ma più preciso, e solo chi ha l’esigenza di usufruire li userà

La presentazione di software dedicato alla mobilità, trovando anche un client per desktop, almeno in ambiente Mac, non so per Windows, Linux esista o meno, è stata una sorpresa, non tanto per i client quanto per l’omogeneità di presentazione: che tu scriva, legga da tablet, cellulare o client desktop, l’ambiente pare davvero essere lo stesso dappertutto.

Di contro, le pecche che sono presenti su una applicazione, si propagano su tutte, costringendoti, a volte, a tornare al caro vecchio browser, per fare quello che ti serve.

Un esempio su tutti: dopo un po’ che navighi per autori, post, pubblicazioni o altro, se ti serve il menu dell’app devi scorrere all’indietro tutte le pagine che hai vistato dall’apertura di quella sessione a quel momento: sarebbe molto più comodo avere un modo o per richiamare il menu da ovunque o quanto meno un qualcosa che da ovunque si sia ti riporti alla prima pagina così da accedere al benedetto menu. Ok, non è proprio un problema invalidante, ma da browser apri un tab e vai diretto a https://medium.com e risolvi il problema !

In ogni caso trovo, quelle che vengono definite funzioni primarie molto interessanti: l’evidenziazione con la possibilità diretta di commentare con una risposta ciò che hai evidenziato. Oppure spedirlo diretto come un Tweet — perché non anche via FB ?—

L’editor: area principe per chi scrive e non mi riferisco soli commenti o risposte, ma in particolare a chi scrive racconti.

Hanno voluto levare d’impaccio chi scrive: funzioni ridotte all’osso, un paio di tipi di formattazioni, due effetti base di carattere, grassetto, corsivo e, in queso ambiente necessario diversi tipi di citazioni. Niente sottolineature, giustificazioni o altre cosette tipo scelta, quanto meno, del tipo di carattere se Serif o Sans Serif.

C’è un correttore ortografico, che devo dire ahimè, zoppica un pò ed ovviamente essendo sul loro server, non permette operazioni tipo apprendi parola oppure ignora parola e personalmente trovo odioso cliccare su Pubblica e farlo vedendo quelle sottolineature rosse in giro per i miei testi. Ma tant’è, o così o pomì.

Io, per si e per no, edito il testo altrove con un robusto correttore e presenza di sinonimi e contrarti così da aiutarmi anche a non essere ripetitivo nell’uso di verbi, complementi, aggettivi e quant’altro. Alla fine quando sono soddisfatto un bel copia ed incolla senza formattazione e risolvo il problema alla base.

L’incolla senza formattazione, mi serve, perché i miei documenti di default hanno tutta una serie di impostazioni, che l’editor di Medium rifiuta, per cui risulta più veloce e pulito inserire testo non formattato e formattarlo con i mezzi offerti dal sistema così da rendere tutto compatibile con le altre pubblicazioni presenti on line.

Pubblicazione: probabilmente è nata con una scopo diverso di quello per cui io la uso. Personalmente sto usando una pubblicazione per pubblicare un mio scritto, con cadenza settimanale per capitolo. So che rispetto alla loro idea di pubblicazione è un uso limitato, ma io mi ci trovo bene devo dire.

Storie: sembrava l’ideale per serie di capitoli uno in fila all’altro, ma non è fattibile. Troppo limitato lo spazio fisico, ed un capitolo anche piccolo risulta alla fin fine troppo lungo da gestire. Forse l’hanno creato più per un uso tipo giornalistico veloce, che per racconti veri e propri. Poi, come io uso forse in maniera distorta la pubblicazione, qualcun altro troverà un modo per piegare le storie a propria necessità. È il bello della tecnologia: di un oggetto informatico si può fare quello per cui era stato costruito oppure usarlo come meglio a noi piace !!

Insomma, alla fin fine che dire di Medium? Sicuramente, per quanto mi riguarda, una gran bella novità. Mi ci trovo bene forse proprio per quel profumo antico di forum stile primi anni di internet, oserei quasi dire ai tempi delle BBS se non fosse che adesso le reazioni possono essere immediate contrariamente ad allora.

