Vodafone Station: programmare il silenziamento della suoneria.

Per chi avesse installata la Vodafone Station, hanno da poco aggiunto lo «spegnimento della suoneria» programmabile giorno per giorno, il che aiuta non poco a liberarsi dagli scocciatori: io per esempio che ho un numero fisso solo per le chiamate mediche di emergenza, ho attivato la funzione dalle 18:30 alle 7:30 di tutti i giorni ed ho risolto, ma non tutti hanno questa possibilità per mille motivi diversi.

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Rallentamenti di rete in Windows nel 2017

Stavo leggendo un post di Andrea, un amico su Quora, nel quale spiegava cosa gli aveva impedito di pubblicare, negli ultimi giorni, nuovi post proprio sul blog in questione.

La cosa mi ha piuttosto incuriosito e sono andato a vedere un po’ cosa se ne diceva in giro, sulla rete, dopo di che ho avviato la mia macchina virtuale con Windows 10 per verificare la situazione, e le cose si sono presentate molto, ma molto peggio di quello che sembrava essere inizialmente. Continue reading →

Editare file remoti in locale senza spostarli o entrare in una shell.

Logo VIMTastiera dedicata VIM

Per chi abitualmente lavora in ambiente server, succederà molto spesso di dover editare file di testo puro, che sono normalmente file di configurazione di programmi vari, oppure sorgenti di script bash o script Python o sorgenti di programmi C, che sia ansi o C++. Insomma la necessità di dover editare file di testo puro sono innumerevoli. Ci sono diversi editor testuali che si usano in questi casi. Anche perché, di norma, un sistema server, non ha un ambiente grafico, per cui il tutto va fatto in ambiente testuale. Un editor con il quale, chi fa questo genere di lavoro, ha quasi sempre a che fare è vim che di norma è installato per default su tutti gli ambienti server. Esistono anche soluzioni grafiche per vi, come gvim in ambiente GNome oppure MacVim in ambiente oSX. Continue reading →

Gestione protetta dei nostri progetti editoriali.

Un piccolo script, in bash, per editare i nostri libri mantenendoli protetti quando non li usiamo.


Può capitare a chi scrive, specialmente per diletto, di avere il computer in condivisione con altri componenti della famiglia. Oppure avendo spesso l’impulso di scrivere nei momenti liberi, di usare un computer portatile che può restare aperto in zone dove bazzica altra gente.

Può anche essere che abbiamo copia aggiornata del nostro lavoro, in progresso, in un’area in cloud, dove notoriamente non è cosa sana tenere file importanti non protetti.

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Leggere Medium.com via RSS

Oggi, da buon vecchio internauta, mi sono chiesto se fosse possibile leggere Medium.com nel vecchio stile degli RSS. Trovo i feed molto comodi per diverse situazioni, per cui mi son messo a scartabellare, googlare (Dio !!! Quanto odio questo verbo!!!) e sperimentare.

NON ho trovato documentazione a riguardo, ma facendo qualche test, a memoria, su come venivano creati gli indirizzi RSS una volta, sono arrivato a questa conclusione, sperimentata e funzionanate: Continue reading →

Dello scrivere e le mappe mentali.

Quando la tecnologia può venirci incontro.


Era un po’ che ci pensavo: usare le mappe mentali può aiutare uno scrittore a produrre meglio? Dopo molto tempo passato a pensarci alla fine ho deciso di provare e vedere che sarebbe successo. Di programmi per la generazione di mappe mentali ce sono a iosa: a pagamento, open source e gratuiti. Io per il solito problema di utilizzo su diverse piattaforme, primariamente Linux e Mac, ma anche occasionalmente windows, ho provato:

  • XMind
  • FreeMind2

Li mi son fermato perché alla fin fine, le funzioni sono praticamente le stesse per tutti. Le uniche differenze che ho notato, che fossero degne di nota, sono le capacità di esportazione/importazione da e verso altri programmi di gestione di mappe mentali. Continue reading →

Ho seguito un utente particolare per diverse settimane: e guardate cosa è successo !!!

Capirete solo se avrete la pazienza di leggere tutto il post.


Era un po’ che ci stavo pensando, ma dopo aver letto questo post, di Shaunta Grimes ero ancora più in dubbio, perché molta gente, quasi per certo, avrebbe pensato ad un post di una (io) persona invidiosa, livida per i suoi risultati etc etc, ma non è così: la mia è solo una valutazione nata da considerazioni originatesi in date molto antecedenti al suo post originale e, devo ammettere sinceramente, rinforzata dal suo ultimo post.

