Gestione protetta dei nostri progetti editoriali.

Un piccolo script, in bash, per editare i nostri libri mantenendoli protetti quando non li usiamo.


Può capitare a chi scrive, specialmente per diletto, di avere il computer in condivisione con altri componenti della famiglia. Oppure, avendo spesso l’impulso di scrivere nei momenti liberi, di usare un computer portatile, che può restare aperto in zone dove bazzica altra gente.

Può anche essere che abbiamo copia aggiornata del nostro lavoro, in progresso, in un’area in cloud, dove notoriamente non è cosa sana tenere file importanti non protetti.

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Ho seguito un utente particolare per diverse settimane: e guardate cosa è successo !!!

Capirete solo se avrete la pazienza di leggere tutto il post.


Era un po’ che ci stavo pensando, ma dopo aver letto questo post, di Shaunta Grimes ero ancora più in dubbio, perché molta gente, quasi per certo, avrebbe pensato ad un post di una (io) persona invidiosa, livida per i suoi risultati etc etc, ma non è così: la mia è solo una valutazione nata da considerazioni originatesi in date molto antecedenti al suo post originale e, devo ammettere sinceramente, rinforzata dal suo ultimo post.

L’idea originale di questo post mi venne, scorrendo i titoli dei post in generale, senza uno schema preciso, come si fa appena arrivati in un ambiente nuovo, ed avevo notato questa cosa, ma mi dissi che sarei stato un folle ad affrontate l’argomento appena iscritto, per cui rimandai la cosa segandomela come da fare; oggi, però, apro Medium e vedo il post di Shaunta Grimes e mi son detto: «Ok, adesso basta: sei iscritto da abbastanza tempo da poter affrontare la questione, per cui tastiera sotto le dita e datti da fare!!!»

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Considerazioni di un sabato pomeriggio.

Su cosa ? su Medium ovviamente !!

Son qui, solo nel parcheggio del centro commerciale, mentre aspetto mio marito che finisca di fare la spesa settimanale. Io devo aspettarlo qui perché le gambe non mi reggono, ma ormai son anni che è così, per cui ormai è una routine: al momento di entrare, deciso in base alla dose di dolore, se seguirlo nel peregrinare tra le corsie o attenderlo in macchina al parcheggio; ed eccomi qui ad aspettarlo seduto in macchina con il mio fidato, piccolo, iPad pronto a raccogliere le considerazioni ed idee al volo.

Stavo leggendo alcuni post su Medium, questa nuova, almeno per me, piattaforma di lettura, scrittura; mentre leggevo mi domandavo come mai questa piattaforma mi abbia preso così frontalmente: da quando ho iniziato a seguirlo, sono molto spesso sulla piattaforma, sia in mobilità, per quel poco che mi muovo, ma molto più spesso dal browser, che con la ormai costante presenza di tab in qualsiasi browser fa risultare comodo avere più articoli aperti in contemporanea. Continue reading →