Una giornata di ordinaria follia (amministrativa)

wow

Come da titolo!! Stamane, alla fine, son andato a fare la benedetta vista alla commissione patenti; erano settimane che mi  dicevo che la cosa non sarebbe finita bene, me la sentivo dentro, e difficilmente quando sento cose del genere ho torto, e così è stato anche stamane!!

Arrivati in orario perfetto, circa le 8.45, siamo scesi nell’area della commissione, ho preso il mio numero, per la coda di attesa, e ci siamo seduti; il cicalino di notifica del passaggio a nuovo utente suona e sul tabellone compare il numero 23: il mio, per cui mi alzo e vado verso la porta alla segreteria, c’è, al solito, un’impiegata seduta ad una scrivania che non ha una sedia per chi deve conferire, della serie “non sei qui per perdere tempo  o farmene perdere per cui la sedia a te non serve“, ma sorvoliamo che esistono persone come me che hanno problemi a stare in piedi !!!! Mi chiede il cognome, come al solito quando lo declamo, anche questa impiegata capisce fischi per fiaschi e chiedere conferma: “Turco?”, ed io come sempre la correggo:”No, CURTO” manca solo che le debba fare lo spelling, sapessero manco farlo qui in Italia!!!

Mi fa un sorriso come a dire:”ok, ok” ed entra un tizio, che deduco essere un collega. Lo guarda come per fargli capire che deve dirgli qualcosa di non udibile dalla plebe, ed io, certo di fare la mia porca figura da persona educata, le dico:”ok capito: aspetto fuori” intendendo che mi allontanavo giusto il tempo che le fosse necessario per dire al collega quella cosa che non poteva davanti a me: lei fa un cenno di assenso a mo di:”grazie molto gentile”, ma allo stesso tempo mi chiede gentilmente di aspettare un attimo fuori che mi chiama subito.

Ok esco e torno al mio posto aspettando di essere chiamato appena avesse finito di parlare con il suo collega. Beep, suona il cicalino e scatta il numero 24, passa qualche minuto e di nuovo beep e scatta il numero 25; decisamente infastidito mi alzo e mi affaccio alla segreteria, mentre il signor 25 esce e domando:”scusi ma c’è qualche problema?” L’impiegata affranta mi guarda e con tono di scusa mi dice:”Guardi inutile raccontarle storie: non troviamo la sua cartella.”; comincia a montarmi il nervoso e penso tra me e me:”ecco lo sapevo che oggi finiva male”. L’impiegata pare leggermi il pensiero e si affretta ad aggiunger:”non si preoccupi, comunque lei oggi farà la visita”. Il suo tono è risoluto, di una persona che sa quello dice e che quindi non devo preoccuparmi di alcun che!!

Dopo un po’ mi chiamano: altra impiegata che mi fa strane domande sull’iter della mia pratica:”Lei non ha proprio chiesto un rinvio? Non ha mandato una mail, telefonato o non è venuto qui di persona a chiedere un rinvio ?”: il mio nervosismo continua a salire e comincio a maledire il momento in cui ho deciso di fare la richiesta del rinnovo della patente non, al solito, presentando di persona la richiesta all’ufficio competente, ma utilizzando il sistema informatizzato. L’impiegata però mi assicura che farlo per via telematica, in realtà, è il sistema più sicuro e più veloce per cui ho fatto bene. Sarà, penso io, ma è la prima volta in diversi anni che succede che non trovino la mia cartella !!!!

Alla fine la prima impiegata mi dice di non preoccuparmi ( ancora ??? allora devo iniziare a preoccuparmi davvero!! ) e che a minuti la commissione mi riceverà. In effetti l’impiegata è di parola e dopo 5 minuti nemmeno compare il mio numero di coda sulla riga di chi deve presentarsi alla commissione. Mi appresto alla porta, faccio la persona educata e busso e come mi aspetto la banda cafoni, come chiamo io quelli della commissione patenti, non si degna di rispondere. Non ho voglia di perdere altro tempo, per cui entro pur non ricevendo alcun cenno dall’interno della stanza. Appena entro mi rendo conto che la commissione è diversa dalla solita con cui mi son confrontato sino ad ora, ma ci sta: di solito mi hanno sempre fissato gli appuntamenti intorno le 14, oggi invece era alle 9, magari di mattino c’è una commissione diversa. Unica costante il presidente della commissione: sempre la stesa minuta, insignificante ed antipatica dottoressa.

Un tizio, che poi dedurrò essere un neurologo, mi fa fare un ridicolo test facendomi fare su e giù con il piede tenendo il tallone a terra, per capirci il movimento che si fa quando si accelera o decelera guidando, e tronfio esclama, con la saggezza dei sui scarsi 50 anni e il responso di quel complicatissimo esame:” la mobilità non v’è dubbio che c’è!!” e torna al suo posto: mazza quanto ha lavorato questo stamane, penso io !!

Oltre a quello mi fanno fare l’altro ridicolo esame della vista, dopo avermi chiesto se ci vedo, forse il bastone grigio l’ha messo in difficoltà: non essendo bianco del tutto non era certo che fossi un non vedente!!! Poi iniziano a discutere, al solito facendoti sentire una merda invisibile, su questo e quello e chiedono spiegazioni sul perché non ho prodotto un determinato modello governativo. Sento le scintille che iniziano a salire lungo la spina dorsale e raggiungere il cervelletto: se non tengo il controllo della situazione tra un po’ inizieranno a volare scrivanie e sedie qui dentro!!!

Accenno al fatto che la convocazione parlava di un vago documento che non era chiaro se sarebbe stato prodotto dopo una visita in loco o se dovessi intenderlo come un  ordine di provvedere per conto mio. Al che mi ammutolisco e mi isolo: se le scintille raggiungono il cervello superando il cervelletto qui dentro finisce male: ne sono più che certo!!

“Bene, vada ed attenda di la: la chiameranno e le daranno un documento.”; scoprirò poi che, in realtà, avrebbero dovuto dirmi che mi sospendevano la patente sino ottenimento di quel documento a seguito di una visita da un neurologo, sia mai, visto che un neurologo era presente in commissione, la visita la facesse lui vero !!!. Sai, dopo che l’ultima crisi epilettica che ho avuto risale a 40 anni fa, ci vuole un pezzo di carta di un neurologo che non sa chi diavolo io sia, per confermare che sono guarito dall’epilessia giovanile.