Ci sarebbero da migliorare alcune cosette, ma questo vale per qualsiasi piattaforma. L’unica cosa che non perdono loro, si ok si fa per dire, e aver liquidato Medium Italia che è una comunità non proprio composta da quattro gatti:

Medium Italia.png

Insomma 10700 utenti registrati non sono pochi per una comunità locale (inteso in senso europeo). L’averla liquidata per non pagare più lo stipendio a chi la seguiva l’ho trovata una cattiveria; prima fai sgobbare chi ti tira su la comunità, poi fatto il lavoro:  «saluti e baci non mi servite più». Ok Medium è americana, e loro ragionano così, però non mi piace comunque come si sono comportati in questo frangente quelli di Medium.

In ogni caso, al momento quanto meno, il tempo passato sulla piattaforma paga per cui continuerò a bazzicarla.

Considerazioni sui cani ed il parco Young di via Nino Bixio.

Mi è gia successo un paio di volte, nel pomeriggio, di portare il cane nell’area cani dedicata, nel nuovo parco Young, e di imbattermi nella stessa situazione: nell’area cani ci trovo due cani senza alcuno con loro, che abbaiano disperati perché viene loro impedito, da una barriera di legno, di raggiungere i loto ‘amati’ conduttori. Uso il termine conduttore perché il senso della parola ‘padrone’ riferito ad un animale mi fa venire il prurito alle mani !!

Allora, non solo i cani sono li abbandonati a loro stessi, ma lo sono con i propri ‘padroni’ a 50metri di distanza che giocano bellamente a calcio sul campo adibito. Già io sopporto poco il calcio, ma vedere quelle due povere bestiole abbandonate a loro stesse in una recinzione, a cui non sono evidentemente abituati con i loro padroni che apparentemente non fanno caso al disagio delle bestiole, perché continuano a giocare, lanciando urli in direzione dei cani affinché la smettano di abbaiare. Dio che fastidio!! Perché non gli tagliamo le corde vocali visto che ci siamo ?!?!?!?

Ahhh no non è vero che non sanno del disagio dei loro cani, perché laddove le povere bestiole scavano per crearsi un varco per poter raggiungere i loro amati conduttori, uno di loro ha ben pensato di piazzare una mattonella cosi il cane non possa scappare nemmeno scavandosi una via di fuga.

E non bastasse, quando raggiungo i giocatori chiedendo cortesemente di recuperare i loro cani per darmi il tempo di farmi entrare con la mia e fargli fare le sue cose, alla domanda “scusate ragazzi, di chi sono i cani” si guardano tutti in faccia l’un l’altro come a dire ” Ahh non saprei non è mio”.

Solo il mio cipiglio e la chiara intenzione di non andarmene finché qualcuno non mi desse risposta ha fatto saltare fuori di due conduttori dei cani che, ammetto scusandosi, vanno a prendere i loro cani, aspettando che io termini con la mia, per poter rinchiudere nuovamente le povere bestiole di nuovo nel recinto e lasciarle li !!!

Nota… le bestiole in questione, mentre io entro nell’area cani con la mia, vengono tenute A MANO per il collare, segno che i ragazzi non hanno dei guinzagli; questo mi fa dedurre che la cosa sia stata programmata e non successa per caso.

La prossima volta che devo fare? Fare un video ? Chiamare i vigili ? Chiamare la protezione animali ?

Io credo che la prossima volta, se succederà ancora, semplicemente aprirò il cancello di legno dell’area cani e li lascerò uscire: e si arrangino i loro conduttori a recuperarli.

Ma dico io !! Se sai che stai andando a giocare una partita, ed il fatto che tutti fossero in gran tenuta con le magliette delle rispettive squadre del cuore e pantaloncini corti dimostra che la partita era organizzata, che diamine ti porti i cani dietro a fare: lasciali a casa a questo punto; almeno non soffriranno a dover stare rinchiusi in un posto che non conoscono con una barriera che impedisce loro di raggiungere i rispettivi conduttori che nonostante il trattamento che gli riservano amano incondizionatamente !!

Ragazzi; un cane NON È un giocattolo!!! È un essere vivente direi piuttosto senziente anche se non è stata mai dimostrata la loro capacita di riconoscere se stessi. Non sono oggetti da portare e piazzare da qualche parte lasciandoli li finché non ce ne ricordiamo e li andiamo a riprendere, o peggio ancora con cui arrabbiarsi perché continuano a piangere ed abbaiare perché non riescono a raggiungere i loro conduttori.

Avete (a naso guardandovi) 20 / 25 anni VERGOGNATEVI a trattare un cane in quel modo !!

