Editare file remoti in locale senza spostarli o entrare in una shell.

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Per chi abitualmente lavora in ambiente server, succederà molto spesso di dover editare file di testo puro, che sono normalmente file di configurazione di programmi vari, oppure sorgenti di script bash o script Python o sorgenti di programmi C, che sia ansi o C++. Insomma la necessità di dover editare file di testo puro sono innumerevoli. Ci sono diversi editor testuali che si usano in questi casi. Anche perché, di norma, un sistema server, non ha un ambiente grafico, per cui il tutto va fatto in ambiente testuale. Un editor con il quale, chi fa questo genere di lavoro, ha quasi sempre a che fare è vim che di norma è installato per default su tutti gli ambienti server. Esistono anche soluzioni grafiche per vi, come gvim in ambiente GNome oppure MacVim in ambiente oSX. Continue reading →

Recensione Refly editor

Che pare avere SERI problemi di stabilità, almeno in ambiente oSX

Le considerazioni personali sull’app sono in coda dopo il post fittizio ‘Come tenere un Diario’.

Inizio post fittizio

Come Tenere un Diario

Finestra sull’anima, un diario ti dà la possibilità di esprimere i tuoi sentimenti e i tuoi pensieri più profondi, senza giudizi, vergogna o giustificazioni….

Fine post fittizio.

Che dire: l’app ha una bella grafica piuttosto semplice, ha diversi servizi verso quale esportare direttamente i pezzi, fra cui Medium, WordPress, Facebook, Twitter e Linkedn.

Il tentativo, di fare un paste di una immagine, porta a crash diretti, come un fucilata!! L’unico modo per inserire foto è quello di usare l’apposita icona che però richiede un file fisico da caricare. Le foto vengono caricare a dimensione reale e si può giustificare a dx, sx o centrato

Per quanto riguarda il testo direi che c’e’ quello che serve come potete vedere dall’unica barra presente nell’applicativo al centro:

Icone.png

Barra icone per edizione di Refly Editor.icona N per normalizzare il testo, credo corrisponda a ‘cancella formattazione’;

  • icona B per grassetto;
  • icona I per il corsivo;
  • icona h1 per titolo;
  • icona h2 per sotto titolo;
  • icona “” per una forma di citazione, piuttosto strana in effetti, con caratteri giganti in un colore blue shocking!!
  • icona link per poter inserire link ipertestuali; (sia link su testo, che puri);
  • icona Immagini: unico modo possibile per caricare immagini senza che vada in crash l’app. La  foto viene caricata a dimensioni reali e passandoci il mouse sopra comare una piccola frecciaselezionandola si può accedere ad una applicazione, interna credo, per alcune modifiche all’immagine. Con piacere ho trovato la possibilità di inserire del testo ovunque sull’immagineaggiungere delle forme, una firma olografa ed altre cosette simpatiche.
  • icona Sy questa l’ho trovata molto interessante: presenta sinonimi di una parola selezionata.
  • le restanti 4 icone, non sempre visibili perché in effetti non servono di contino, sono quelle per i quattro possibili allineamenti: destra, sinistra, centrato, giustificato;

In altro a destra la barra è completata da altre due voci:

grammar.png

La GRAMMAR va cliccata se una o più parole diventano di colore verde: questo indica un qualche problema di grammatica ed il programma propone delle soluzioni. In inglese funziona perfettamente, in italiano c’è da stressarlo un po per metterlo alla prova.

img2Selezione account registrato su cui pubblicare subito o a tempo.L’ultima icona a destra è chiaramente quella per la condivisione del pezzo: quando cliccate sul simbolo di condivisione, compare una finestra di selezione con i profili che avete configurato, e potete scegliere su quale pubblicare.

Questo il comodo pannello per la pubblicazione differita.

Nelle preferenze esiste una simpatica possibilità: impostare quante parole vorremmo scrivere la giorno. Se attiviamo questa funzione:

goalIl sistema dalla barra in alto a sinistra ci permette con l’icona Goal ci permette di vedere se manteniamo il passo o meno con il nostro goal impostato.

Un interessante possibilità offerta sempre da Refly è quella di dare un check sui tag prima di inviare il pezzo. Non so che algoritmi vengano utilizzati, ma mi pare che per alcuni valori ottenuti può aiutare a centrare i tag per quanto riguarda il SEO.

Qui per questo post: tagcheck        

Ogni post corrisponde ad un singolo file rtf. È possibileesportare’ il file in formato MarkDown.

Altra cosa importante è la gestione delle versioni che troverete nel menu file. Se il sistema ti fa salvare, e non si interrompesse di continuo di suo, ti mostrerebbe le diverse versioni in fase di edizione e si può scegliere da dove fare un rollback.

Conclusioni.

Il programma avrebbe davvero delle potenzialità interessanti, ma nella versione scaricata dall’AppStore di Apple è troppo instabile: nel provare a scrivere questo pezzo, che comunque ha avuto necessità di aggiustamenti una volta trasmesso verso Medium e/o verso il mio account WP, si sarà bloccato almeno una ventina di volte con uscita anomala gestita dal sistema operativo.

Probabilmente la versione disponibile ha delle API non sono aggiornate, perché le correzioni principali sono state quasi tutte di impaginazione in particolare modo per quanto riguardava gli elenchi puntati.

La caratteristica principale invece funziona bene anche in italiano: segnalazione di parole errate in grassetto rosso e di problematiche grammaticali e/o logiche, in verde ed in aggiunta il pulsante Sy, sinonimo, lo trovo molto efficiente.

Però così no! Devono sistemare queste continue interruzioni per crash dell’app ad ogni due per tre !!

Provatelo se volete, tanto è a costo zero sull’app store almeno.

JC