Referendum Gran Bretagna: qualcosa non mi torna !

Alla fine sembra, che il giornalismo italiano, si sia schierato con quello europeo facendo notare solo quello che gli fa comodo: il referendum inglese alla fin fine era solo propositivo per cui non sta scritto da nessuna parte che debba essere messo atto. Il fatto che Cameron abbia deciso di rendere le sue dimissioni e non richiedere la messa in atto l’articolo 50 della CE, quello che rende reale la richiesta di uscita dalla Comunità Europea stessa, a parte essere un atto coerente con il suo supporto allo STAY nel referendum, dimostra chiaramente che il risultato del referendum non comporta automaticamente l’uscita dalla Comunità Europea.

La domanda che, secondo me, dovremmo porci è se davvero il governo Inglese deciderà di attuare l’articolo 50 o meno. Essendo un referendum propositivo, il governo non ha l’obbligo di farlo: è una scelta che resta in mano al governo, che deve prendere atto della scelta del popolo, ma non comporta l’allineamento del governo alla decisione popolare. È pur vero che il Regno Unito non è l’Italia dove del popolo se ne fregano, come ha chiaramente espresso l’ex presidente della repubblica, dicendo che il popolo è bene che non debba poter occuparsene!! Di conseguenza il governo UK probabilmente deciderà quanto prima se allinearsi o meno alla decisione popolare, ma ripeto: questa decisione sarà unicamente del governo del paese.

Di conseguenza non capisco perché Yunker sia partito, in fretta e furia, a chiedere che il Regno Unito si sbrighi a mettere in pratica la richiesta di uscita della Comunità Europea, nel minor tempo possibile. Leggendo la sua richiesta, in base a quello che ho scritto fino ad ora, sembrerebbe quasi che sia Yunker a volersi levare di torno il Regno Unito il piu in fretta possibile!! Senza entrare nei particolari dei perché Yunker possa avere interesse o meno nel farlo, resto dell’idea che questa questione sia una questione squisitamente del Regno Unito: sta solo al governo Inglese decidere cosa, come e quando farlo. Inoltre il famoso, direi ormai famigerato, articolo 50 prevede un tempo minimo di due anni per concordare l’uscita dalla Comunità Europea per chiunque ne faccia parte, ma prevede pure che nei 18 anni successivi il paese interessato possa ripesarci avendo così il modo di ripensarci e riprendere il proprio posto come se nulla fosse successo; praticamente 18 anni per decidere se rientrare nella Comunità Europa alle stesse condizioni che aveva al momento in cui ha deciso di uscirne. Allora perché tutta questa fretta, per mettere alla porta il Regno Unito??? Oggi addirittura hanno già deciso che dopo la presentazione del risultato del referendum, Cameron debba lasciare l’aula per iniziare una seduta a 27. Ma come fanno a cacciarlo per una seduta a 27 se il Regno Unito non ha, ancora, presentato la richiesta di uscita dalla Comunità Europa ?

C’è qualcosa che non mi torna: se le normative prevedono la richiesta della messa in atto dell’articolo 50 per poter avviare la procedura di uscita dalla Comunità Europea perché diamine, già da oggi, la riunione dovrebbe tenersi a 27 ???

Insisto: c’è qualcosa che non mi torna, e spero che come me, altri vogliano approfondire questa questione; è pur vero che poca gente si occupa di polita a livello di Comunità Europea, ed è anche questo il motivo per cui la gente ha la sensazione che il Parlamento Europeo sia qualcosa di distante e che non ci sia modo di intervenire. La sensazione, credo, è quella di un tempo: il palazzo reale (Parlamento Europeo) c’è, ma è vicino, ma distante, grande, ma piccolo per il popolino che è stato cresciuto con la convinzione, che tanto non ha nulla da poter fare per poter dire la propria. D’altronde, come dicevo all’inizio del post, se il nostro ex presidente della repubblica è il primo a dire che il popolo non deve poter mettere becco in quello che fa la Comunità Europa e continua a ripeterlo allo sfinimento, va da se che la gente, alla fine, se ne convinca!!

