Andreotti ed il tiro al piccione

Considerazioni su di un uomo che non conoscevo 

Oggi ero in giro per la rete, solite cose: social netowork, google etc etc. Ad un certo punto iniziano a comparire messaggi sulla morte del senatore Andreotti. Ora non voglio mettermi a fare la sua storia, elencare i suoi pro ed i suoi contro: già la rete lo ha fatto nelle prime ore seguenti la notifica della sua morte.

Quello su cui voglio fare due considerazioni è il tiro al piccione che è iniziato appena la notizia è comparsa. Insieme al calcio ed altre cosette, il tiro al piccione nei confronti di chi non può, per diversi motivi tra cui magari il fatto che è morto, rispondere al fuoco.

Si perché è tremendamente facile coprire di accuse, ingiurie, maldicenze e chi ne ha più ne ha più ne metta nei confronti di chi non ha possibilità di replicare. Ed è quello che è successo anche oggi con Andreotti.

In poco più di un paio di ore ho letto le peggio cose sul suo conto: dal fatto che fosse in odore di mafia, al fatto di essere stato coinvolto nella morte di Aldo Moro, al fatto di essere implicato nelle più oscure manovre di palazzo. Mi domando se la gente certe informazioni se le tiene apposta per queste occasioni; già me li immagino questi giornalisti da strapazzo che esistono solo nel momento della disgrazia per poi scomparire in attesa di un altro cadavere eccellente, passare anni a raccogliere informazioni ed informative su questo o quell’altro personaggio. Archiviare metodicamente ogni piccola notizia, ogni insignificante sospetto. Tutto li pronto per essere usato alla morte del soggetto in questione.

La cosa più ridicola poi, a mio parere, è che sperano di avere i classici 15 minuti di notorietà per avere tutte queste notizie da far uscire in rete tutte insieme, tutte subito. Il guaio è che molti son così piccoli e meschini, per cui la rete viene invasa da una ondata di presunte notizie. Tutte date per certe, tutte date per sicure al 100%, ma essendo così tante vengono perse nel marasma generato in quel momento per cui chi le pubblica viene confuso in una nebbia di nomi e notizie con il risultato che di momenti di gloria non ne avranno nemmeno uno!! E così tutto quello che speravano di avere, non lo avranno: avranno solo l’amaro in bocca di aver fatto un lavoro inutile; un sacco di tempo perso a scrivere post a destra ed a manca su internet, senza alcuna notorietà. Continueranno a restare solo dei nomi noti ai pochi che già li conoscono. La rete non gli darà la notorietà che speravano di avere. Ma della memoria del soggetto in questione? Pochi sanno davvero chi era Andreotti; molti di quelli che oggi scrivono su di lui sono troppo giovani per poterlo aver davvero conosciuto.

Probabilmente esiste una piccola categoria di persone, in una posizione davvero opposta ai precedenti, che la morte di Andreotti davvero la vivono male: gente che sa che Andreotti scriveva tutto, registrava tutto su carta. Per cui soggetti che hanno avuto favori da lui, persone che hanno complottato con lui, persone che hanno grossi scheletri nell’armadio che in qualche modo sono collegati a lui tremeranno. Eh si… tremeranno eccome con la paura che qualche documento salti fuori per sbaglio, o peggio ancora che qualcuno cercherà di entrare in possesso di questi documenti per poterli usare come meglio crede.

Queste persone, che tutto cercano tranne che essere esposti anche ad un solo minuto di notorietà sicuramente stanno sudando freddo. In fin dei conti è normale: un uomo come Andreotti che ha vissuto la politica di questo paese per oltre cinque decadi, di segreti deve averne accumulati tanti. E di solito un segreto a questo livello non coinvolge mai una persona sola.

Conclusioni? La gente che spara sul morto dovrebbe risparmiarselo: non avranno quei 15 minuti di gloria che sperano. Chi invece nell’ombra trema, fa bene a tremare: la carte di Andreotti devono essere davvero tante, ed a molta gente, più o meno onesta, piacerebbe metterci le mani sopra.

Ai primi dico: lasciate stare, mostrate solo la vostra piccolezza intellettuale; ai secondi dico: fate bene a tremare, perché visto che Andreotti era un democristiano e quindi con l’essere portato alle trame ed al tradimento nel DNA, la vostra paura è più che giustificata, ma non avere modo di risolvere la questione.

JC

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