Devo proprio incominciare a fare l’italiano medio e non dire più nulla sul mio passato medico: se avessi seguito questa filosofia non sarei qui da 5 anni ad elemosinare il rinnovo della patente, anno per anno.

Comunque alla fine la situazione è questa: patente sospesa, sino a che non avrò fatto la visita da un neurologo che dovrà emettere una vatte la pesca di  documento ministeriale. Ottenuto quel pezzo di carta devo contattare di nuovo la banda cafoni, si si la commissione medica patenti, per organizzare altro incontro per concludere l’iter della commissione, e sperare che questo significhi che mi rinnovino la patente per altri 365 miseri giorni.

Il mio medico curante cerca di venirmi incontro fornendomi una richiesta con urgenza entro i 10gg per riuscire a fare questa visita in fretta e tornare ad avere la mia patente, peccato che al CUP, una, devo dire molto gentile impiegata, mi spiega che per disposizioni ministeriali nessuna visita che sia correlata ad una patente o rinnovo di quest’ultima può essere richiesta in condizione di urgenza. Per cui o aspetti i soliti X mesi per la visita o te la fai da privato e paghi di tasca tua se la rivuoi in fretta sta c***o di patente!!!!

Credevo che questo paese non potesse diventare peggio di quanto ormai avevo capito fosse, ma è proprio vero che al peggiorare non c’è mai fine !!!

JC

Referendum Gran Bretagna: qualcosa non mi torna !

Alla fine sembra, che il giornalismo italiano, si sia schierato con quello europeo facendo notare solo quello che gli fa comodo: il referendum inglese alla fin fine era solo propositivo per cui non sta scritto da nessuna parte che debba essere messo atto. Il fatto che Cameron abbia deciso di rendere le sue dimissioni e non richiedere la messa in atto l’articolo 50 della CE, quello che rende reale la richiesta di uscita dalla Comunità Europea stessa, a parte essere un atto coerente con il suo supporto allo STAY nel referendum, dimostra chiaramente che il risultato del referendum non comporta automaticamente l’uscita dalla Comunità Europea.

La domanda che, secondo me, dovremmo porci è se davvero il governo Inglese deciderà di attuare l’articolo 50 o meno. Essendo un referendum propositivo, il governo non ha l’obbligo di farlo: è una scelta che resta in mano al governo, che deve prendere atto della scelta del popolo, ma non comporta l’allineamento del governo alla decisione popolare. È pur vero che il Regno Unito non è l’Italia dove del popolo se ne fregano, come ha chiaramente espresso l’ex presidente della repubblica, dicendo che il popolo è bene che non debba poter occuparsene!! Di conseguenza il governo UK probabilmente deciderà quanto prima se allinearsi o meno alla decisione popolare, ma ripeto: questa decisione sarà unicamente del governo del paese.

Di conseguenza non capisco perché Yunker sia partito, in fretta e furia, a chiedere che il Regno Unito si sbrighi a mettere in pratica la richiesta di uscita della Comunità Europea, nel minor tempo possibile. Leggendo la sua richiesta, in base a quello che ho scritto fino ad ora, sembrerebbe quasi che sia Yunker a volersi levare di torno il Regno Unito il piu in fretta possibile!! Senza entrare nei particolari dei perché Yunker possa avere interesse o meno nel farlo, resto dell’idea che questa questione sia una questione squisitamente del Regno Unito: sta solo al governo Inglese decidere cosa, come e quando farlo. Inoltre il famoso, direi ormai famigerato, articolo 50 prevede un tempo minimo di due anni per concordare l’uscita dalla Comunità Europea per chiunque ne faccia parte, ma prevede pure che nei 18 anni successivi il paese interessato possa ripesarci avendo così il modo di ripensarci e riprendere il proprio posto come se nulla fosse successo; praticamente 18 anni per decidere se rientrare nella Comunità Europa alle stesse condizioni che aveva al momento in cui ha deciso di uscirne. Allora perché tutta questa fretta, per mettere alla porta il Regno Unito??? Oggi addirittura hanno già deciso che dopo la presentazione del risultato del referendum, Cameron debba lasciare l’aula per iniziare una seduta a 27. Ma come fanno a cacciarlo per una seduta a 27 se il Regno Unito non ha, ancora, presentato la richiesta di uscita dalla Comunità Europa ?

C’è qualcosa che non mi torna: se le normative prevedono la richiesta della messa in atto dell’articolo 50 per poter avviare la procedura di uscita dalla Comunità Europea perché diamine, già da oggi, la riunione dovrebbe tenersi a 27 ???

Insisto: c’è qualcosa che non mi torna, e spero che come me, altri vogliano approfondire questa questione; è pur vero che poca gente si occupa di polita a livello di Comunità Europea, ed è anche questo il motivo per cui la gente ha la sensazione che il Parlamento Europeo sia qualcosa di distante e che non ci sia modo di intervenire. La sensazione, credo, è quella di un tempo: il palazzo reale (Parlamento Europeo) c’è, ma è vicino, ma distante, grande, ma piccolo per il popolino che è stato cresciuto con la convinzione, che tanto non ha nulla da poter fare per poter dire la propria. D’altronde, come dicevo all’inizio del post, se il nostro ex presidente della repubblica è il primo a dire che il popolo non deve poter mettere becco in quello che fa la Comunità Europa e continua a ripeterlo allo sfinimento, va da se che la gente, alla fine, se ne convinca!!

JC

Perché evitare ARUBA per la gestione DNS.

É un peccato, ma mio malgrado, mi vedo costretto a scrivere questo post, per evitare ad altri di dover incappare nello stesso tipo di problema in cui sono capitato io.
 
SITUAZIONE: Avete il vostro cliente che vi chiede di installargli un server di posta, con tutti i soliti crismi, affinché l’azienda possa affrancarsi dal loro precedente gestore di posta, che li sta, al solito, derubando. Le considerazioni sui costi imposti dalle altre aziende per servizi di posta in locazione le lascio ad un altro post.
 
Voi fate tutto il vostro lavoro:
 
  1. configurate ed installate il vostro hw
  2. installate e configurate il vostro software
  3. testate se a livello locale funziona tutto.