L’idea originale di questo post mi venne, scorrendo i titoli dei post in generale, senza uno schema preciso, come si fa appena arrivati in un ambiente nuovo, ed avevo notato questa cosa, ma mi dissi che sarei stato un folle ad affrontate l’argomento appena iscritto, per cui rimandai la cosa segandomela come da fare; oggi, però, apro Medium e vedo il post di Shaunta Grimes e mi son detto: «Ok, adesso basta: sei iscritto da abbastanza tempo da poter affrontare la questione, per cui tastiera sotto le dita e datti da fare!!!»

Allora il mio cruccio alla fine qual’è? Cruccio nel senso che mi lascia quella sensazione di sottofondo che mi infastidisce, mi disturba, mi fa sentire preso in giro, tanto che se non avessi letto il suo primo post in merito, non avrei letto il secondo: i titoli dei post scritti come ami da pesca a strascico!! Ahh finalmente l’ho scritto !!!

Vedo in Medium, e mi stupisce visto il tipo di sito per cui viene spacciato, ossia un sito per scrittori, sempre più titoli ad esca. Sapete cosa intendo vero ? Titoli come: «I blogged every day for 60 days. Here’s what happened.», oppure più fantasioso titolo del post precedente sullo stesso argomento: «I blogged every day for a month. Here’s what happened.». Chiaramente non è certo solo lei che usa questa tecnica di pesca di boccaloni a strascico: lo fanno in tanti, ma lo scopo?

Cioè fatemi capire questa benedetta Shaunta Grimes che scrive a fare? Solo per sbandierare le statistiche ai quattro venti ?

Se avete letto il suo post precedente avete capito come opera:

  • va su quora.com
  • cerca la domanda più richiesta del giorno / settimana /mese
  • scrive un post su quell’argomento
  • pubblica.

Allora, a parte il fatto che sta donna deve essere un pozzo di scienza: non è mica da tutti scrivere su tutto, e di tutto, con cognizione di causa!!

Trovo il metodo piuttosto squallido comunque: per me fare questo tipo di pubblicazione vuol dire che di tuo non hai nulla da dire, ti devi appoggiare alle domande di altri per avere un argomento su cui generare un post.

Praticamente pubblichi a richiesta: la domanda più in voga ottiene un post.

Poi sinceramente a me che hai vinto un invito, a non so che conferenza, non è che interessi più di tanto.

Voi mi direte, ma se ti sta così antipatica perché la segui ? Infatti non la seguo, è che avevo letto il post precedente ed ho voluto verificare se stava seguendo lo stesso metodo, cosa che ha confermato. Potrebbe essere stato un caso, direte voi… eh no … guadate un po’ il meccanismo dei suoi titoli:

Ora fateci caso: quante volte compare howto nelle sue diverse varianti?

Quale volte compare come prima cosa sul titolo un numero con a seguito il verbo must oppure will ?

Quante volte un titolo termina con Here’s whats happened ?

Ed infine, ma questa possono capirla solo chi è di madre lingua, l’uso dei verbi nella continuous form, quelli che terminano in ing per i profani. Per chi è di madre lingua, è provato, che l’uso della forma ing in un titolo spinge gli anglofoni a sentire un senso si urgenza di andare a leggere cosa è associato a qualcosa in evoluzione immediata.

Insomma questi trucchetti per la pesca a strascico, per attirare frotte di lettori, la conosciamo bene o male tutti noi che si fa blogging da un po’ ormai.

Quel che mi domando e come tanta gente ancora ci caschi.

Prendete l’ultimo post (che guarda caso termina proprio con « Here’s whats happened» ) alla fine cosa c’è dentro il post? Una serie infinta di statistiche, per altro non verificabili, di nuovi lettori, di nuovi followers, di nuovi iscritti alla mailinglist. A dire il vero tutte cose già scritte e ripetute in suoi precedenti post. Per cui non solo pesca a strascico, ma ti rifila pure il il piatto del giorno prima !!!

Ripeto: io contro Shaunta Grimes non ho assolutamente nulla, a parte il fastidio nel vederle usare un sistema da marketing puro per una tipologia di contenuti, in un posto dove proprio non dovrebbe ossia su Medium.com.

Lei, comunque, è solo uno dei casi… fate una ricerca per HowTo oppure How To e poi scorrete la lista delle cose scritte da chi usa questi metodi: vi comparirà, come risultato, che molto spesso è una parola/frase che compare nel 90% dei loro titoli di post.

Ribadisco certi trucchetti li conosciamo tutti, ma credo davvero che in medium.com non ce ne sia di bisogno!!! Specialmente quando al titolo roboante non segue un contenuto che valga la pena di essere letto !!!