JC

Post di un amico su NSA e lo spionaggi in europa;

Riporto qui un articolo interessante di un blogger che posta solo via rete TOR che secondo me merita di essere letto:

Leggendo in giro le notizie di oggi, mi domando se davvero i francesi, gli italiani come altri popoli europei, siano convinti che l’NSA non li avessero, e non stiano tutt’ora, spiando.

Cioè davvero, un paese con la mania di controllo come gli USA, credevano avrebbero ignorato i paesi europei? Non posso credere che davvero potessero pensare una cosa simile.

Gli stati uniti di sicuro non hanno alcun motivo di temere le reazioni di un paese come la Francia, l’Italia o la Germania. Hanno dimostrato, negli anni, che di cosa pensano gli altri stati, non gliene frega assolutamente nulla; cosa avrebbe dovuto essere diverso questa volta con PRISM? Quando pensano alla loro sicurezza, tutto il resto non ha importanza, o meglio, a loro parere, qualunque sia la reazione di questi altri paesini non ha importanza. In fin dei conti, dal loro punto di vista, chi sono gli italiani, i francesi ed i tedeschi? Solo paesi satelliti del loro impero, quindi che subiscano e non rompessero le palle!!

A voglia Letta di chiedere spiegazioni al segretario di stato USA, o che il nostro ministro per la privacy, pretenda chiarimenti e assicurazioni che la cosa venga interrotta subito e che non si ripeta; e meno che meno, secondo me, ha importanza la dichiarazione, sempre di oggi, di Obama nella quale afferma che in effetti sarebbe ora che cambino modo si operare verso i paesi “amici„,

Ma dai??? dopo 50 anni di trattamento da sudditi, adesso vorresti cambiare metodologia nel considerare e trattare con l’europa? Beh personalmente non ci credo nemmeno un po’ a queste affermazioni.

Secondo me continueranno ne più ne meno come hanno fatto sino ad ora: continueranno ad accusare Snowden di di amplificare i fatti, e continueranno a spiare chiunque pensino porti loro un vantaggio spiare .

Dunque che fare? Al solito tocca al singolo cercare di rendere all’NSA o al loro omologo britannico, più difficile e complicato farsi gli affari del singolo soggetto.

I mezzi non mancano, ma ahimè la cultura della protezione della nostra privacy si.

Dovrebbe diventare, quasi, uno standard usare darknet per navigare, usare tools come gpg per criptare tutta la nostra corrispondenza, usare mezzi adatti per i contatti immediati (IM) quindi abbandonando mezzi come skype o yahoo messenger per sistemi di contatto immediato a favore di sistemi di chat davvero crittografati dalla nostra tastiera al monitor del nostro corrispondente come Crypto.cat o TorChat o Bitcoin chat.

Come dicevo prima i mezzi non mancano: quello che manca è la cultura. D’altronde gli oppositori dell’uso di comunicazioni, non in chiaro, usano sempre lo stesso argomento: “se non hai nulla da nascondere perché crittografare le tue comunicazioni ??„

Non è questione di aver qualcosa da nascondere, anche se dati come il mio numero di carta di credito o le mie password per l’accesso al mio home banking, se permetti, gradirei che non fossero di pubblico dominio!! É una questione di privacy: i miei dati devono restare solo miei, punto!

Noi che già promuoviamo questo stile di vita abbiamo il compito di “evangelizzare„ gli altri a mio parere: senza essere saccenti, o superiori; ci si deve presentare solo come chi ha maggior esperienza e che, di conseguenza, può insegnare ad altri come proteggersi da PRIMS o qualunque altra schifezza simile.

A dire il vero, per chi bazzica l’IT anche come lavoro questo atteggiamento evangelico andrebbe usato anche con i nostri clienti: le aziende, alla fin fine, sono quelle che più rischiano a livello di spionaggio industriale; per cui, secondo me, son quelli che invece proprio per primi dovrebbero prendere in considerazione questo stile di vita per le comunicazioni anche in ambiente di lavoro.

Pensate inoltre a quale guadagno andrebbero incontro le darknet a livello di risorse, se ogni azienda mettesse a disposizione un proprio computer linux o XP, quindi una macchina anche vecchia e piccola, per aumentare le risorse della darknet stessa.