A questo punto vi occupate della visibilità del server su internet e dovrete, per forza di cosa, mettere anche le mani sui record DNS affinché il server sia visibile ed operativo si internet.

 

Create i soliti  domini tipo imap.dominio.it, smtp.dominio.it facendoli puntare all’IP giusto, e tra le cose primarie da fare per un server di posta, dovete configurare i rispettivi record SPF e DKIM; e qui cominciano i guai.

Se avete la gestione del dominio sotto ARUBA, vi accorgerete subito che qualcosa non torna: accedendo al tipo record TXT dal pannello di gestione del DNS, avrete una schermata come questa:
 
 
Non notate nulla di strano? Finché dovete registrare il campo SPF no, è fatto apposta, ma quando devo registrare il campo DKIM ???? Semplicemente, con ARUBA, non lo potete fare. 
 
Per qualche strano, ma sopratutto oscuro, motivo ARUBA ha deciso che l’unico utilizzo che il suo cliente può fare del campo TXT è l’inserimento dei valori per tipo campo SPF.
 
Li ho contattati, credendo in un problema del form, ma no: è proprio così; hanno deciso che il cliente ARUBA può solo inserire quello che vogliono loro, ossia il campo SPF, ma altri record di tipo TXT, e ce ne sono parecchi che uno potrebbe aver necessità di inserire oltre al tipo DKIM, se lo scordano. 
 
La loro soluzione al problema? “Acquisti una machina virtuale così da potersi gestire il server DNS come meglio preferisce“, e chiaramente mi rifilano il link dei loro server virtuali.
 
Ma ti pare che uno per inserire un campo fondamentale in un server di posta, deve impiantarsi un server DNS proprio ?????
 
Questi secondo me, in questo caso, l’hanno fatta fuori dal vaso!!!
 
Per cui: tenete a mente che se dovete utilizzare per qualsivoglia motivo un record TXT nella gestione DNS che non sia il record SPF, lasciate perdere ARUBA.
 
JC
 

Utilizzo di TOR su IP diverso dal primario.

Al giorno d’oggi, può capitare sempre più spesso di aver a disposizione  una connessione con un set di indirizzi pubblici. Che siano quattro o sette, resta il problema, spesso, di come poterli usare se abbiamo una macchina sola. Oggi vi farò vedere come utilizzare un server TOR che utilizzi un indirizzo IP che non sia il primario della macchina. Sto parlando di un ambiente *nux, ma credo che in qualche modo sia possibile anche in windows, ma personalmente non metterei mai alcun tipo di server su una macchina windows, quindi non starò nemmeno a perdere tempo ad immaginare come farlo. 
 
Prendiamo in esempio una situazione: avete la vostra macchina linux che usate come desktop o come server, non importa, e desiderate utilizzare TOR come servuer, indipendentemente se come hidden_service o come relay; quello che non volete è incappare in una situazione come quella riportata in altro post che ho scritto tempo fa a riguarda dell’uso di TOR e l’aver come home banking il servizi di Unicredit. Il post lo trovate qui: http://bulk.jcsh.eu/?p=103 e si intitolava, guarda caso:”Ad Unicredit Web non piace TOR”. 
 
Avendo più indirizzi IP a disposizione il problema è risolvibile, perché quelli di TOR hanno previsto una situazione simile: basteranno un paio di modifiche al file di configurazione torrc ed il gioco sarà fatto. Capiamoci: non sto parlando di una situazione con due schede di rete con due cavi fisici appartenenti a due IP diversi, ma della situazione, ben più comune, per cui abbiamo un cavo ed n IP disponibili. Vale la pena di definire il quadro in cui ci stiamo muovendo: abbiamo una scheda di rete fisica ed, facciamo un esempio, 4 IP pubblici  disponibili.
 
Innanzi tutto dobbiamo sapere che nome logico ha la nostra scheda di rete; ci son diversi modi, ma quello più rapido è aprire la console (da cui faremo tutto) e dare il comando ifconfig. Avremo come risultato qualcosa del genere:

eth0      Link encap:Ethernet  IndirizzoHW 00:0e:a6:ba:ec:80

indirizzo inet:192.168.1.130  Bcast:192.168.1.255  Maschera:255.255.255.0          

indirizzo inet6: fe80::20e:a6ff:feba:ec80/64 Scope:Link          

UP BROADCAST RUNNING MULTICAST  MTU:1500  Metric:1          

RX packets:24277872 errors:0 dropped:216 overruns:0 frame:0          

TX packets:12679995 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0

Byte RX:772240782 (772.2 MB)  Byte TX:1004742354 (1.0 GB)         Interrupt:18lo       

Link encap:Loopback locale           

indirizzo inet:127.0.0.1  Maschera:255.0.0.0          

indirizzo inet6: ::1/128 Scope:Host          

UP LOOPBACK RUNNING  MTU:65536  Metric:1          

RX packets:14854 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0          

TX packets:14854 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0         

Byte RX:1533885 (1.5 MB)  Byte   TX:1533885 (1.5 MB)


La voce eth definisce il nome logico della nostra scheda di rete; lo 0 un contatore che parte da zero e che indica quale sia la scheda di rete se ne abbiamo diverse; aveste sulla vostra macchina due schede di rete, trovereste elencata anche una scheda eth1 e così via. Attenzione, aveste anche cinque schede di rete, ma un solo cavo che vi arriva da internet, il metodo resta sempre questo perché non potete collegare un IP virtuale su una scheda fisica: la scheda fisica o c’è o non c’è!! Nel nostro esempio faremo il caso di avere disponibili gli IP pubblici da 155.100.100.1 al 155.100.100.Quindi cominciamo:

  1. Considerando che sicuramente avete assegnato 155.100.100.1 come indirizzo della scheda fisica, assegnamo il 155.100.100.4 ad una scheda virtuale, che chiameremo eth0:1 quindi nel terminale diamo il comando:  sudo ifconfig eth0:1 155.100.100.4 up
  2. installiamo il necessario per avviare il server TOR sulla nostra macchina, uso i domando apt-get perché i sistemi debian based sono quelli più installati. Quindi eseguiamo, sempre nella nostra shell, sudo apt-get install tor tor-geoipdb torsocks. Questi sono i tre componenti base necessari.
  3. Fermiamo il server TOR, perché ancora non è configurato come ci serve, e quindi diamo il comando sudo service tor stop
  4. Apriamo con l’editor di testo che preferiamo, io uso VI, ma NANO come altri vanno altrettanto bene, il file di configurazione di TOR quindi se usiamo VI diamo il comando sudo vi /etc/tor/torrc
  5. Alla riga 103 togliamo il commento e modifichiamola affinché risulti così: OutboundBindAddress 155.100.100.4 
  6. appena sotto questa riga ne inseriamo una nuova ed aggiungiamo: Address 155.100.100.4
  7. usciamo dal nostro editor confermando la modifica e rilanciamo il servizio che avevamo fermato al punto 3, con il comando sudo service tor start
  8. diamo un comando di lettura del file di configurazione ossia sudo tail -f /var/log/tar

