A proposito del blocco di Amazon S3: il cloud scofitto dall’errore umano.

A dire il vero nessuno, e tu si proprio tu hai detto che ti sta bene!!

Stavo leggendo questo post, ed i suoi divertentissimi commenti, tocca spallarsi un po’ a leggere tre pagine di discussione solite tra chi dice qualcosa di sensato e chi trolla per il gusto di farlo.

Però un problema c’è in effetti: la mancata responsabilità, che noi accettiamo quando mettiamo la famosa spunta sulla voce Accetto le condizioni d’uso che l’azienda ci impone.

Il 99,9% degli utenti che usano questi servizi, non leggono fino in fondo le famose condizioni che sono accettate, con quel veloce gesto di applicare una spunta. Lo facessero saprebbero che in caso di malfunzionamento non potrebbero rivalersi su niente e nessuno!! E quando, immancabilmente, avviene il disastro, tutti a gridare allo scandalo!!

Uno scandalo potremmo dire esiste: il fatto che orami molte piattaforme, inclusa Amazon, abbiano on line dati di applicazioni, siti interi eccetera eccetera, creano grossi scompigli quando fanno i danni, per errore umano, in questo caso pure conclamato. Perché non devono risponderne? Solo perché hai accettato bovinamente questo tipo di situazione? Direi di si. Se vuoi evitare di trovarti con le brache calate hai due sole soluzioni:

  1. Affidarti ad un servizio a pagamento, che nel proprio contratto abbia delle penali da pagare in caso di mancata erogazione del servizio.
  2. Installarti un tuo cloud privato ed utilizzarlo per quello che ti serve.

Nel primo caso direi cadono tutti quelli che hanno necessità operative imposte, vedi certi tipi di aziende che hanno per normativa l’obbligo della gestione del Disaster-Recovery: o ti appoggi a chi ha le strutture necessarie certificate, tipo ISO, o il Disaster-Recovery non viene considerato valido come normativa, sto parlando dell’Italia ovviamente.

Nel secondo caso le possibilità sono diverse, e tutte economicamente accettabili, tipo:

  • Un vecchio pc con installato uno dei tanti sistemi di Cloud privato come OwnCloud, o NextCloud. Sono soluzioni facili da implementare, e comode sia in versione domestica, ossia a casa vostra dietro il modem, o su una qualsiasi macchina su internet se prevedete terremoti, incendi, alluvioni o quant’altro possa distruggervi casa!! Chiaro la seconda ha un costo aggiuntivo, ma nulla di che.
  • Se dobbiamo salvare solo dei dati, diciamo sino a 50GB, sono la pezzatura massima per il servizio gratuito fornito da Mega & Co, ma esistono servizi con tagli più piccoli a vostra scelta come Dropbox, One Drive, GoogleDrive, i servizi citati di sincronia dati possono risultare una gran bella comodità. Costo zero, unica necessità una connessione internet al primo avvio e poi, una volta ogni tanto per sincronizzare i dati locali con quelli remoti.

C’è da ricordare una cosa però nell’usare i servizi di sincronia su internet appena citati: i dati non sono più solo su macchine vostre. Questa cosa dovete tenerla a mente. Escluso Mega, i dati sui server sono leggibili dai fornitori del servizio, quindi sappiate che potrebbero, anche se giurano che non lo faranno mai, farsi gli affari vostri. Pensate a Google ed il suo GoogleDrive: credete davvero che sia un caso che voi ci mettete dati con delle ricerche che avete fatto ed iniziano a piovere pubblicità simili in casella di posta?

Per Mega la cosa è un tantino diversa in quanto i dati sono crittografati con una chiave assegnata solo a voi, a tal proposito se usate Mega ricordatevi di scaricarvi la vostra chiave e metterla da parte come vi viene consigliato!

Questo comporta che i dati sono in chiaro solo una volta trasferiti verso di voi; quando invece viaggiano verso i server di Mega e sono stoccati li, lo sono in stati crittografati e quindi illeggibili da chicchessia. 