Ahhh e scusatemi per il titolo del post 🙂 Chiaramente è uno sfottò nei confronti di chi, qui dentro, fa marketing invece che produrre materiale interessante da leggere!!

Ed adesso forza… caricatemi di m***a 🙂

Amici Miei ….

Perché la vita deve sempre essere interpretata come una visione in bianco e nero e non considerando le sfumature infinite di grigio che passa da un colore all’altro ?
 
Ho una coppia di amici in crisi … uno dei due ha deciso di trasferirsi per motivi vari, l’altro vive la cosa come se fosse un primo passo verso l’incastro finale (leggi convivenza).
 
Uno ha motivazioni sicuramente legate al compagno, ma con tante altre variazioni sulle origini della propria scelta: la poca dimestichezza con la famiglia, un lavoro che non lo soddisfa, una mancanza quasi totale di relazioni sociali li dove abita, per carità la cittadina è piccola ( si si la gente mormorerà anche ma non credo questa sia una delle motivazioni). 
 
Qui pensa di trovare più opportunità di lavoro, ha già diversi amici, potrebbe in un tempo ragionevolmente breve, avere il proprio compagno in zona (al momento sta in un altra città) … insomma le motivazioni sono diverse e parecchie. Forse l’errore più grande è stato pensare di fare tutto senza coinvolgere dall’inizio il suo compagno, che dal canto suo, e direi in parte a ragione, si sente escluso da decisioni importanti che bene o male lo coinvolgono.
Dall’altra parte c’è un carattere tremendamente ‘pragmatico’. Nulla va fatto senza analisi, contro-analisi, studio delle possibilità, studio di fattibilità, analisi delle conseguenze e, non per ultimo, le conseguenze dirette sul loro rapporto.
Sono due mondi che si scontrano… uno istintivo, quasi da istinto di sopravvivenza, l’altro analitico, quasi vulcaniano.
 
Che fare? Appoggiare uno o l’altro rende automaticamente partigiani nei confronti dell’uno o dell’altro e conseguentemente ‘nemico’ dell’altro. Restarne fuori è dura… uno è un carissimo amico … l’altro è il suo compagno.
 
Bella situazione davvero… eppure basterebbe parlare. Il pragmatico mi direbbe “e cosa credi abbia fatto ???”, lamentando al contempo (ed ammetto giustamente) che è stato tenuto all’oscuro di tutto. L’altro vistosi attaccato si arrocca in posizioni di difesa forse troppo fondamentaliste vista la situazione “la vita alla fin fine è mia per cui decido io !!”
 
Vorrei che entrambi capiste che avete ragione/torto al contempo. Può sembrare un paradosso, ma non lo è per nulla.
Un rapporto di coppia a mio avviso è un continuo misurarsi e confrontarsi. Però se il gioco diventa “te ne parlo discutiamone” e lui “parliamone ma ho ragione io prima ancora di avviare la discussione” allora diventa una chiacchierata tra sordi !!
 
E’ una partita persa in partenza: non se ne verrà più fuori. Sono dell’idea che una storia arrivata quasi ad un anno di vita, che nel nostro ambiente è già di per se un caso eccezionale, meriti uno sforzo in più.
 
Ok uno ha deciso senza interpellare l’altro, l’altro si sente sminuito e fa la cassandra prevedendo, secondo il proprio modo di ragionare, disfatta su tutti i fronti…. però ragazzi io sono convinto che esiste una giusta soluzione a tutto.
Anche noi nonostante i nostri 10 anni di relazione abbiamo avuto i nostri alti e bassi. E alcuni bassi sono sembrati un baratro senza fine al momento eppure si sono risolti.
 
E’ solo questione di volerlo. Se alla fin fine uno dei due o entrambi sentono che non c’è via di uscita allora forse guarderei più a fondo nel rapporto di coppia per vedere se il vero motivo del contendere possa essere altro. E se si trova il consiglio è sempre quello: parlare parlare parlare.
 
Spero vivamente che sta cosa si sitemi: uno dei due si l’altro forse non ancora, ma la vostra situazione si riflette anche sugli “A”mici che risentono dei vostri malumori… non in senso negativo, ma nel senso che restiamo in apprensione per voi … sperando che le cose prendano una direzione positiva.
 
Non ci fa piacere vedere degli amici soffrire indipendentemente dalla causa o da chi ha avviato la cosa.
Coraggio …. un ramoscello di ulivo a testa e fatevi avanti ….
 
Aspetto BUONE notizie
JC