Vedrete diverse cose scorrere sullo schermo, ma quello che deve esserci, affinché possiamo essere certi che TOR stia usando l’IP che diciamo noi, è la seguente riga:

[notice] Now checking whether ORPort 155.100.100.4:9001 and DirPort 155.100.100.4:9030 are reachable… (this may take up to 20 minutes — look for log messages indicating success)[notice] Self-testing indicates your DirPort is reachable from the outside. Excellent. May 10 14:32:13.000 [notice] Self-testing indicates your ORPort is reachable from the outside. Excellent. Publishing server descriptor.

A questo punto soltanto, potrete essere certi che TOR stia usando un IP diverso da quello definito per la scheda primaria del sistema della vostra macchina, ed è quello che volevamo.

Buon divertimento. 

P.S: Direte voi: ma è pieno di documenti su come usare OutboundBindAddress: perché scriverci un post. Semplice: perché tanto è vero che è pieno di documenti in google che spiega come usare OutboundBindAddress quanto non se ne trova uno che spieghi che se oltre a OutboundBindAddress non configurate anche la variabile Address corca che funziona !! 🙂

JC

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Osx script per la gestione DNS

Mi è capitato diverse volte di voler cambiare i DNS al volo per i più disparati motivi, e diciamocelo la procedura standard di chiamare Preferenze di Sistema —> Network e poi dover scegliere la scheda che ci interessa e poi cliccare su Avanzate e poi selezionare la scheda DNS e il doversi ricordare che sino alla pressione del pulsante Applica le modifiche non vengono attivate è un po macchinosa, per cui mi sono fatto questi diversi script per le varie situazioni. Chiaramente possono essere modificati senza problemi per configurare il DNS che più ci interessa, io ho impostato negli script il server DNS di google e di OpenDNS per stare sul generico, ma nessuno ci impedisce di configurarne altri.
 
Personalmente la necessità di manipolare i server DNS mi si è presentata usando DNSCrypt. Cosa è DNSCrypt? Un sistema per criptare tutte le richieste fatte ai server DNS. 
L’installazione di questo pacchetto, per quanto mi riguarda almeno, fa parte di una politica di resa difficoltosa da parte di terzi, che sia NSA o i nostri servizi o google o chiunque altro, di farsi gli affari miei quando interrogo un server. 

Chiaramente questa politica richiede altri accorgimenti come l’uso di reti anonimizzate come TOR, ma questo esula dallo scopo di questo post. Potete trovare info aggiuntive sull’uso di reti anonimizzate in questo post del mio blog: http://blog.joevr.org/2012/06/utilizzo-di-tor-favore-della-nosrtra.html

 
Le procedure di cambio parametri di sistema richiedono l’uso di sudo, visto che sono necessari i permessi di amministratore, ma non vi preoccupate se chiamate lo script senza, magari da Finder: al momento di applicare le modifiche, se non avete usato sudo, lo script invocherà, da solo la procedura di autenticazione necessaria.
 
Il file con gli script lo potete troavre qui, il file contiene i due script, uno per la scheda eternte ed uno per la scheda WiFi ed i corrispondenti file MD5
JC
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99 giorni senza FaceBook

Un nuovo esperimento sull’umore degli utenti di Facebook chiede: “Sei più soddisfatto senza Facebook?”

In risposta all’esperimento controverso sull’impatto sull’umore degli utenti di Facebook che coinvolge al momento circa 700.000 utenti, una nuova iniziativa è stata iniziata come esperimento indipendente: determinare come la vita senza Facebook impatti sulla felicità dell’utente. 
08 JULY 2014, Leiden, Paesi Bassi

Riassunto :

L’ONLUS non-profit, nota come “99 giorni di libertà” chiede agli utenti di non utilizzare Facebook per un periodo di 99 giorni consecutivi e riferire su come la pausa influisce sulla propria sensazione di felicità. Il sito web dell’iniziativa, 99daysoffreedom.com, fornisce una serie di semplici istruzioni d’uso, che includono la pubblicazione di un’immagine di “time-off” come immagine del profilo e dell’avvio di un servizio personalizzato: 99 giorni di conto alla rovescia. Da lì, i partecipanti sono invitati a compilare sondaggi anonimi “di felicità” alle scadenze di 33, 66 e 99 giorni, con risultati inviati al sito web dall’ONLUS come come vengono compilati dall’utente.

L’iniziativa ospiterà anche un forum attraverso il quale i partecipanti possono inviare in maniera anonima  come una lunga pausa da Facebook stia influenzando la loro vita. 

L’iniziativa nasce da un’idea di Just, un’agenzia creativa con sede a Leiden, Paesi Bassi. L’Art Director di Just, Merijn Straathof, spiega come ciò che era iniziato come uno scherzo in ufficio si sia  rapidamente trasformato in un progetto ufficialmente finanziato. “Come un sacco di utenti di Facebook, molti di noi sono stati disturbati da relazioni sugli esperimenti segreti d’umore”, dice Straathof. “Come abbiamo discusso in ufficio, abbiamo notato una tendenza interessante: per ognuno di noi, tutti hanno avuto almeno una relazione ‘complicata’ con Facebook: chi veniva taggato in foto poco lusinghiere, chi ha litigato con altri utenti o semplicemente rimpiangendo il tempo perso attraverso un uso eccessivo: la maggioranza ha dichiarato a questo punto una sensazione negativa verso il social. Poi qualcuno ha scherzato dicendo: “Credo che la vera domanda sia: ‘Come ti senti quando non usi Facebook?’ come risposta l’ufficio fece una risata di gruppo, seguita da un: ‘Aspetta un secondo. Questa è davvero una buona domanda!’ “.