99 giorni senza FaceBook

Un nuovo esperimento sull’umore degli utenti di Facebook chiede: “Sei più soddisfatto senza Facebook?”

In risposta all’esperimento controverso sull’impatto sull’umore degli utenti di Facebook che coinvolge al momento circa 700.000 utenti, una nuova iniziativa è stata iniziata come esperimento indipendente: determinare come la vita senza Facebook impatti sulla felicità dell’utente. 
08 JULY 2014, Leiden, Paesi Bassi

Riassunto :

L’ONLUS non-profit, nota come “99 giorni di libertà” chiede agli utenti di non utilizzare Facebook per un periodo di 99 giorni consecutivi e riferire su come la pausa influisce sulla propria sensazione di felicità. Il sito web dell’iniziativa, 99daysoffreedom.com, fornisce una serie di semplici istruzioni d’uso, che includono la pubblicazione di un’immagine di “time-off” come immagine del profilo e dell’avvio di un servizio personalizzato: 99 giorni di conto alla rovescia. Da lì, i partecipanti sono invitati a compilare sondaggi anonimi “di felicità” alle scadenze di 33, 66 e 99 giorni, con risultati inviati al sito web dall’ONLUS come come vengono compilati dall’utente.

L’iniziativa ospiterà anche un forum attraverso il quale i partecipanti possono inviare in maniera anonima  come una lunga pausa da Facebook stia influenzando la loro vita. 

L’iniziativa nasce da un’idea di Just, un’agenzia creativa con sede a Leiden, Paesi Bassi. L’Art Director di Just, Merijn Straathof, spiega come ciò che era iniziato come uno scherzo in ufficio si sia  rapidamente trasformato in un progetto ufficialmente finanziato. “Come un sacco di utenti di Facebook, molti di noi sono stati disturbati da relazioni sugli esperimenti segreti d’umore”, dice Straathof. “Come abbiamo discusso in ufficio, abbiamo notato una tendenza interessante: per ognuno di noi, tutti hanno avuto almeno una relazione ‘complicata’ con Facebook: chi veniva taggato in foto poco lusinghiere, chi ha litigato con altri utenti o semplicemente rimpiangendo il tempo perso attraverso un uso eccessivo: la maggioranza ha dichiarato a questo punto una sensazione negativa verso il social. Poi qualcuno ha scherzato dicendo: “Credo che la vera domanda sia: ‘Come ti senti quando non usi Facebook?’ come risposta l’ufficio fece una risata di gruppo, seguita da un: ‘Aspetta un secondo. Questa è davvero una buona domanda!’ “.



Un rapido sguardo alle statistiche di utilizzo di Facebook fa capire certamente la legittimità della domanda. Secondo Facebook, si tratta di 1,2 miliardi di utenti che impiegano una media di 17 minuti al giorno sul sito, leggere gli aggiornamenti, seguire i link o la navigazione delle foto; in un periodo di tre mesi, che corrispondono circa a 28 ore che, i creatori dell’iniziativa sostengono, che queste ore potrebbero essere dedicate ad attività più emotivamente appaganti – Imparare una nuova abilità, svolgere attività di volontariato o passare il tempo (offline) con gli amici e la famiglia. 

La domanda ovvia: Considerando i notevoli livelli di utilizzo di Facebook, chiedere 99 giorni di abbandono non è chiedere troppo? Questo, spiega Straathof, è il progetto. «Abbiamo avuto un sacco di discussioni circa la durata dell’esperimento. Se è troppo lungo, i partecipanti perderanno interesse. Se è troppo corto, non ci sarà alcun cambiamento significativo del comportamento da valutare.»

Alla fine, siamo giunti ad un accordo su un programma di 99 giorni, con indagini periodiche e post anonimi, sperando che tale interazione possa essere visto come un qualche tipo di gruppo di sostegno. Tutti, presso la nostra azienda, partecipano all’esperimento, così potremo verificare i risultati di persona. “

Anche se Straathof ed i suoi colleghi sono ansiosi di vedere i risultati dell’esperimento, egli sottolinea che l’iniziativa non è né una protesta anti-Facebook, né un tentativo di danneggiare il sito più popolare del web. «Facebook è una piattaforma incredibile, siamo tutti utenti ferocemente leali e crediamo che ci sia molto da amare riguardo il servizio», dice Straathof. «Ma riteniamo anche che ci siano evidenti benefici emotivi a moderarsi. La nostra previsione è che l’esperimento produrrà un sacco di esperienze personali positive e, 99 giorni da oggi, faremo sapere se questa teoria stia in piedi o meno.» 