Parlo di TOR che meglio conosco, un’azienda non dovrebbe certamente essere un exit-relay, ma potrebbe tranquillamente fare da non-exit-relay dando così risorse senza per questo avere i rischi di un exit relay.

Insomma questa cultura dell’auto protezione, dovrebbe prendere piede: e tocca a noi, che siamo del settore, fare in modo che succeda: anche solo con il passa parola si può fare molto, e personalmente è una cosa che già faccio da diversi anni per amici e conoscenti, e da qualche tempo anche verso i miei clienti.

A.G.

Potete trovare altri suoi post qui:
sul suo blog:        http://wfi2sm5thn4piicq.onion/myblog/
sul suo forum:     http://dktjztp3ig7ixcma.onion
sul suo social:      http://yqkssj5xsekqrgk4.onion

Come potete immaginate dagli URL sono tutti indirizzi raggiungibili dalla rete TOR.

Per chi no sapresse come accedere alla rete TOR trovate qui una guida a prova di novizi.
 
J.C.
Licenza Creative Commons 
Quest’opera è stata rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Per leggere una copia della licenza visita il sito web a questo URL.

Morte di un 14enne per incapacità dei genitori e delle istituzioni!

Oggi, su quasi tutti i giornali quotidiani, si trova in prima pagina la notizia di un ragazzo 14 enne che si è suicidato, pare, perché gay ed incapace di gestire la cosa. Subito è stata avviata una inchiesta perché si teme che il ragazzo sia stato oggetto di bullismo a scuola.

E subito si è creato il panico da “coscienza sporca” tra i nostri politici, primis in testa la presidente della camera. Adesso tutti si preoccupano del ritardo cronico per il passaggio alla camera della legge contro l’omofobia, che al suo interno, pare, includa anche dei provvedimenti contro il bullismo collegabile a questo argomento.

Ora, mi verrebbe da dire, “ma ai miei tempi queste cose non succedevano”. Di contro mi rispondo pensandoci un attimo ed il perché è piuttosto chiaro: ai miei tempi un ragazzino di 14 anni non sarebbe arrivato a pensarsi giù come un gay, e tanto meno si sarebbe mai sognato di dichiararsi in classe o ad amici o coetanei.

Cosa è cambiato da allora quindi? Abbiamo avuto l’emancipazione omosessuale che, per certi versi, ha portato molte buone cose, ma alcune decisamente non buone: chiaramente una di queste è proprio l’autocoscienza di rendersi conto di essere diversi in così giovane età.

E non mi si vena a dire che ai tempi questa autocoscienza c’era ma la si soffocava, non c’era proprio! Io a 14 anni credo non pensavo ancora nemmeno al sesso figuriamoci se mi ponevo il problema di che sesso mi sarebbe piaciuto in futuro.

Ma ormai la frittata è fatta, ed è di quelle per le quali non si può tornare indietro. Quindi come risolviamo il problema di questi ragazzini che si suicidano per motivi di questo genere? Si parlo al plurale perché sapete bene che questo non è il primo caso e temo, ahimè, che non sarà nemmeno l’ultimo.

Chi deve occuparsi di crescere i figli, facendoli affacciare, anche alla loro vita sessuale, senza che, qualunque sia l’orientamento, ne abbiano a soffrire? I genitori? Quelli che in questo paese ancora non sanno parlare di sesso liberamente nemmeno con il/la proprio/a partner? La scuola? Quella che negli ultimi 30 anni non è nemmeno riuscita ad inserire educazione sessuale nel percorso formativo dei nostri ragazzi?  Uno psicologo? Che costa a seduta quanto la rata di una macchina nuova, e che comunque viene visto dai genitori stessi come ‘segnalatori’ della presenza di una malattia?

Insomma: servirebbero un’insieme di cose per poter evitare che succedano altri episodi del genere, e non credo che la semplice promulgazione di una legge, o di un decreto come sarà ora vista l’improvvisa urgenza, basti a risolvere il problema.