Un rapido sguardo alle statistiche di utilizzo di Facebook fa capire certamente la legittimità della domanda. Secondo Facebook, si tratta di 1,2 miliardi di utenti che impiegano una media di 17 minuti al giorno sul sito, leggere gli aggiornamenti, seguire i link o la navigazione delle foto; in un periodo di tre mesi, che corrispondono circa a 28 ore che, i creatori dell’iniziativa sostengono, che queste ore potrebbero essere dedicate ad attività più emotivamente appaganti – Imparare una nuova abilità, svolgere attività di volontariato o passare il tempo (offline) con gli amici e la famiglia. 

La domanda ovvia: Considerando i notevoli livelli di utilizzo di Facebook, chiedere 99 giorni di abbandono non è chiedere troppo? Questo, spiega Straathof, è il progetto. «Abbiamo avuto un sacco di discussioni circa la durata dell’esperimento. Se è troppo lungo, i partecipanti perderanno interesse. Se è troppo corto, non ci sarà alcun cambiamento significativo del comportamento da valutare.»

Alla fine, siamo giunti ad un accordo su un programma di 99 giorni, con indagini periodiche e post anonimi, sperando che tale interazione possa essere visto come un qualche tipo di gruppo di sostegno. Tutti, presso la nostra azienda, partecipano all’esperimento, così potremo verificare i risultati di persona. “

Anche se Straathof ed i suoi colleghi sono ansiosi di vedere i risultati dell’esperimento, egli sottolinea che l’iniziativa non è né una protesta anti-Facebook, né un tentativo di danneggiare il sito più popolare del web. «Facebook è una piattaforma incredibile, siamo tutti utenti ferocemente leali e crediamo che ci sia molto da amare riguardo il servizio», dice Straathof. «Ma riteniamo anche che ci siano evidenti benefici emotivi a moderarsi. La nostra previsione è che l’esperimento produrrà un sacco di esperienze personali positive e, 99 giorni da oggi, faremo sapere se questa teoria stia in piedi o meno.» 


Circa 99 giorni di libertà 

99 giorni di libertà è un’iniziativa senza scopo di lucro lanciata da Just BV (www.wearejust.com), una agenzia di comunicazione creativa dai Paesi Bassi. L’azienda è specializzata in identità, strategia di mercato e campagne on-line con una forte attenzione online. Per domande su 99 giorni di libertà o semplici curiosità, si prega di contattare merijn.straathof@wearejust.com.

Questo il testo tradotto del sito da cui è partita l’iniziativa. Chiaramente ci sono delle considerazioni da fare sul fatto che uno voglia, o meno, partecipare all’esperimento. Personalmente io non sono uno di quelli che passano la giornata in FaceBook, vuoi perché non sono un appassionato di questo genere di siti, vuoi perché, proprio non essendone appassionato, ne frequento diversi e, di conseguenza, il tempo da dedicargli è minore. Però ho deciso di partecipare comunque all’iniziativa, se non altro per spronare chi, a mio avviso tra i miei conoscenti, davvero ci impiega davvero troppo tempo.

Cosa mi aspetto da questo esperimento? Difficile da dire: più che altro le mie aspettative sono rivolte ai miei amici e conoscenti che passano troppo tempo, a mio avviso, sui social in genere: spero davvero che riescano a capire che si possono fare tante altre cose molto più produttive, e che ci lasciano con un senso di «soddisfazione interiore” molto maggiore di quello che si possa percepire alla chiusura dell’ultima sessione su FaceBook della giornata.

Seguirò anche i vari post sul sito alle scadenze dei 33, 66 e 99 giorni per farmi un’idea di come, e se, questo esperimento abbia avuto qualche tipo di effetto sulla gente che vi partecipa.

Se anche voi volete partecipare, basta che andiate sul sito dell’iniziativa a questo url: http://99daysoffreedom.com

Inoltre, se volete, potete dal sito creare anche una pagina personalizzata, con un «conto alla rovescia» che vi dice quanto manca allo scadere dei 99 giorni di «astinenza da FaceBook»: a questo indirizzo http://99daysoffreedom.com/joe86 potete vedere la mia pagina di «conto alla rovescia» per farvi un’idea di come sia questa pagina.

Che altro dire: ve la sentite di stare senza accedere a FaceBook 99 giorni di fila? Si? Allora che aspettate: andare alla pagina http://99daysoffreedom.com ed iscrivetevi: VI SFIDO !! 🙂

P.S.:

Ovviamente per mandare il link a questa pagina del mio blog, devo accedere a FaceBook, ma per farlo nella maniera meno «diretta possibile» invierò il post via email così non avrò la tentazione di vedere cosa è successo al mio account dal primo giorno dell’abbandono:)

Se qualcuno volesse seguire il mio stesso metodo, troverete le indicazioni su come inviare aggiornamenti del nostro status a FaceBook via email a questo indirizzo: http://www.geekissimo.com/2011/02/21/come-aggiornare-stato-facebook-tramite-email/

 

JC

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Ma la macchina del tempo ha ingranato la retro??

Non so cosa stia succedendo: leggevo, come faccio ogni tanto, alcune novità su un sito a tema per la comunità lgbt ossia gay.it e sono rimasto davvero senza parole, direi addirittura basito!!
Ci sono una serie di notizie, che a mio parere, stanno ad indicare quanto il mondo stia andando alla rovescia: invece di migliorare la comprensione e l’integrazione delle persone lgbt pare stiamo andando nella direzione decisamente opposta!!
Basti vedere alcune delle notizie tipo queste:
Insomma basta leggere alcuni di questi articoli per capire a cosa mi riferisco: in alcuni paesi del mondo l’omofobia sta diventando davvero un problema grave. Quando le cose hanno iniziato peggiorare in questo modo? Sembrava che finalmente la maggioranza della gente di questo pianeta avesse iniziato a capire che le inclinazioni sessuali di una persona non ne fanno una persona diversa, inferiore, o addirittura, mortalmente pericolosa!
 
Prendiamo la prima notizia per esempio: ma dico vi rendete conto? Stiamo parlando di fustigazione e pena di morte!! Ora a prescindere che pare la notizia non sia del tutto corretta, che sia prevista la “sola” fustigazione per gli omosessuali, questo non toglie che mi sembra di essere tornato sotto al chiesa del periodo oscuro. Ma allora cosa hanno di diverso tutte queste religioni se alla fine si comportano tutte in maniera così disumana ????
 