Circa 99 giorni di libertà 

99 giorni di libertà è un’iniziativa senza scopo di lucro lanciata da Just BV (www.wearejust.com), una agenzia di comunicazione creativa dai Paesi Bassi. L’azienda è specializzata in identità, strategia di mercato e campagne on-line con una forte attenzione online. Per domande su 99 giorni di libertà o semplici curiosità, si prega di contattare merijn.straathof@wearejust.com.

Questo il testo tradotto del sito da cui è partita l’iniziativa. Chiaramente ci sono delle considerazioni da fare sul fatto che uno voglia, o meno, partecipare all’esperimento. Personalmente io non sono uno di quelli che passano la giornata in FaceBook, vuoi perché non sono un appassionato di questo genere di siti, vuoi perché, proprio non essendone appassionato, ne frequento diversi e, di conseguenza, il tempo da dedicargli è minore. Però ho deciso di partecipare comunque all’iniziativa, se non altro per spronare chi, a mio avviso tra i miei conoscenti, davvero ci impiega davvero troppo tempo.

Cosa mi aspetto da questo esperimento? Difficile da dire: più che altro le mie aspettative sono rivolte ai miei amici e conoscenti che passano troppo tempo, a mio avviso, sui social in genere: spero davvero che riescano a capire che si possono fare tante altre cose molto più produttive, e che ci lasciano con un senso di «soddisfazione interiore” molto maggiore di quello che si possa percepire alla chiusura dell’ultima sessione su FaceBook della giornata.

Seguirò anche i vari post sul sito alle scadenze dei 33, 66 e 99 giorni per farmi un’idea di come, e se, questo esperimento abbia avuto qualche tipo di effetto sulla gente che vi partecipa.

Se anche voi volete partecipare, basta che andiate sul sito dell’iniziativa a questo url: http://99daysoffreedom.com

Inoltre, se volete, potete dal sito creare anche una pagina personalizzata, con un «conto alla rovescia» che vi dice quanto manca allo scadere dei 99 giorni di «astinenza da FaceBook»: a questo indirizzo http://99daysoffreedom.com/joe86 potete vedere la mia pagina di «conto alla rovescia» per farvi un’idea di come sia questa pagina.

Che altro dire: ve la sentite di stare senza accedere a FaceBook 99 giorni di fila? Si? Allora che aspettate: andare alla pagina http://99daysoffreedom.com ed iscrivetevi: VI SFIDO !! 🙂

P.S.:

Ovviamente per mandare il link a questa pagina del mio blog, devo accedere a FaceBook, ma per farlo nella maniera meno «diretta possibile» invierò il post via email così non avrò la tentazione di vedere cosa è successo al mio account dal primo giorno dell’abbandono:)

Se qualcuno volesse seguire il mio stesso metodo, troverete le indicazioni su come inviare aggiornamenti del nostro status a FaceBook via email a questo indirizzo: http://www.geekissimo.com/2011/02/21/come-aggiornare-stato-facebook-tramite-email/

JC

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WordPress con lettere accentate

Una delle più comuni problematiche quando si installa WordPress o si trasferisce un proprio blog wordpress da un server all’altro è quella delle lettere accentate che non vengono più visualizzate correttamente.

Di norma ci troviamo con dei punti interrogativi seguiti da simboli che nulla hanno a che fare con la nostra lettera accentata del momento.

Il problema è collegato alla definizione di una variabile di ambiente di php: per la precisione da DB_CHARSET che o non è configurata del tutto o non è configurata correttamente; come risolvere? Ecco qui i passi da seguire:

  1. Entriamo nel nostro server;
  2. Ci spostiamo nella cartella dove si trova il file di configurazione del nostro wordpress; di solito /etc/wordpress;
  3. apriamo con il nostro editor preferito con i permessi di amministrazione il file wp-config.php; nel mio caso usando l’editor si sistema il comando sarà: sudo vi wp-config.php
  4. a questo punto cerchiamo nel nostro file la riga define(‘DB_CHARSET’, ‘uft8’);

Adesso potremmo trovarci in due situazioni diverse: nel primo caso la riga proprio non esiste nel nostro file, nel secondo esiste ma è commentata, quindi inclusa in una  sequenza tipo questa:  /*  define(‘DB_CHARSET’, ‘uft8’); */

Nel primo caso basterà inserire la riga define(‘DB_CHARSET’, ‘uft8’);  sotto la riga che inizia con  define(‘DB_HOST’, ‘qualcosa’);

Nel secondo caso si dovranno cancellare i caratteri di commento ossia /*  ed  */

Per quanto riguarda il codice di codifica del charset si potrà usare quello più simile alla lingua necessaria, nel caso italiano ISO 8829-15; oppure quello più indicato per la lingua che si deve utilizzare. Potete trovare la lista completa dei codici utilizzabili a questo link.

