Leggere Medium.com via RSS

Oggi, da buon vecchio internauta, mi sono chiesto se fosse possibile leggere Medium.com nel vecchio stile degli RSS. Trovo i feed molto comodi per diverse situazioni, per cui mi son messo a scartabellare, googlare (Dio !!! Quanto odio questo verbo!!!) e sperimentare.

NON ho trovato documentazione a riguardo, ma facendo qualche test, a memoria, su come venivano creati gli indirizzi RSS una volta, sono arrivato a questa conclusione, sperimentata e funzionanate: Continue reading →

Dello scrivere e le mappe mentali.

Quando la tecnologia può venirci incontro.


Era un po’ che ci pensavo: usare le mappe mentali può aiutare uno scrittore a produrre meglio? Dopo molto tempo passato a pensarci alla fine ho deciso di provare e vedere che sarebbe successo. Di programmi per la generazione di mappe mentali ce sono a iosa: a pagamento, open source e gratuiti. Io per il solito problema di utilizzo su diverse piattaforme, primariamente Linux e Mac, ma anche occasionalmente windows, ho provato:

  • XMind
  • FreeMind2

Li mi son fermato perché alla fin fine, le funzioni sono praticamente le stesse per tutti. Le uniche differenze che ho notato, che fossero degne di nota, sono le capacità di esportazione/importazione da e verso altri programmi di gestione di mappe mentali. Continue reading →

Ho seguito un utente particolare per diverse settimane: e guardate cosa è successo !!!

Capirete solo se avrete la pazienza di leggere tutto il post.


Era un po’ che ci stavo pensando, ma dopo aver letto questo post, di Shaunta Grimes ero ancora più in dubbio, perché molta gente, quasi per certo, avrebbe pensato ad un post di una (io) persona invidiosa, livida per i suoi risultati etc etc, ma non è così: la mia è solo una valutazione nata da considerazioni originatesi in date molto antecedenti al suo post originale e, devo ammettere sinceramente, rinforzata dal suo ultimo post.

L’idea originale di questo post mi venne, scorrendo i titoli dei post in generale, senza uno schema preciso, come si fa appena arrivati in un ambiente nuovo, ed avevo notato questa cosa, ma mi dissi che sarei stato un folle ad affrontate l’argomento appena iscritto, per cui rimandai la cosa segandomela come da fare; oggi, però, apro Medium e vedo il post di Shaunta Grimes e mi son detto: «Ok, adesso basta: sei iscritto da abbastanza tempo da poter affrontare la questione, per cui tastiera sotto le dita e datti da fare!!!»

Continue reading →

Considerazioni sui cani ed il parco Young di via Nino Bixio.

Mi è gia successo un paio di volte, nel pomeriggio, di portare il cane nell’area cani dedicata, nel nuovo parco Young, e di imbattermi nella stessa situazione: nell’area cani ci trovo due cani senza alcuno con loro, che abbaiano disperati perché viene loro impedito, da una barriera di legno, di raggiungere i loto ‘amati’ conduttori. Uso il termine conduttore perché il senso della parola ‘padrone’ riferito ad un animale mi fa venire il prurito alle mani !!

Allora, non solo i cani sono li abbandonati a loro stessi, ma lo sono con i propri ‘padroni’ a 50metri di distanza che giocano bellamente a calcio sul campo adibito. Già io sopporto poco il calcio, ma vedere quelle due povere bestiole abbandonate a loro stesse in una recinzione, a cui non sono evidentemente abituati con i loro padroni che apparentemente non fanno caso al disagio delle bestiole, perché continuano a giocare, lanciando urli in direzione dei cani affinché la smettano di abbaiare. Dio che fastidio!! Perché non gli tagliamo le corde vocali visto che ci siamo ?!?!?!?

Ahhh no non è vero che non sanno del disagio dei loro cani, perché laddove le povere bestiole scavano per crearsi un varco per poter raggiungere i loro amati conduttori, uno di loro ha ben pensato di piazzare una mattonella cosi il cane non possa scappare nemmeno scavandosi una via di fuga.

E non bastasse, quando raggiungo i giocatori chiedendo cortesemente di recuperare i loro cani per darmi il tempo di farmi entrare con la mia e fargli fare le sue cose, alla domanda “scusate ragazzi, di chi sono i cani” si guardano tutti in faccia l’un l’altro come a dire ” Ahh non saprei non è mio”.