Non parliamo poi della seconda: stiamo parlando di un essere, che non definisco certo umano, che è stato addirittura un deputato della Repubblica!! E si permette di fare certe affermazioni. Ok: uno ha la libertà di espressione, ma quando questa va in contrasto con la pubblica decenza e della legge nostrana? Poi caro Taormina: se ti piace tanto quel modo di pensare perché non ti trasferisci li, dove per l’adulterio è prevista la pena di morte? Comodo stare in un paese come il nostro ed inneggiare a paesi come quelli: vacci a vivere e poi ne riparliamo!!
 
Ovviamente l’atteggiamento della Russia, come da previsioni più ottimistiche, ha fatto proseliti: e siamo alla terza della lista. Direttamente dall’articolo:
Dopo la Russia, l’Uganda e il Brunei (solo per citare i più recenti) anche la Lituania sembra volersi dotare di una legge antigay. A differenza del Brunei, non si parla di pena di morte, ma come la Russia il governo lituano vuole vietare quella che ormai è stata ribattezzata “propaganda gay”. Insomma, divieto di discorsi pubblici, manifestazioni, manifesti, volantino, video audio e qualsiasi altra forma di comunicazione abbia come tema l’omosessualità.
Chi viola la legge dovrà pagare 2400 dollari di multa. Niente galera, pare, ma se vi pare una cosa positiva...Inutile dire che la norma che il parlamento sta discutendo prevede il divieto di qualsiasi forma di riconoscimento delle unioni gay, oltre che di sottoporsi a terapie ormonali e interventi chirurgici che puntino ad una riassegnazione di genere.
L’ipocrisia di questa gente è davvero assurda: non hanno il coraggio di attaccare direttamente la comunità lgbt per paura delle reazioni internazionali, ma si saranno detti “beh se ce l’ha fatta la Russia perché non dovremmo farcela noi a fare una legge del genere?”. E allora invocano la “propaganda gay” come se non fossero noti i fatti continui come aggressioni a persone lgbt in quel paese come in Russia. E chiaramente la volontà di questi legislatori è quella di dare un segno di “benevolenza” nei confronti di questi attacchi un po’ come dire “noi non possiamo ufficialmente metterci contro i gay, ma voi dateci dentro che siamo d’accordo con voi!!”. L’ipocrisia di questa gente fa davvero schifo!!
La quarta notizia, a mio parere, è la più grave: e questo perché è avvenuta in casa nostra. Si: proprio in Italia che si definisce un paese laico e civilizzato. Ma vi rendete conto che danno hanno procurato a sto ragazzo? A parte che vorrei sapere chi è quella bestia che avrebbe dovuto fare i controlli psicologici a quei due disgraziati di genitori affidatari: a casa a calci in culo lo manderei quel soggetto. Non si cazzeggia con la vita di nessuno: ma men che meno con la vita di un ragazzino di 14 anni!!!
 
La quinta notizia è solo una, ma se data un’occhiata al sito, vedrete che ce ne sono molte di questo tipo; indice che gli stati uniti sono vittima della loro stessa legislazione. Io capisco che le opinioni di tutti devono essere salvaguardate, ma non accetto che questo possa influire poi una cosa così delicata come la salute di un soggetto. Ma come fa un paese a permettere ad un soggetto del genere di praticare la medicina?? come fanno in quel paese a non capire che persone del genere rendono l’attività di un medico di base un’arma pericolosissima. Non possono certo non sapere dei molti casi di morte per suicidio in quelle presunte cliniche che promettono ai genitori dei ragazzi, la “guarigione” miracolosa dei propri figli dall’omosessualità!!! Eppure non fanno  nulla: sempre nuovi centri simili nascono, e vengono usare metodologie da medio evo o da lager nazisti per “curare” questi ragazzi. Eppure tutti ad inneggiare il paese delle opportunità: poi mi domandano perché da sempre dico che in quel paese non ci metterò mai piede!!!
 
Concludendo questo post, ammetto, scritto di getto e con l’animo piuttosto in burrasca, mi, e vi, domando: ma perché la gente non può essere lasciata a vivere la propria vita in beata pace? Che deve interessare ad un sultano di un paese del terzo mondo, o ad un medico di un paese, sulla carta il più democratico a cui tutti dovremmo aspirare di assomigliare (per carità ci mancherebbe solo quello!!!), con chi mi relaziono, di chi mi innamoro, o con chi faccia sesso???
 
Sembra che il motore del tempo abbia ingranato la retromarcia: invece di evolverci e diventare tutti più saggi, stiamo regredendo e ripetendo gli errori che abbiamo già, abbondantemente, fatto nel nostro passato: e  nemmeno troppo remoto.
Schifato e sconcertato, vi saluto ed aspetto eventuali commenti… sperando nel vostro buon cuore per il tono che userete nel commentare.
 
JC
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Si diede fuoco, Equitalia ‘vedova paghi’

Stamattina leggevo le notizie della settimana in giro per la rete, e mi son imbattuto in questa notizia davvero sconcertante. Il pezzo riporta quanto segue:

“…(ANSA) – BOLOGNA, 30 NOV – Una cartella Equitalia da oltre 60mila euro, per il triennio 2005-07: se l’è vista recapitare Tiziana Marrone, vedova di Giuseppe Campaniello, artigiano in crisi che il 28 marzo 2012 si diede fuoco davanti alla Commissione tributaria di Bologna e morì pochi giorni dopo.
Debiti ‘ereditati’ per la comunione dei beni. “Sono senza pietà, io non c’entro niente col lavoro di mio marito. Non ho i soldi per pagare quella cifra, al momento non ho neanche un lavoro”, ha detto…”

Al di la della situazione economica della signora in questo momento, mi domando questo paese in cosa si sia trasformato. Un uomo si suicida perché non ha i soldi per pagare una cartella esattoriale, e dopo questo, la stessa associazione a delinquere, perché per me di questo si tratta quando si parla di Equitalia, si rifù avanti per chiedere il pagamento della stessa cartella? Capisco che la signora era in comunione dei beni con il marito, ma visto cosa il marito ha fatto per non aver potuto affrontare quel pagamento, con quale coraggio l’addetto di Equitalia ripresenta la cartella alla moglie??