In linea di massima però il codice più comodo, e che di solito comprende quasi tutti i caratteri più comuni, è per l’appunto l’utf8 di cui potete trovare le specifiche qui.

Una volta sistemato il vostro file di configurazione per wordpress, salvatelo, ed aggiornate la pagina del vostro blog: magicamente tute le lettere accentate saranno di nuovo al loro posto.

NOTE:

  1. Do per scontato che il database, su cui il vostro wordpress si appoggia, sia già configurato per gestire le lettere accentate. Eventualmente scriverò, più avanti, un post anche su come risolvere lo stesso problema usando MySql come motore database.
  2. Se avete accesso al vostro account solo via ftp, nessun probelma: scaricate il file, modificatelo e poi ricaricatelo.

 JC

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Ma la macchina del tempo ha ingranato la retro??

Non so cosa stia succedendo: leggevo, come faccio ogni tanto, alcune novità su un sito a tema per la comunità lgbt ossia gay.it e sono rimasto davvero senza parole, direi addirittura basito!!
Ci sono una serie di notizie, che a mio parere, stanno ad indicare quanto il mondo stia andando alla rovescia: invece di migliorare la comprensione e l’integrazione delle persone lgbt pare stiamo andando nella direzione decisamente opposta!!
Basti vedere alcune delle notizie tipo queste:
Insomma basta leggere alcuni di questi articoli per capire a cosa mi riferisco: in alcuni paesi del mondo l’omofobia sta diventando davvero un problema grave. Quando le cose hanno iniziato peggiorare in questo modo? Sembrava che finalmente la maggioranza della gente di questo pianeta avesse iniziato a capire che le inclinazioni sessuali di una persona non ne fanno una persona diversa, inferiore, o addirittura, mortalmente pericolosa!
Prendiamo la prima notizia per esempio: ma dico vi rendete conto? Stiamo parlando di fustigazione e pena di morte!! Ora a prescindere che pare la notizia non sia del tutto corretta, che sia prevista la “sola” fustigazione per gli omosessuali, questo non toglie che mi sembra di essere tornato sotto al chiesa del periodo oscuro. Ma allora cosa hanno di diverso tutte queste religioni se alla fine si comportano tutte in maniera così disumana ????
Non parliamo poi della seconda: stiamo parlando di un essere, che non definisco certo umano, che è stato addirittura un deputato della Repubblica!! E si permette di fare certe affermazioni. Ok: uno ha la libertà di espressione, ma quando questa va in contrasto con la pubblica decenza e della legge nostrana? Poi caro Taormina: se ti piace tanto quel modo di pensare perché non ti trasferisci li, dove per l’adulterio è prevista la pena di morte? Comodo stare in un paese come il nostro ed inneggiare a paesi come quelli: vacci a vivere e poi ne riparliamo!!
Ovviamente l’atteggiamento della Russia, come da previsioni più ottimistiche, ha fatto proseliti: e siamo alla terza della lista. Direttamente dall’articolo:
Dopo la Russia, l’Uganda e il Brunei (solo per citare i più recenti) anche la Lituania sembra volersi dotare di una legge antigay. A differenza del Brunei, non si parla di pena di morte, ma come la Russia il governo lituano vuole vietare quella che ormai è stata ribattezzata “propaganda gay”. Insomma, divieto di discorsi pubblici, manifestazioni, manifesti, volantino, video audio e qualsiasi altra forma di comunicazione abbia come tema l’omosessualità.
Chi viola la legge dovrà pagare 2400 dollari di multa. Niente galera, pare, ma se vi pare una cosa positiva...Inutile dire che la norma che il parlamento sta discutendo prevede il divieto di qualsiasi forma di riconoscimento delle unioni gay, oltre che di sottoporsi a terapie ormonali e interventi chirurgici che puntino ad una riassegnazione di genere.