Badate bene: per me il problema non è l’omosessualità del/la ragazzo/a, ma come si trovano a viverla; attaccati dai bulli, incapaci di trovare il modo di confrontarsi con i genitori, non parliamo poi di appoggiarsi ad una figura di riferimento religiosa: povero lui se si confessasse da un prete: i rischi sarebbero due!! O il prete in questione lo martirizzerebbe per cercare di ‘farlo tornare etero’, o peggio cercherebbe di approfittare della situazione… ci siamo capiti a cosa mi riferisco vero??? Non serve che stia qui a dettagliare !!

Insomma sto ragazzino a chi si può rivolgere? Come ai miei tempi alle riviste, agli amici ed in più, rispetto a noi, ha anche internet. E sai che aiuto !!!

Internet in questo caso potrebbe essere di grande aiuto.. ma dico potrebbe perché, in ogni caso andrebbe guidato, accompagnato in una ricerca, anche puramente didattica, sulla questione. Troppo facile per i nostri ragazzetti finire in siti che tutto fanno tranne che aiutarti !!

I genitori potrebbero iniziarli all’argomento anche solo per la compressione della diversità già da piccoli. E non ditemi son troppo piccoli a 14 anni: se hanno l’età per suicidarsi, hanno anche l’età per capire la diversità, e nel caso li riguardi, incominciare ad accettarsi e magari aprirsi verso le famiglie.

Ma si.. già mi immagino la risposta di certi genitori che conosco con ragazzi di quella età: “Ma dai ti pare che mi metto a parlare di omosessualità con mio figlio?” … e rispondo io perché non dovresti farlo? Facendolo otterresti un risultato in entrambi i casi.

Se tuo figlio è etero, imparerà ad accettare chi è diverso da lui perché gli insegnerai che diverso non è; se invece tuo figlio e gay o bsx, capirà che i suoi genitori conoscono la questione e sono in grado di affrontarla.

Insomma, le soluzioni, partendo dal nucleo famigliare ci sarebbero, e scusatemi se la scuola non la prendo nemmeno in considerazione: la scuola dipende dallo stato il che vuol dire che aspettare un intervento da chi si fa i fatti propri per rubare quanto più possibile nel proprio mandato,  quando non dipende dallo stato, di norma in questo paese, è gestita da preti, dai quali terrei mio figlio lontano miglia e miglia se non altro perché non impari da loro una mentalità di discriminazione e razzismo verso chi è diverso, non intendo di pelle, ma di orientamento sessuale o credo religioso, perché è questo che la chiesa fa se ci pensate un attimo!!!

Che altro dire: spero sempre di trovare, un giorno, un genitore che sospettando che il/la proprio/a figlio/a sia gay, mi interpelli chiedendomi consiglio su come affrontare la cosa, invece di fare gli struzzi della serie ‘ahh ma io ho tanti amici gay’, salvo poi evitare come la peste la questione con i propri figli.

Vostro/a figlio/a se è gay, non è difettato, rotto o guasto: è solo vostro figlio con la sua vita. Ne più ne meno!!!

JC

Licenza Creative Commons 

Quest’opera è stata rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Per leggere una copia della licenza visita il sito web a questo URL.

Ma Putin è uscito di senno oppure si sta preparando a cercare di imitare Stalin ??

Una notizia sta correndo per internet: social, siti dedicati a temi gay, giornali on line ed mille altri link puntano tutti alla stessa notizia.

Il titolo e quasi sempre lo stesso: “Russian anti-gay bill passes“.

Di cosa si tratta? (Estratto da repubblica.it ma i commenti son gli stessi un po’ ovunque)

“Con una maggioranza pressoché assoluta il Parlamento Russo (precisazione: al momento solo la camera bassa della Duma, ha votato a favore) ha approvato ieri l’estensione a tutto il territorio nazionale di una legge già in vigore a livello regionale a San Pietroburgo, Kaliningrad ed altre grandi città russe: il divieto di propaganda omosessuale. 

Da ora in poi sarà dunque reato parlare in pubblico dei diritti, degli amori e delle speranze dei cittadini gay. La definizione, strategicamente un po’ vaga, di “propaganda” darà al giudice la possibilità di punire con pesanti multe (fino a 15mila euro) artisti, attori ma anche comuni cittadini colti ad esprimere un’opinione in pubblico sulla situazione degli omosessuali. Ma soprattutto mettere al bando o vietare preventivamente eventi, manifestazioni, concerti, che possano essere ritenuti a rischio di “propaganda gay”.  