Una volta esisteva in questo paese, un senso della decenza per cui una cosa del genere non sarebbe mai accaduta: una volta l’impiegato in questione sarebbe andato dal suo superiore facendo presente l’assurdità nel ripresentare una cartella con quei precedenti. Adesso invece, sembra quasi, che chi di dovere abbia provato un brivido di piacere ad avere un tale potere per le mani; chissà come si sarà sentito l’impiegato di turno, a sapere che stava per innescare una situazione dolorosa di quella portata ad una poveretta già martoriata dal dolore della perdita del marito per una questione meramente di denaro. E non mi si venga a dire che non è colpa di nessuno, che è stato un computer ad avviare in automatico quella nuova richiesta di pagamento, perché non ci crederei nemmeno se lo vedessi con i miei occhi!!

Io mi auguro davvero che qualcuno intervenga in questa situazione, davvero assurda ed amara; che qualcuno si renda conto del male che questa richiesta ha generato, al di la della mera richiesta di un pagamento assurdo.

Quando leggo queste situazioni, sarò bastardo, ma mi auguro di cuore, davvero dal più profondo del mio animo, che una tale situazione capiti a uno dei responsabili di Equitalia: che provino sulla loro pelle cosa vuol dire soffrire per una perdita dalle motivazioni assurde, e per la rabbia di dover affrontare la cecità di una situazione generata quasi sicuramente dalla burocrazia che non guarda in faccia a nessuno: nemmeno, in primis, ad un dirigente della Equitalia!!

 

JC

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Post di un amico su NSA e lo spionaggi in europa;

Riporto qui un articolo interessante di un blogger che posta solo via rete TOR che secondo me merita di essere letto:

Leggendo in giro le notizie di oggi, mi domando se davvero i francesi, gli italiani come altri popoli europei, siano convinti che l’NSA non li avessero, e non stiano tutt’ora, spiando.

Cioè davvero, un paese con la mania di controllo come gli USA, credevano avrebbero ignorato i paesi europei? Non posso credere che davvero potessero pensare una cosa simile.

Gli stati uniti di sicuro non hanno alcun motivo di temere le reazioni di un paese come la Francia, l’Italia o la Germania. Hanno dimostrato, negli anni, che di cosa pensano gli altri stati, non gliene frega assolutamente nulla; cosa avrebbe dovuto essere diverso questa volta con PRISM? Quando pensano alla loro sicurezza, tutto il resto non ha importanza, o meglio, a loro parere, qualunque sia la reazione di questi altri paesini non ha importanza. In fin dei conti, dal loro punto di vista, chi sono gli italiani, i francesi ed i tedeschi? Solo paesi satelliti del loro impero, quindi che subiscano e non rompessero le palle!!

A voglia Letta di chiedere spiegazioni al segretario di stato USA, o che il nostro ministro per la privacy, pretenda chiarimenti e assicurazioni che la cosa venga interrotta subito e che non si ripeta; e meno che meno, secondo me, ha importanza la dichiarazione, sempre di oggi, di Obama nella quale afferma che in effetti sarebbe ora che cambino modo si operare verso i paesi “amici„,

Ma dai??? dopo 50 anni di trattamento da sudditi, adesso vorresti cambiare metodologia nel considerare e trattare con l’europa? Beh personalmente non ci credo nemmeno un po’ a queste affermazioni.

Secondo me continueranno ne più ne meno come hanno fatto sino ad ora: continueranno ad accusare Snowden di di amplificare i fatti, e continueranno a spiare chiunque pensino porti loro un vantaggio spiare .

Dunque che fare? Al solito tocca al singolo cercare di rendere all’NSA o al loro omologo britannico, più difficile e complicato farsi gli affari del singolo soggetto.

I mezzi non mancano, ma ahimè la cultura della protezione della nostra privacy si.

Dovrebbe diventare, quasi, uno standard usare darknet per navigare, usare tools come gpg per criptare tutta la nostra corrispondenza, usare mezzi adatti per i contatti immediati (IM) quindi abbandonando mezzi come skype o yahoo messenger per sistemi di contatto immediato a favore di sistemi di chat davvero crittografati dalla nostra tastiera al monitor del nostro corrispondente come Crypto.cat o TorChat o Bitcoin chat.

Come dicevo prima i mezzi non mancano: quello che manca è la cultura. D’altronde gli oppositori dell’uso di comunicazioni, non in chiaro, usano sempre lo stesso argomento: “se non hai nulla da nascondere perché crittografare le tue comunicazioni ??„

Non è questione di aver qualcosa da nascondere, anche se dati come il mio numero di carta di credito o le mie password per l’accesso al mio home banking, se permetti, gradirei che non fossero di pubblico dominio!! É una questione di privacy: i miei dati devono restare solo miei, punto!

Noi che già promuoviamo questo stile di vita abbiamo il compito di “evangelizzare„ gli altri a mio parere: senza essere saccenti, o superiori; ci si deve presentare solo come chi ha maggior esperienza e che, di conseguenza, può insegnare ad altri come proteggersi da PRIMS o qualunque altra schifezza simile.

A dire il vero, per chi bazzica l’IT anche come lavoro questo atteggiamento evangelico andrebbe usato anche con i nostri clienti: le aziende, alla fin fine, sono quelle che più rischiano a livello di spionaggio industriale; per cui, secondo me, son quelli che invece proprio per primi dovrebbero prendere in considerazione questo stile di vita per le comunicazioni anche in ambiente di lavoro.

Pensate inoltre a quale guadagno andrebbero incontro le darknet a livello di risorse, se ogni azienda mettesse a disposizione un proprio computer linux o XP, quindi una macchina anche vecchia e piccola, per aumentare le risorse della darknet stessa.

Parlo di TOR che meglio conosco, un’azienda non dovrebbe certamente essere un exit-relay, ma potrebbe tranquillamente fare da non-exit-relay dando così risorse senza per questo avere i rischi di un exit relay.

Insomma questa cultura dell’auto protezione, dovrebbe prendere piede: e tocca a noi, che siamo del settore, fare in modo che succeda: anche solo con il passa parola si può fare molto, e personalmente è una cosa che già faccio da diversi anni per amici e conoscenti, e da qualche tempo anche verso i miei clienti.

A.G.