Solo il mio cipiglio e la chiara intenzione di non andarmene finché qualcuno non mi desse risposta ha fatto saltare fuori di due conduttori dei cani che, ammetto scusandosi, vanno a prendere i loro cani, aspettando che io termini con la mia, per poter rinchiudere nuovamente le povere bestiole di nuovo nel recinto e lasciarle li !!!

Nota… le bestiole in questione, mentre io entro nell’area cani con la mia, vengono tenute A MANO per il collare, segno che i ragazzi non hanno dei guinzagli; questo mi fa dedurre che la cosa sia stata programmata e non successa per caso.

La prossima volta che devo fare? Fare un video ? Chiamare i vigili ? Chiamare la protezione animali ?

Io credo che la prossima volta, se succederà ancora, semplicemente aprirò il cancello di legno dell’area cani e li lascerò uscire: e si arrangino i loro conduttori a recuperarli.

Ma dico io !! Se sai che stai andando a giocare una partita, ed il fatto che tutti fossero in gran tenuta con le magliette delle rispettive squadre del cuore e pantaloncini corti dimostra che la partita era organizzata, che diamine ti porti i cani dietro a fare: lasciali a casa a questo punto; almeno non soffriranno a dover stare rinchiusi in un posto che non conoscono con una barriera che impedisce loro di raggiungere i rispettivi conduttori che nonostante il trattamento che gli riservano amano incondizionatamente !!

Ragazzi; un cane NON È un giocattolo!!! È un essere vivente direi piuttosto senziente anche se non è stata mai dimostrata la loro capacita di riconoscere se stessi. Non sono oggetti da portare e piazzare da qualche parte lasciandoli li finché non ce ne ricordiamo e li andiamo a riprendere, o peggio ancora con cui arrabbiarsi perché continuano a piangere ed abbaiare perché non riescono a raggiungere i loro conduttori.

Avete (a naso guardandovi) 20 / 25 anni VERGOGNATEVI a trattare un cane in quel modo !!

99 giorni senza FaceBook

Un nuovo esperimento sull’umore degli utenti di Facebook chiede: “Sei più soddisfatto senza Facebook?”

In risposta all’esperimento controverso sull’impatto sull’umore degli utenti di Facebook che coinvolge al momento circa 700.000 utenti, una nuova iniziativa è stata iniziata come esperimento indipendente: determinare come la vita senza Facebook impatti sulla felicità dell’utente. 
08 JULY 2014, Leiden, Paesi Bassi

Riassunto :

L’ONLUS non-profit, nota come “99 giorni di libertà” chiede agli utenti di non utilizzare Facebook per un periodo di 99 giorni consecutivi e riferire su come la pausa influisce sulla propria sensazione di felicità. Il sito web dell’iniziativa, 99daysoffreedom.com, fornisce una serie di semplici istruzioni d’uso, che includono la pubblicazione di un’immagine di “time-off” come immagine del profilo e dell’avvio di un servizio personalizzato: 99 giorni di conto alla rovescia. Da lì, i partecipanti sono invitati a compilare sondaggi anonimi “di felicità” alle scadenze di 33, 66 e 99 giorni, con risultati inviati al sito web dall’ONLUS come come vengono compilati dall’utente.

L’iniziativa ospiterà anche un forum attraverso il quale i partecipanti possono inviare in maniera anonima  come una lunga pausa da Facebook stia influenzando la loro vita. 

L’iniziativa nasce da un’idea di Just, un’agenzia creativa con sede a Leiden, Paesi Bassi. L’Art Director di Just, Merijn Straathof, spiega come ciò che era iniziato come uno scherzo in ufficio si sia  rapidamente trasformato in un progetto ufficialmente finanziato. “Come un sacco di utenti di Facebook, molti di noi sono stati disturbati da relazioni sugli esperimenti segreti d’umore”, dice Straathof. “Come abbiamo discusso in ufficio, abbiamo notato una tendenza interessante: per ognuno di noi, tutti hanno avuto almeno una relazione ‘complicata’ con Facebook: chi veniva taggato in foto poco lusinghiere, chi ha litigato con altri utenti o semplicemente rimpiangendo il tempo perso attraverso un uso eccessivo: la maggioranza ha dichiarato a questo punto una sensazione negativa verso il social. Poi qualcuno ha scherzato dicendo: “Credo che la vera domanda sia: ‘Come ti senti quando non usi Facebook?’ come risposta l’ufficio fece una risata di gruppo, seguita da un: ‘Aspetta un secondo. Questa è davvero una buona domanda!’ “.