Non siamo al famigerato articolo 121, imposto da Stalin nel ’34 e abolito solamente nel ’93, che prevedeva cinque anni di carcere per il reato di omosessualità ma l’evocazione del passato è evidente e pesante.”


Per questo mi domando se Putin stia cercando di emulare in qualche modo quell’altro animale di Stalin. É possibile che l’essere umano non impari mai dai suoi errori e continui a riproporre sempre gli stessi? 

Era il 1993 quando hanno abolito la legge di Stalin sull’omosessualità, ed a distanza di 20 anni esatti siamo a punto e a capo?

Ma d’altronde che aspettarsi da un Putin, che di norma evita di sbilanciarsi sulla questione diritti gay salvo poi, quando messo all’angolo sull’argomento, rispondere sempre allo stesso modo:

La Russia ha un problema demografico, io ho il dovere di occuparmi dei diritti delle coppie che generano prole


Ehh si, gran problema ha la russia… mica te, vero Stalin?? Ahh no, scusa, Putin ???

JC

La Germania accusa l’Italia di mandare i clandestini a nord

Leggendo alcuni articoli su PressEurop ho trovato questo che davvero mi ha fatto venire il fumo agli occhi!! 
Il titolo del post corrisponde al titolo dell’articolo in questione che trovate a questo indirizzo.
 
Ne riporterò solo alcune parti, quelle su cui ho da ridire, ma vi consiglio la lettura completa dell’articolo, per avere un’idea esatta di tutta la faccenda.


“L’Italia paga gli immigrati per andare in Germania”, titola Linkiesta citando le accuse dell’ufficio immigrazione di Amburgo. Le autorità cittadine sostengono di aver arrestato circa 300 immigrati africani in possesso di permessi di soggiorno scaduti emanati in Italia, e chiedono che siano rispediti indietro….”
Così inizia il pezzo che già di per se lascia piuttosto sconcertati, ma sentite il resto:


“Secondo gli immigrati (aggiungo io arrestati e sotto interrogatorio) i funzionari italiani li avrebbero esplicitamente invitati a fare rotta verso la Germania, destinazione prediletta per la maggior parte degli immigrati che entrano nel territorio dell’Ue attraverso i paesi del Mediterraneo. Gli immigrati raccontano che le autorità italiane hanno addirittura pagato una somma fino a 500 euro per convincerli a lasciare il paese….”
Ammesso e non concesso: solo perché siamo  “la piattaforma europea da sud più comoda da abbordare” dovremmo tenerceli tutti qui? Quello però che ho trovato piuttosto grave, sempre che sia vero, e questa parte:


“Secondo il sito d’informazioni le autorità italiane hanno ammesso la loro responsabilità e si sono dette pronte ad accogliere nuovamente gli immigrati….”
Ma brave le autorità italiane: non solo abbiamo dato loro 500€ e li abbiamo cortesemente indirizzati verso la Germania, ma adesso dobbiamo riprenderceli, e non ho dubbi conoscendo i tedeschi, che dovremo farlo a spese nostre. Così alla fine abbiamo speso denaro per riceverli in Italia, dato loro dei soldi, spediti, a spese nostre, in Germania ed adesso dobbiamo anche spendere altri soldi per riportarceli qui. Complimenti davvero alle autorità italiane: fulgido esempio di furbizia ed intelligentia a livello europeo!!!
Ovviamente tutti questi soldi, tra andare e tornare, secondo voi da dove arrivano? dalle nostre tasche ovviamente. Contenti ? No ? Beh fa lo stesso: tanto le nostre autorità continueranno a fare questi giochetti sempre a spese nostre!!!
Per inciso: complimenti alla Germania che invece di gestire la cosa, visto che loro “non hanno problemi di lavoro e di soldi” ce li rispediscono con questa motivazione:


“La maggior parte di loro sono stati ammessi con lo status di rifugiati perché erano in fuga dalla guerra civile in Libia del 2011 e dai successivi attacchi xenofobi dopo la caduta di Muammar Gheddafi. Il problema è che in gran parte si tratta di cittadini di paesi considerati democratici come il Ghana, il Togo e la Nigeria, e dunque non hanno diritto in Germania all’asilo concesso a chi fugge dalle violenze
Complimenti… davvero alla moderna e distaccata dal vecchio modello di Germania.