Potete trovare altri suoi post qui:
sul suo blog:        http://wfi2sm5thn4piicq.onion/myblog/
sul suo forum:     http://dktjztp3ig7ixcma.onion
sul suo social:      http://yqkssj5xsekqrgk4.onion

Come potete immaginate dagli URL sono tutti indirizzi raggiungibili dalla rete TOR.

Per chi no sapresse come accedere alla rete TOR trovate qui una guida a prova di novizi.
 
J.C.
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Morte di un 14enne per incapacità dei genitori e delle istituzioni!

Oggi, su quasi tutti i giornali quotidiani, si trova in prima pagina la notizia di un ragazzo 14 enne che si è suicidato, pare, perché gay ed incapace di gestire la cosa. Subito è stata avviata una inchiesta perché si teme che il ragazzo sia stato oggetto di bullismo a scuola.

E subito si è creato il panico da “coscienza sporca” tra i nostri politici, primis in testa la presidente della camera. Adesso tutti si preoccupano del ritardo cronico per il passaggio alla camera della legge contro l’omofobia, che al suo interno, pare, includa anche dei provvedimenti contro il bullismo collegabile a questo argomento.

Ora, mi verrebbe da dire, “ma ai miei tempi queste cose non succedevano”. Di contro mi rispondo pensandoci un attimo ed il perché è piuttosto chiaro: ai miei tempi un ragazzino di 14 anni non sarebbe arrivato a pensarsi giù come un gay, e tanto meno si sarebbe mai sognato di dichiararsi in classe o ad amici o coetanei.

Cosa è cambiato da allora quindi? Abbiamo avuto l’emancipazione omosessuale che, per certi versi, ha portato molte buone cose, ma alcune decisamente non buone: chiaramente una di queste è proprio l’autocoscienza di rendersi conto di essere diversi in così giovane età.

E non mi si vena a dire che ai tempi questa autocoscienza c’era ma la si soffocava, non c’era proprio! Io a 14 anni credo non pensavo ancora nemmeno al sesso figuriamoci se mi ponevo il problema di che sesso mi sarebbe piaciuto in futuro.

Ma ormai la frittata è fatta, ed è di quelle per le quali non si può tornare indietro. Quindi come risolviamo il problema di questi ragazzini che si suicidano per motivi di questo genere? Si parlo al plurale perché sapete bene che questo non è il primo caso e temo, ahimè, che non sarà nemmeno l’ultimo.

Chi deve occuparsi di crescere i figli, facendoli affacciare, anche alla loro vita sessuale, senza che, qualunque sia l’orientamento, ne abbiano a soffrire? I genitori? Quelli che in questo paese ancora non sanno parlare di sesso liberamente nemmeno con il/la proprio/a partner? La scuola? Quella che negli ultimi 30 anni non è nemmeno riuscita ad inserire educazione sessuale nel percorso formativo dei nostri ragazzi?  Uno psicologo? Che costa a seduta quanto la rata di una macchina nuova, e che comunque viene visto dai genitori stessi come ‘segnalatori’ della presenza di una malattia?

Insomma: servirebbero un’insieme di cose per poter evitare che succedano altri episodi del genere, e non credo che la semplice promulgazione di una legge, o di un decreto come sarà ora vista l’improvvisa urgenza, basti a risolvere il problema.

Badate bene: per me il problema non è l’omosessualità del/la ragazzo/a, ma come si trovano a viverla; attaccati dai bulli, incapaci di trovare il modo di confrontarsi con i genitori, non parliamo poi di appoggiarsi ad una figura di riferimento religiosa: povero lui se si confessasse da un prete: i rischi sarebbero due!! O il prete in questione lo martirizzerebbe per cercare di ‘farlo tornare etero’, o peggio cercherebbe di approfittare della situazione… ci siamo capiti a cosa mi riferisco vero??? Non serve che stia qui a dettagliare !!

Insomma sto ragazzino a chi si può rivolgere? Come ai miei tempi alle riviste, agli amici ed in più, rispetto a noi, ha anche internet. E sai che aiuto !!!

Internet in questo caso potrebbe essere di grande aiuto.. ma dico potrebbe perché, in ogni caso andrebbe guidato, accompagnato in una ricerca, anche puramente didattica, sulla questione. Troppo facile per i nostri ragazzetti finire in siti che tutto fanno tranne che aiutarti !!

I genitori potrebbero iniziarli all’argomento anche solo per la compressione della diversità già da piccoli. E non ditemi son troppo piccoli a 14 anni: se hanno l’età per suicidarsi, hanno anche l’età per capire la diversità, e nel caso li riguardi, incominciare ad accettarsi e magari aprirsi verso le famiglie.

Ma si.. già mi immagino la risposta di certi genitori che conosco con ragazzi di quella età: “Ma dai ti pare che mi metto a parlare di omosessualità con mio figlio?” … e rispondo io perché non dovresti farlo? Facendolo otterresti un risultato in entrambi i casi.

Se tuo figlio è etero, imparerà ad accettare chi è diverso da lui perché gli insegnerai che diverso non è; se invece tuo figlio e gay o bsx, capirà che i suoi genitori conoscono la questione e sono in grado di affrontarla.

Insomma, le soluzioni, partendo dal nucleo famigliare ci sarebbero, e scusatemi se la scuola non la prendo nemmeno in considerazione: la scuola dipende dallo stato il che vuol dire che aspettare un intervento da chi si fa i fatti propri per rubare quanto più possibile nel proprio mandato,  quando non dipende dallo stato, di norma in questo paese, è gestita da preti, dai quali terrei mio figlio lontano miglia e miglia se non altro perché non impari da loro una mentalità di discriminazione e razzismo verso chi è diverso, non intendo di pelle, ma di orientamento sessuale o credo religioso, perché è questo che la chiesa fa se ci pensate un attimo!!!

Che altro dire: spero sempre di trovare, un giorno, un genitore che sospettando che il/la proprio/a figlio/a sia gay, mi interpelli chiedendomi consiglio su come affrontare la cosa, invece di fare gli struzzi della serie ‘ahh ma io ho tanti amici gay’, salvo poi evitare come la peste la questione con i propri figli.

Vostro/a figlio/a se è gay, non è difettato, rotto o guasto: è solo vostro figlio con la sua vita. Ne più ne meno!!!

JC

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