Un rapido sguardo alle statistiche di utilizzo di Facebook fa capire certamente la legittimità della domanda. Secondo Facebook, si tratta di 1,2 miliardi di utenti che impiegano una media di 17 minuti al giorno sul sito, leggere gli aggiornamenti, seguire i link o la navigazione delle foto; in un periodo di tre mesi, che corrispondono circa a 28 ore che, i creatori dell’iniziativa sostengono, che queste ore potrebbero essere dedicate ad attività più emotivamente appaganti – Imparare una nuova abilità, svolgere attività di volontariato o passare il tempo (offline) con gli amici e la famiglia. 

La domanda ovvia: Considerando i notevoli livelli di utilizzo di Facebook, chiedere 99 giorni di abbandono non è chiedere troppo? Questo, spiega Straathof, è il progetto. «Abbiamo avuto un sacco di discussioni circa la durata dell’esperimento. Se è troppo lungo, i partecipanti perderanno interesse. Se è troppo corto, non ci sarà alcun cambiamento significativo del comportamento da valutare.»

Alla fine, siamo giunti ad un accordo su un programma di 99 giorni, con indagini periodiche e post anonimi, sperando che tale interazione possa essere visto come un qualche tipo di gruppo di sostegno. Tutti, presso la nostra azienda, partecipano all’esperimento, così potremo verificare i risultati di persona. “

Anche se Straathof ed i suoi colleghi sono ansiosi di vedere i risultati dell’esperimento, egli sottolinea che l’iniziativa non è né una protesta anti-Facebook, né un tentativo di danneggiare il sito più popolare del web. «Facebook è una piattaforma incredibile, siamo tutti utenti ferocemente leali e crediamo che ci sia molto da amare riguardo il servizio», dice Straathof. «Ma riteniamo anche che ci siano evidenti benefici emotivi a moderarsi. La nostra previsione è che l’esperimento produrrà un sacco di esperienze personali positive e, 99 giorni da oggi, faremo sapere se questa teoria stia in piedi o meno.» 


Circa 99 giorni di libertà 

99 giorni di libertà è un’iniziativa senza scopo di lucro lanciata da Just BV (www.wearejust.com), una agenzia di comunicazione creativa dai Paesi Bassi. L’azienda è specializzata in identità, strategia di mercato e campagne on-line con una forte attenzione online. Per domande su 99 giorni di libertà o semplici curiosità, si prega di contattare merijn.straathof@wearejust.com.

Questo il testo tradotto del sito da cui è partita l’iniziativa. Chiaramente ci sono delle considerazioni da fare sul fatto che uno voglia, o meno, partecipare all’esperimento. Personalmente io non sono uno di quelli che passano la giornata in FaceBook, vuoi perché non sono un appassionato di questo genere di siti, vuoi perché, proprio non essendone appassionato, ne frequento diversi e, di conseguenza, il tempo da dedicargli è minore. Però ho deciso di partecipare comunque all’iniziativa, se non altro per spronare chi, a mio avviso tra i miei conoscenti, davvero ci impiega davvero troppo tempo.

Cosa mi aspetto da questo esperimento? Difficile da dire: più che altro le mie aspettative sono rivolte ai miei amici e conoscenti che passano troppo tempo, a mio avviso, sui social in genere: spero davvero che riescano a capire che si possono fare tante altre cose molto più produttive, e che ci lasciano con un senso di «soddisfazione interiore” molto maggiore di quello che si possa percepire alla chiusura dell’ultima sessione su FaceBook della giornata.

Seguirò anche i vari post sul sito alle scadenze dei 33, 66 e 99 giorni per farmi un’idea di come, e se, questo esperimento abbia avuto qualche tipo di effetto sulla gente che vi partecipa.

Se anche voi volete partecipare, basta che andiate sul sito dell’iniziativa a questo url: http://99daysoffreedom.com

Inoltre, se volete, potete dal sito creare anche una pagina personalizzata, con un «conto alla rovescia» che vi dice quanto manca allo scadere dei 99 giorni di «astinenza da FaceBook»: a questo indirizzo http://99daysoffreedom.com/joe86 potete vedere la mia pagina di «conto alla rovescia» per farvi un’idea di come sia questa pagina.