Joe



Licenza Creative Commons
Questo articolo è rilasciato sotto una licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia License.

VOXEUROP (una volta PRESSEUROP) – Rassegna Stampa Europea

Girando per la rete, mi sono imbattuto in un sito davvero interessate: http://www.voxeurop.eu/it
Il sito, a prima vista, non pare particolarmente interessante, cosa, secondo me, addebitabile alla grafica, forse, troppo elementare.
In alto a destra compare solo il logo del sito :
 
 
Anche il logo è semplice, pulito e leggero: non disturba il lettore della pagina. Quello che attira sicuramente l’attenzione è invece il selettore di lingue:
 
 
che comincia a far capire al lettore di essere capitato in qualcosa di più grande di quello che poteva sembrare all’arrivo sulla pagina. In effetto l’altro componente grafico che rende definitivamente chiaro cosa sia il sito è questo:
Ok, molti penseranno a questo punto: ”ma come? In Italia non si leggono nemmeno i quotidiani, e vuoi che ci mettiamo a leggere i giornali di altri stati???”.
Già, però c’è una differenza fondamentale rispetto al classico sito di un quotidiano: quella proposta sul sito è una rassegna stampa. D’accordo, d’accordo qualcuno subito storcerà il naso pensando, come prima cosa, che ci sarà la solita lobby della stampa che decide cosa viene pubblicato o cosa no, e che comunque leggere gli articoli, se non nella lingua madre, ma in inglese, richiede un livello di conoscenza che non sono molti ad avere al giorno d’oggi in questo paese.
Ed invece il sito ci viene incontro: ogni articolo è stato tradotto in italiano da un traduttore umano, mentre, per chi non vuole perdersi i commenti ai vari articoli, questi possono essere tradotti con un semplice click su apposito pulsante traduci a fianco del commento in lingua originale; in questo caso però, per ovvi motivi di impossibilità di seguire il flusso dei commenti a qualsiasi ora, la traduzione viene effettuata via traduttore di Google; va da sé che le traduzioni non sono sempre il massimo della grammatica, ma si riesce quanto meno a capire il senso del commento in linea di massima.
All’arrivo sul sito, il server determina, non ho verificato con quale metodo, il paese di provenienza e vi porta direttamente nella home della lingua del proprio paese. Se per qualche motivo volessimo leggere il tutto in altra lingua basterà cliccare su una delle sigle a due lettere del paese che ci interessa e saremo accontentati.
Si può navigare tutto il sito senza necessità di registrarsi, l’unico caso in cui la registrazione si rende obbligatoria, e quello in cui vogliate partecipare ad una discussione su un articolo. Come prevedibile, per questioni legali di tutti i paesi della CE, devono poter reperire chi ha scritto cosa: di conseguenza, se volete dire la vostra dovrete registrarvi.
Le lingue supportate sono 10: inglese, francese, italiano, tedesco, spagnolo, portoghese, olandese, polacco, ceco, romeno. Probabilmente queste dieci dovrebbero coprire tutte le necessità linguistiche della CE.
Esiste anche la versione per iPhone sia smart phone che iPad, che per Android, per cui la stragrande maggioranza del mercato è coperta.
Considerando che ciò che possiamo leggere viene estrapolato da oltre 200 testate e siti e tradotti nella nostra lingua, insieme a dossier e commenti, direi che da leggere c’è molto se ci si vuole interessare minimamente di ciò che succede intorno al nostro paese. Si possono inoltre scoprire altri punti di vista per problemi più tipicamente “locali”, leggendo i commenti altri cittadini della CE su nostre problematiche.
E come ultima chicca vi riporto il banner inferiore con la divisione operata nel sito come “mappa dove muoversi” degli argomenti rintracciabili nel sito:
 
 
Insomma le sezioni sono tante e divise, direi, in aree tematiche abbastanza logiche, quindi che resta da dire?? Buona lettura a tutti!!
E vi prego: se iniziate a seguire il sito con una certa regolarità, non fate al solito che “consumate” solo il prodotto, ma iscrivetevi e partecipate con commenti e risposte ai commenti di altri. Ok ? Mi raccomando !!
 