L’ipocrisia di questa gente è davvero assurda: non hanno il coraggio di attaccare direttamente la comunità lgbt per paura delle reazioni internazionali, ma si saranno detti “beh se ce l’ha fatta la Russia perché non dovremmo farcela noi a fare una legge del genere?”. E allora invocano la “propaganda gay” come se non fossero noti i fatti continui come aggressioni a persone lgbt in quel paese come in Russia. E chiaramente la volontà di questi legislatori è quella di dare un segno di “benevolenza” nei confronti di questi attacchi un po’ come dire “noi non possiamo ufficialmente metterci contro i gay, ma voi dateci dentro che siamo d’accordo con voi!!”. L’ipocrisia di questa gente fa davvero schifo!!
La quarta notizia, a mio parere, è la più grave: e questo perché è avvenuta in casa nostra. Si: proprio in Italia che si definisce un paese laico e civilizzato. Ma vi rendete conto che danno hanno procurato a sto ragazzo? A parte che vorrei sapere chi è quella bestia che avrebbe dovuto fare i controlli psicologici a quei due disgraziati di genitori affidatari: a casa a calci in culo lo manderei quel soggetto. Non si cazzeggia con la vita di nessuno: ma men che meno con la vita di un ragazzino di 14 anni!!!
La quinta notizia è solo una, ma se data un’occhiata al sito, vedrete che ce ne sono molte di questo tipo; indice che gli stati uniti sono vittima della loro stessa legislazione. Io capisco che le opinioni di tutti devono essere salvaguardate, ma non accetto che questo possa influire poi una cosa così delicata come la salute di un soggetto. Ma come fa un paese a permettere ad un soggetto del genere di praticare la medicina?? come fanno in quel paese a non capire che persone del genere rendono l’attività di un medico di base un’arma pericolosissima. Non possono certo non sapere dei molti casi di morte per suicidio in quelle presunte cliniche che promettono ai genitori dei ragazzi, la “guarigione” miracolosa dei propri figli dall’omosessualità!!! Eppure non fanno  nulla: sempre nuovi centri simili nascono, e vengono usare metodologie da medio evo o da lager nazisti per “curare” questi ragazzi. Eppure tutti ad inneggiare il paese delle opportunità: poi mi domandano perché da sempre dico che in quel paese non ci metterò mai piede!!!
Concludendo questo post, ammetto, scritto di getto e con l’animo piuttosto in burrasca, mi, e vi, domando: ma perché la gente non può essere lasciata a vivere la propria vita in beata pace? Che deve interessare ad un sultano di un paese del terzo mondo, o ad un medico di un paese, sulla carta il più democratico a cui tutti dovremmo aspirare di assomigliare (per carità ci mancherebbe solo quello!!!), con chi mi relaziono, di chi mi innamoro, o con chi faccia sesso???
Sembra che il motore del tempo abbia ingranato la retromarcia: invece di evolverci e diventare tutti più saggi, stiamo regredendo e ripetendo gli errori che abbiamo già, abbondantemente, fatto nel nostro passato: e  nemmeno troppo remoto.
Schifato e sconcertato, vi saluto ed aspetto eventuali commenti… sperando nel vostro buon cuore per il tono che userete nel commentare.
JC
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Utilizzo di Cubby da Linux (Ubuntu e derivate)


Cubby, un nuovo tool per le condivisioni in cloud, simile a DropBox, ma con un occhio più attento alla sicurezza,

Per gli utenti linux, non esiste al momento un client dedicato, ma si può rimediare in questo modo per ora:

Dal gestore file, dolphin, clicca su Rete, poi su Aggiungi cartella di rete;  a quel punto selezioni webdav e nella finestra successiva dai nell’ordine le seguenti info:
 
  1. Nome: quello che ti pare
  2. Utente: l’email con cui ti sei registrato su Cubby
  3. Server: webdav.cubby.com
  4. Porta: 443
  5. Cartella: / oppure la sotto cartella che vuoi sia la root locale
  6. Utilizza cifratura: flaggala per avere connessione in SSL

 
A questo punto si collega e funziona, provato e tutto ok.
 
Ho provato sia a leggere che a modificare un file che ad inserirne uno nuovo e funziona tutto bene.
 
Se volete iscrivervi cortesemente usate questo link, che mi darà spazio in più per ogni vostra registrazione: https://cub.by/i/01_xBXc_cdcG03
JC

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