Che altro dire: ve la sentite di stare senza accedere a FaceBook 99 giorni di fila? Si? Allora che aspettate: andare alla pagina http://99daysoffreedom.com ed iscrivetevi: VI SFIDO !! 🙂

P.S.:

Ovviamente per mandare il link a questa pagina del mio blog, devo accedere a FaceBook, ma per farlo nella maniera meno «diretta possibile» invierò il post via email così non avrò la tentazione di vedere cosa è successo al mio account dal primo giorno dell’abbandono:)

Se qualcuno volesse seguire il mio stesso metodo, troverete le indicazioni su come inviare aggiornamenti del nostro status a FaceBook via email a questo indirizzo: http://www.geekissimo.com/2011/02/21/come-aggiornare-stato-facebook-tramite-email/

 

JC

Licenza Creative Commons 

 

Quest’opera è stata rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Per leggere una copia della licenza visita il sito web a questo URL.

WordPress con lettere accentate

Una delle più comuni problematiche quando si installa WordPress o si trasferisce un proprio blog wordpress da un server all’altro è quella delle lettere accentate che non vengono più visualizzate correttamente.

Di norma ci troviamo con dei punti interrogativi seguiti da simboli che nulla hanno a che fare con la nostra lettera accentata del momento.

Il problema è collegato alla definizione di una variabile di ambiente di php: per la precisione da DB_CHARSET che o non è configurata del tutto o non è configurata correttamente; come risolvere? Ecco qui i passi da seguire:

  1. Entriamo nel nostro server;
  2. Ci spostiamo nella cartella dove si trova il file di configurazione del nostro wordpress; di solito /etc/wordpress;
  3. apriamo con il nostro editor preferito con i permessi di amministrazione il file wp-config.php; nel mio caso usando l’editor si sistema il comando sarà: sudo vi wp-config.php
  4. a questo punto cerchiamo nel nostro file la riga define(‘DB_CHARSET’, ‘uft8’);

Adesso potremmo trovarci in due situazioni diverse: nel primo caso la riga proprio non esiste nel nostro file, nel secondo esiste ma è commentata, quindi inclusa in una  sequenza tipo questa:  /*  define(‘DB_CHARSET’, ‘uft8’); */

Nel primo caso basterà inserire la riga define(‘DB_CHARSET’, ‘uft8’);  sotto la riga che inizia con  define(‘DB_HOST’, ‘qualcosa’);

Nel secondo caso si dovranno cancellare i caratteri di commento ossia /*  ed  */

Per quanto riguarda il codice di codifica del charset si potrà usare quello più simile alla lingua necessaria, nel caso italiano ISO 8829-15; oppure quello più indicato per la lingua che si deve utilizzare. Potete trovare la lista completa dei codici utilizzabili a questo link.

In linea di massima però il codice più comodo, e che di solito comprende quasi tutti i caratteri più comuni, è per l’appunto l’utf8 di cui potete trovare le specifiche qui.

Una volta sistemato il vostro file di configurazione per wordpress, salvatelo, ed aggiornate la pagina del vostro blog: magicamente tute le lettere accentate saranno di nuovo al loro posto.

NOTE:

  1. Do per scontato che il database, su cui il vostro wordpress si appoggia, sia già configurato per gestire le lettere accentate. Eventualmente scriverò, più avanti, un post anche su come risolvere lo stesso problema usando MySql come motore database.
  2. Se avete accesso al vostro account solo via ftp, nessun probelma: scaricate il file, modificatelo e poi ricaricatelo.

 JC

Licenza Creative Commons 

 

Quest’opera è stata rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Per leggere una copia della licenza visita il sito web a questo URL.

Ma la macchina del tempo ha ingranato la retro??

Non so cosa stia succedendo: leggevo, come faccio ogni tanto, alcune novità su un sito a tema per la comunità lgbt ossia gay.it e sono rimasto davvero senza parole, direi addirittura basito!!
Ci sono una serie di notizie, che a mio parere, stanno ad indicare quanto il mondo stia andando alla rovescia: invece di migliorare la comprensione e l’integrazione delle persone lgbt pare stiamo andando nella direzione decisamente opposta!!
Basti vedere alcune delle notizie tipo queste:
Insomma basta leggere alcuni di questi articoli per capire a cosa mi riferisco: in alcuni paesi del mondo l’omofobia sta diventando davvero un problema grave. Quando le cose hanno iniziato peggiorare in questo modo? Sembrava che finalmente la maggioranza della gente di questo pianeta avesse iniziato a capire che le inclinazioni sessuali di una persona non ne fanno una persona diversa, inferiore, o addirittura, mortalmente pericolosa!
 