Io per si e per no, periodicamente genero una chiave nuova: se proprio vogliono provarci a decodificarli allora che ci sudino!!

Se comunque avete dei dati, che volete essere sicuri non essere letti da nessuno, esistono tonnellate di programmi per la codifica di singoli file. Usando uno di questi siete certi che quello specifico file e protetto da voi e quindi sarà al sicuro.

Personalmente per i singoli file uso i tool di GPG a dire il vero li uso per molto altro compreso la crittografia della posta ed altro cosette.

Se ho intere cartelle allora preferisco crearmi un contenitore protetto con VeraCrypt, successore dell’ormai defunto, ma tutt’ora funzionante, TrueCrypt e metterlo poi in sincronia sul mio servizio Cloud preferito.

Insomma alla fin fine, vedete che si può usare un sistema di backup/sincronia per usi anche non professionali che dia un minimo di sicurezza sul funzionamento; e non è detto che si debbano spendere cifre enormi per farlo!!

As usual… #ConsiderazioniPersonali

Considerazioni di un sabato pomeriggio.

Su cosa ? su Medium ovviamente !!

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Son qui, solo nel parcheggio del centro commerciale, mentre aspetto mio marito che finisca di fare la spesa settimanale. Io devo aspettarlo qui perché le gambe non mi reggono, ma ormai son anni che è così, per cui ormai è una routine: al momento di entrare, deciso in base alla dose di dolore, se seguirlo nel peregrinare tra le corsie o attenderlo in macchina al parcheggio; ed eccomi qui ad aspettarlo seduto in macchina con il mio fidato, piccolo, iPad pronto a raccogliere le considerazioni ed idee al volo.

Stavo leggendo alcuni post su Medium, questa nuova, almeno per me, piattaforma di lettura, scrittura; mentre leggevo mi domandavo come mai questa piattaforma mi abbia preso così frontalmente: da quando ho iniziato a seguirlo, sono molto spesso sulla piattaforma, sia in mobilità, per quel poco che mi muovo, ma molto più spesso dal browser, che con la ormai costante presenza di tab in qualsiasi browser fa risultare comodo avere più articoli aperti in contemporanea.

Ci sono argomentazioni tra le più disparate: dall’astronomia alla politica, ai fatti quotidiani. La cosa, secondo me, più interessante è il fatto che può essere guardato, almeno da noi vecchi della rete, un po’ come i vecchi forum, avendo la possibilità di intrattenere uno scambio di idee con l’autore del pezzo.

Altra comodità sta nel fatto che non devi avere 50 blog diversi memorizzati e doverli scorrere, magari tramite un aggregatore di flussi, per leggere tutto quello che ti interessa: è tutto li dentro. Medium quindi, ai miei occhi, risulta un forum composto da una serie di blog.

Poi ok ci sono cose più specialistiche come le pubblicazioni o le storie, che hanno un loro scopo, ma più preciso, e solo chi ha l’esigenza di usufruire li userà

La presentazione di software dedicato alla mobilità, trovando anche un client per desktop, almeno in ambiente Mac, non so per Windows, Linux esista o meno, è stata una sorpresa, non tanto per i client quanto per l’omogeneità di presentazione: che tu scriva, legga da tablet, cellulare o client desktop, l’ambiente pare davvero essere lo stesso dappertutto.

Di contro, le pecche che sono presenti su una applicazione, si propagano su tutte, costringendoti, a volte, a tornare al caro vecchio browser, per fare quello che ti serve.

Un esempio su tutti: dopo un po’ che navighi per autori, post, pubblicazioni o altro, se ti serve il menu dell’app devi scorrere all’indietro tutte le pagine che hai vistato dall’apertura di quella sessione a quel momento: sarebbe molto più comodo avere un modo o per richiamare il menu da ovunque o quanto meno un qualcosa che da ovunque si sia ti riporti alla prima pagina così da accedere al benedetto menu. Ok, non è proprio un problema invalidante, ma da browser apri un tab e vai diretto a https://medium.com e risolvi il problema !