JC

Soldi sprecati o soldi ben impiegati per mostrare la magnificienza di Dio ?

 

Seguendo sulla piattaforma satellitare un programma riguardante gli aquari, il titolo è ‘Tanked’, mi son imbattuto in una opera colossale di questi costruttori: un acquario da  15.794mq; l’acquario è stato costruito contemporaneamente alla costruzione della chiesa, si una chiesa, in cui è contenuto, ed ha richiesto poco più di due anni per essere completato. L’installazione, che è stata fatta da una ditta di Las Vegas prevede un contenitore di materiale acrilico, che è stato gestito da due gru e 10 lavoratori. All’interno ci sono più di 80 specie di pesci di mare e tre membri a tempo pieno sono stati assunti per la manutenzione dello stesso. Per darvi un’idea delle dimesioni includo una foto del prodotto finale:

 

 

     Acquario della chiesa IBOC Acquario della chiesa IBOC

 

 

Ho scelto queste due immagini, perchè essendoci delle persone potete farvi un’idea più esatta delle dimesioni reali di questo ‘mostro’; se volete farvi un’idea ancora più precisa potete dare un’occhiata ai molti video che si trovano in giro per la rete: http://rlu.ru/qjM qui per esempio trovare alcuni video sulla pittaforma youtube.

Allora: al di la delle dimensioni dell’acquario, mi son posto certe domande vedendo il filmato e poi leggendo qui e li in internet, informazioni varie su questa opera. Parlo di opera perché non credo si possa paralre di un semplice acquario in questo caso. 

  1. Quanto sarà costata l’intera opera? Sempre spulciando in giro per la rete la risposta è circa 4.5 milioni di dollari: parliamo solo dell’acquario esclusi pesci, coralli e personale per la manutenzione in esercizio dell’opera;
  2. Dimesioni dell’opera? 25,4 metri di lunghezza per 5,5 metri di altezza per un totale di 264978 litri;
  3. Che tipo di fauna ? 80 specie diverse di pasci d’acqua salata (perchè limitarsi ad un acquario d’acqua dolce che sarebbe costato molto meno come messa in opera ed in costo di personale per il mantenimento ????);
  4. Personale necessario per la manutenzione dell’acquario? 3 persone assunte, e pagate, a tempo pieno.

La cosa interessante, pare essere stata che il prete in questione non abbia mai fornito giustificazione dei singoli costi ai fedeli. Ha solo detto la chiesa sarebbe cosata tot, punto. Senza dire loro che ci stava includendo un acquario da 4,5 milioni di dollari.

Il tuto mi riporta al titolo di questo post: ha senso, ai nostri giorni, spendere queste quantità di denaro per una cosa come un acquario, quando gli stessi soldi potevano essere usati per fare attività benefiche? E non mi si dica “i soldi son loro, ci facciano quello che vogliono”, perché è pur vero che i soldi son di chi li ha donati alla chiesa, ma quest’ultima avrebbe, notate il condizionale,  il dovere morale quanto meno di usare quei soldi per quelle attività che la loro religione indica come cose buone e giuste. 

In effeti comunque seguendo, sempre in internet, le varie discussioni che si sono generate alla pubblicazione dei dati per quest’opera, molta gente ha trovato quando meno poco ‘cristiano’ questo uso di denari per questo tipo di oggetto, sia o meno che servisse come idea originale a mostrare la magnificenza divina.

Personalmente non saprei che dire: o melgio saprei eccome cosa dire, ma non voglio essere tacciato di essere il solito che attacca la chiesa, lascio a voi i commenti e vedremo che ne verrà fuori!!

 

JC

 Licenza Creative Commons
Questo articolo è rilasciato sotto una licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia License.