Prendiamo la prima notizia per esempio: ma dico vi rendete conto? Stiamo parlando di fustigazione e pena di morte!! Ora a prescindere che pare la notizia non sia del tutto corretta, che sia prevista la “sola” fustigazione per gli omosessuali, questo non toglie che mi sembra di essere tornato sotto al chiesa del periodo oscuro. Ma allora cosa hanno di diverso tutte queste religioni se alla fine si comportano tutte in maniera così disumana ????
 
Non parliamo poi della seconda: stiamo parlando di un essere, che non definisco certo umano, che è stato addirittura un deputato della Repubblica!! E si permette di fare certe affermazioni. Ok: uno ha la libertà di espressione, ma quando questa va in contrasto con la pubblica decenza e della legge nostrana? Poi caro Taormina: se ti piace tanto quel modo di pensare perché non ti trasferisci li, dove per l’adulterio è prevista la pena di morte? Comodo stare in un paese come il nostro ed inneggiare a paesi come quelli: vacci a vivere e poi ne riparliamo!!
 
Ovviamente l’atteggiamento della Russia, come da previsioni più ottimistiche, ha fatto proseliti: e siamo alla terza della lista. Direttamente dall’articolo:
Dopo la Russia, l’Uganda e il Brunei (solo per citare i più recenti) anche la Lituania sembra volersi dotare di una legge antigay. A differenza del Brunei, non si parla di pena di morte, ma come la Russia il governo lituano vuole vietare quella che ormai è stata ribattezzata “propaganda gay”. Insomma, divieto di discorsi pubblici, manifestazioni, manifesti, volantino, video audio e qualsiasi altra forma di comunicazione abbia come tema l’omosessualità.
Chi viola la legge dovrà pagare 2400 dollari di multa. Niente galera, pare, ma se vi pare una cosa positiva...Inutile dire che la norma che il parlamento sta discutendo prevede il divieto di qualsiasi forma di riconoscimento delle unioni gay, oltre che di sottoporsi a terapie ormonali e interventi chirurgici che puntino ad una riassegnazione di genere.
L’ipocrisia di questa gente è davvero assurda: non hanno il coraggio di attaccare direttamente la comunità lgbt per paura delle reazioni internazionali, ma si saranno detti “beh se ce l’ha fatta la Russia perché non dovremmo farcela noi a fare una legge del genere?”. E allora invocano la “propaganda gay” come se non fossero noti i fatti continui come aggressioni a persone lgbt in quel paese come in Russia. E chiaramente la volontà di questi legislatori è quella di dare un segno di “benevolenza” nei confronti di questi attacchi un po’ come dire “noi non possiamo ufficialmente metterci contro i gay, ma voi dateci dentro che siamo d’accordo con voi!!”. L’ipocrisia di questa gente fa davvero schifo!!
La quarta notizia, a mio parere, è la più grave: e questo perché è avvenuta in casa nostra. Si: proprio in Italia che si definisce un paese laico e civilizzato. Ma vi rendete conto che danno hanno procurato a sto ragazzo? A parte che vorrei sapere chi è quella bestia che avrebbe dovuto fare i controlli psicologici a quei due disgraziati di genitori affidatari: a casa a calci in culo lo manderei quel soggetto. Non si cazzeggia con la vita di nessuno: ma men che meno con la vita di un ragazzino di 14 anni!!!
 
La quinta notizia è solo una, ma se data un’occhiata al sito, vedrete che ce ne sono molte di questo tipo; indice che gli stati uniti sono vittima della loro stessa legislazione. Io capisco che le opinioni di tutti devono essere salvaguardate, ma non accetto che questo possa influire poi una cosa così delicata come la salute di un soggetto. Ma come fa un paese a permettere ad un soggetto del genere di praticare la medicina?? come fanno in quel paese a non capire che persone del genere rendono l’attività di un medico di base un’arma pericolosissima. Non possono certo non sapere dei molti casi di morte per suicidio in quelle presunte cliniche che promettono ai genitori dei ragazzi, la “guarigione” miracolosa dei propri figli dall’omosessualità!!! Eppure non fanno  nulla: sempre nuovi centri simili nascono, e vengono usare metodologie da medio evo o da lager nazisti per “curare” questi ragazzi. Eppure tutti ad inneggiare il paese delle opportunità: poi mi domandano perché da sempre dico che in quel paese non ci metterò mai piede!!!
 