In ogni caso trovo, quelle che vengono definite funzioni primarie molto interessanti: l’evidenziazione con la possibilità diretta di commentare con una risposta ciò che hai evidenziato. Oppure spedirlo diretto come un Tweet — perché non anche via FB ?—

L’editor: area principe per chi scrive e non mi riferisco soli commenti o risposte, ma in particolare a chi scrive racconti.

Hanno voluto levare d’impaccio chi scrive: funzioni ridotte all’osso, un paio di tipi di formattazioni, due effetti base di carattere, grassetto, corsivo e, in queso ambiente necessario diversi tipi di citazioni. Niente sottolineature, giustificazioni o altre cosette tipo scelta, quanto meno, del tipo di carattere se Serif o Sans Serif.

C’è un correttore ortografico, che devo dire ahimè, zoppica un pò ed ovviamente essendo sul loro server, non permette operazioni tipo apprendi parola oppure ignora parola e personalmente trovo odioso cliccare su Pubblica e farlo vedendo quelle sottolineature rosse in giro per i miei testi. Ma tant’è, o così o pomì.

Io, per si e per no, edito il testo altrove con un robusto correttore e presenza di sinonimi e contrarti così da aiutarmi anche a non essere ripetitivo nell’uso di verbi, complementi, aggettivi e quant’altro. Alla fine quando sono soddisfatto un bel copia ed incolla senza formattazione e risolvo il problema alla base.

L’incolla senza formattazione, mi serve, perché i miei documenti di default hanno tutta una serie di impostazioni, che l’editor di Medium rifiuta, per cui risulta più veloce e pulito inserire testo non formattato e formattarlo con i mezzi offerti dal sistema così da rendere tutto compatibile con le altre pubblicazioni presenti on line.

Pubblicazione: probabilmente è nata con una scopo diverso di quello per cui io la uso. Personalmente sto usando una pubblicazione per pubblicare un mio scritto, con cadenza settimanale per capitolo. So che rispetto alla loro idea di pubblicazione è un uso limitato, ma io mi ci trovo bene devo dire.

Storie: sembrava l’ideale per serie di capitoli uno in fila all’altro, ma non è fattibile. Troppo limitato lo spazio fisico, ed un capitolo anche piccolo risulta alla fin fine troppo lungo da gestire. Forse l’hanno creato più per un uso tipo giornalistico veloce, che per racconti veri e propri. Poi, come io uso forse in maniera distorta la pubblicazione, qualcun altro troverà un modo per piegare le storie a propria necessità. È il bello della tecnologia: di un oggetto informatico si può fare quello per cui era stato costruito oppure usarlo come meglio a noi piace !!

Insomma, alla fin fine che dire di Medium? Sicuramente, per quanto mi riguarda, una gran bella novità. Mi ci trovo bene forse proprio per quel profumo antico di forum stile primi anni di internet, oserei quasi dire ai tempi delle BBS se non fosse che adesso le reazioni possono essere immediate contrariamente ad allora.

Ci sarebbero da migliorare alcune cosette, ma questo vale per qualsiasi piattaforma. L’unica cosa che non perdono loro, si ok si fa per dire, e aver liquidato Medium Italia che è una comunità non proprio composta da quattro gatti:

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Insomma 10700 utenti registrati non sono pochi per una comunità locale (inteso in senso europeo). L’averla liquidata per non pagare più lo stipendio a chi la seguiva l’ho trovata una cattiveria; prima fai sgobbare chi ti tira su la comunità, poi fatto il lavoro:  «saluti e baci non mi servite più». Ok Medium è americana, e loro ragionano così, però non mi piace comunque come si sono comportati in questo frangente quelli di Medium.

In ogni caso, al momento quanto meno, il tempo passato sulla piattaforma paga per cui continuerò a bazzicarla.