Concludendo questo post, ammetto, scritto di getto e con l’animo piuttosto in burrasca, mi, e vi, domando: ma perché la gente non può essere lasciata a vivere la propria vita in beata pace? Che deve interessare ad un sultano di un paese del terzo mondo, o ad un medico di un paese, sulla carta il più democratico a cui tutti dovremmo aspirare di assomigliare (per carità ci mancherebbe solo quello!!!), con chi mi relaziono, di chi mi innamoro, o con chi faccia sesso???
 
Sembra che il motore del tempo abbia ingranato la retromarcia: invece di evolverci e diventare tutti più saggi, stiamo regredendo e ripetendo gli errori che abbiamo già, abbondantemente, fatto nel nostro passato: e  nemmeno troppo remoto.
Schifato e sconcertato, vi saluto ed aspetto eventuali commenti… sperando nel vostro buon cuore per il tono che userete nel commentare.
 
JC
Licenza Creative Commons 
Quest’opera è stata rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Per leggere una copia della licenza visita il sito web a questo URL.
 

Utilizzo di Cubby da Linux (Ubuntu e derivate)

 

Cubby, un nuovo tool per le condivisioni in cloud, simile a DropBox, ma con un occhio più attento alla sicurezza,

Per gli utenti linux, non esiste al momento un client dedicato, ma si può rimediare in questo modo per ora:

Dal gestore file, dolphin, clicca su Rete, poi su Aggiungi cartella di rete;  a quel punto selezioni webdav e nella finestra successiva dai nell’ordine le seguenti info:
 
  1. Nome: quello che ti pare
  2. Utente: l’email con cui ti sei registrato su Cubby
  3. Server: webdav.cubby.com
  4. Porta: 443
  5. Cartella: / oppure la sotto cartella che vuoi sia la root locale
  6. Utilizza cifratura: flaggala per avere connessione in SSL

 

 
A questo punto si collega e funziona, provato e tutto ok.
 
Ho provato sia a leggere che a modificare un file che ad inserirne uno nuovo e funziona tutto bene.
 
Se volete iscrivervi cortesemente usate questo link, che mi darà spazio in più per ogni vostra registrazione: https://cub.by/i/01_xBXc_cdcG03
 
JC

Licenza Creative Commons 

Quest’opera è stata rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Per leggere una copia della licenza visita il sito web a questo URL.

Morte di un 14enne per incapacità dei genitori e delle istituzioni!

Oggi, su quasi tutti i giornali quotidiani, si trova in prima pagina la notizia di un ragazzo 14 enne che si è suicidato, pare, perché gay ed incapace di gestire la cosa. Subito è stata avviata una inchiesta perché si teme che il ragazzo sia stato oggetto di bullismo a scuola.

E subito si è creato il panico da “coscienza sporca” tra i nostri politici, primis in testa la presidente della camera. Adesso tutti si preoccupano del ritardo cronico per il passaggio alla camera della legge contro l’omofobia, che al suo interno, pare, includa anche dei provvedimenti contro il bullismo collegabile a questo argomento.

Ora, mi verrebbe da dire, “ma ai miei tempi queste cose non succedevano”. Di contro mi rispondo pensandoci un attimo ed il perché è piuttosto chiaro: ai miei tempi un ragazzino di 14 anni non sarebbe arrivato a pensarsi giù come un gay, e tanto meno si sarebbe mai sognato di dichiararsi in classe o ad amici o coetanei.

Cosa è cambiato da allora quindi? Abbiamo avuto l’emancipazione omosessuale che, per certi versi, ha portato molte buone cose, ma alcune decisamente non buone: chiaramente una di queste è proprio l’autocoscienza di rendersi conto di essere diversi in così giovane età.

E non mi si vena a dire che ai tempi questa autocoscienza c’era ma la si soffocava, non c’era proprio! Io a 14 anni credo non pensavo ancora nemmeno al sesso figuriamoci se mi ponevo il problema di che sesso mi sarebbe piaciuto in futuro.

Ma ormai la frittata è fatta, ed è di quelle per le quali non si può tornare indietro. Quindi come risolviamo il problema di questi ragazzini che si suicidano per motivi di questo genere? Si parlo al plurale perché sapete bene che questo non è il primo caso e temo, ahimè, che non sarà nemmeno l’ultimo.

Chi deve occuparsi di crescere i figli, facendoli affacciare, anche alla loro vita sessuale, senza che, qualunque sia l’orientamento, ne abbiano a soffrire? I genitori? Quelli che in questo paese ancora non sanno parlare di sesso liberamente nemmeno con il/la proprio/a partner? La scuola? Quella che negli ultimi 30 anni non è nemmeno riuscita ad inserire educazione sessuale nel percorso formativo dei nostri ragazzi?  Uno psicologo? Che costa a seduta quanto la rata di una macchina nuova, e che comunque viene visto dai genitori stessi come ‘segnalatori’ della presenza di una malattia?

Insomma: servirebbero un’insieme di cose per poter evitare che succedano altri episodi del genere, e non credo che la semplice promulgazione di una legge, o di un decreto come sarà ora vista l’improvvisa urgenza, basti a risolvere il problema.

Badate bene: per me il problema non è l’omosessualità del/la ragazzo/a, ma come si trovano a viverla; attaccati dai bulli, incapaci di trovare il modo di confrontarsi con i genitori, non parliamo poi di appoggiarsi ad una figura di riferimento religiosa: povero lui se si confessasse da un prete: i rischi sarebbero due!! O il prete in questione lo martirizzerebbe per cercare di ‘farlo tornare etero’, o peggio cercherebbe di approfittare della situazione… ci siamo capiti a cosa mi riferisco vero??? Non serve che stia qui a dettagliare !!

Insomma sto ragazzino a chi si può rivolgere? Come ai miei tempi alle riviste, agli amici ed in più, rispetto a noi, ha anche internet. E sai che aiuto !!!

Internet in questo caso potrebbe essere di grande aiuto.. ma dico potrebbe perché, in ogni caso andrebbe guidato, accompagnato in una ricerca, anche puramente didattica, sulla questione. Troppo facile per i nostri ragazzetti finire in siti che tutto fanno tranne che aiutarti !!

I genitori potrebbero iniziarli all’argomento anche solo per la compressione della diversità già da piccoli. E non ditemi son troppo piccoli a 14 anni: se hanno l’età per suicidarsi, hanno anche l’età per capire la diversità, e nel caso li riguardi, incominciare ad accettarsi e magari aprirsi verso le famiglie.

Ma si.. già mi immagino la risposta di certi genitori che conosco con ragazzi di quella età: “Ma dai ti pare che mi metto a parlare di omosessualità con mio figlio?” … e rispondo io perché non dovresti farlo? Facendolo otterresti un risultato in entrambi i casi.

Se tuo figlio è etero, imparerà ad accettare chi è diverso da lui perché gli insegnerai che diverso non è; se invece tuo figlio e gay o bsx, capirà che i suoi genitori conoscono la questione e sono in grado di affrontarla.

Insomma, le soluzioni, partendo dal nucleo famigliare ci sarebbero, e scusatemi se la scuola non la prendo nemmeno in considerazione: la scuola dipende dallo stato il che vuol dire che aspettare un intervento da chi si fa i fatti propri per rubare quanto più possibile nel proprio mandato,  quando non dipende dallo stato, di norma in questo paese, è gestita da preti, dai quali terrei mio figlio lontano miglia e miglia se non altro perché non impari da loro una mentalità di discriminazione e razzismo verso chi è diverso, non intendo di pelle, ma di orientamento sessuale o credo religioso, perché è questo che la chiesa fa se ci pensate un attimo!!!

Che altro dire: spero sempre di trovare, un giorno, un genitore che sospettando che il/la proprio/a figlio/a sia gay, mi interpelli chiedendomi consiglio su come affrontare la cosa, invece di fare gli struzzi della serie ‘ahh ma io ho tanti amici gay’, salvo poi evitare come la peste la questione con i propri figli.

Vostro/a figlio/a se è gay, non è difettato, rotto o guasto: è solo vostro figlio con la sua vita. Ne più ne meno!!!

JC

Licenza Creative Commons 

Quest’opera è stata rilasciata con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale. Per leggere una copia della licenza visita il sito web a questo URL.