Editare file remoti in locale senza spostarli o entrare in una shell.

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Per chi abitualmente lavora in ambiente server, succederà molto spesso di dover editare file di testo puro, che sono normalmente file di configurazione di programmi vari, oppure sorgenti di script bash o script Python o sorgenti di programmi C, che sia ansi o C++. Insomma la necessità di dover editare file di testo puro sono innumerevoli. Ci sono diversi editor testuali che si usano in questi casi. Anche perché, di norma, un sistema server, non ha un ambiente grafico, per cui il tutto va fatto in ambiente testuale. Un editor con il quale, chi fa questo genere di lavoro, ha quasi sempre a che fare è vim che di norma è installato per default su tutti gli ambienti server. Esistono anche soluzioni grafiche per vi, come gvim in ambiente GNome oppure MacVim in ambiente oSX.

Quale che sia la versione che usiate, non tutti sanno che si può usare il vim, nella versione installata sul proprio sistema, per editare un file in remoto, senza dover per forza:

  • copiarli in locale, editarli, ricopiarli in remoto
  • entrare nella shell in remoto, editarli, uscire dalla shell remota.

Questo risulta possibile usando la combinazione vim + scp in un solo comando. Per esempio il file script.py sull’host 192.168.1.1 dall’utente andrea potrà essere editato direttamente dal nostro computer con questo comando:

vim scp://andrea@192.168.1.1:22/script.py (ATTENZIONE: path relativo all’utente andrea.)

vim scp://andrea@192.168.1.1:22//etc/hosts (ATTENZIONE: il doppio carattere slash (/) indica un percorso assoluto dalla radice del disco.)

Una volta aperta la schermata di vim vi verrà segnalato, quando il file è stato totalmente caricato, il percorso assoluto del file temporaneo nel nostro sistema ed una richiesta di invio:

“/var/folders/q4/6xwschyd5vg_96pcqsys600gn/T/vYN7lzg/0.list” 1519L, 36321C

Premi INVIO o un comando per proseguire

Dopo la pressione dell’invio avrete l’abituale ambiente di lavoro di vim, con cui potrete editare il vostro file. A lavoro ultimato, i soliti comandi di scrittura ed uscita avvieranno la trasmissione del file aggiornato verso l’host remoto.

Io la trovo una cosa piuttosto comoda, voi ?

I-Ching del giorno 10/07/2017 – Tsienn

Il Presente:

  Tsienn – Lo Sviluppo (il Progresso Casuale)

L’Immagine:

Sul monte è un albero: l’immagine dello sviluppo. Così il nobile dimora in dignitosa virtù per migliorare i costumi. Ogni cosa che cresce lentamente costruisce profonde radici. Un graduale sviluppo porta un progresso.

La Sentenza:

Lo sviluppo. La fanciulla viene data in sposa. Salute! Propizia è perseveranza.

I Mutamenti:

Nove al terzo posto significa: L’oca regale si avvicina gradatamente all’altipiano. Il marito esce di casa e non ritorna più. La moglie porta in grembo un bimbo ma non dà alla luce. Sciagura! Propizio è respingere predoni.

Il Futuro è:

 –  Tunn – La Ritirata

L’Immagine:

Sotto il cielo il monte: l’immagine della ritirata. Così il nobile tiene lontano l’ignobile, non irato, ma pacato.

La Sentenza:

In ritirata. Riuscita. In piccolo è propizia perseveranza.

I-Ching del giorno 7/7/2017 – Scï Ho

Il Presente:

  噬嗑 Scï Ho — Il Morso Che Spezza.

L’Immagine:

Tuono e fulmine: l’immagine del morso che spezza. Così i re di una volta consolidavano le leggi per mezzo di pene chiaramente determinate.

La Sentenza:

Il morso che spezza ha riuscita. Propizio è dar corso alla legge.

I Mutamenti:

Sei al quinto posto significa: Morde in carne di muscolo essiccata. Riceve oro giallo. Essere perseverantemente consci del pericolo. Nessuna macchia!!

Il Futuro è:

 – 無妄 U Uang / l’Innocenza (l’Inaspettato)

L’Immagine:

Sotto il cielo passa il tuono: tutte le cose acquistano lo stato naturale dell’innocenza. Così gli antichi re curavano ed alimentavano, ricchi di virtù ed in armonia col tempo, tutti gli essere.

La Sentenza:

L’innocenza. Sublime riuscita. Propizia è perseverare. Se qualcuno non regge, egli ha disgrazia, e non è propizio imprendere una cosa qualsiasi.

I-Ching del giorno 6/7/2017 – Li

 

 

 

Il Presente:

– 噬嗑 Scï Ho / il Morso Che Spezza

 

L’Immagine:

La chiarità sorge due volte: l’immagine del fuoco. Così il grand’uomo illumina continuando questa chiarità le regioni del mondo.

La Sentenza:

L’illuminazione. Propizio è il perseverare. Essa reca riuscita. Cura della proprie cose ci reca salute.

I mutamenti:

Sei al quinto posto significa:

Morde in carne di muscolo essiccata. Riceve oro giallo. Essere perseverantemente consci del pericolo. Nessuna macchia!

 

Il Futuro:

– 無妄 U Uang / l’Innocenza (l’Inaspettato)

L’immagine:

Sotto il cielo passa il tuono: tutte le cose acquistano lo stato naturale dell’innocenza. Così gli antichi re curavano ed alimentavano, ricchi di virtù ed in armonia col tempo, tutti gli esseri.

La sentenza:

L’innocenza. Sublime riuscita. Propizia è perseveranza. Se qualcuno non ha retto egli ha disgrazia, e non è propizio imprendere una cosa qualsiasi.

 

Gestione protetta dei nostri progetti editoriali.

Un piccolo script, in bash, per editare i nostri libri mantenendoli protetti quando non li usiamo.


Può capitare a chi scrive, specialmente per diletto, di avere il computer in condivisione con altri componenti della famiglia. Oppure avendo spesso l’impulso di scrivere nei momenti liberi, di usare un computer portatile che può restare aperto in zone dove bazzica altra gente.

Può anche essere che abbiamo copia aggiornata del nostro lavoro, in progresso, in un’area in cloud, dove notoriamente non è cosa sana tenere file importanti non protetti.

Questo script, l’ho creato proprio per questo scopo: uso MEGA, come area di sincronizzazione cloud dei miei dati importanti; e pur essendo nominalmente codificati da loro, preferisco aggiungere un livello di sicurezza personale ai miei file.

Essendo una cosa, per me legata, esclusivamente ai libri in scrittura, ho creato lo script per la specifica attività, ma modificarlo per integrarlo in un vostro script di backup, per esempio, non è cosa complicata per nulla.

Lo script fa queste 12 cose:

  1. Verifica l’ambiente di lavoro se oSX (Mac) o Posix (Linux) e di conseguenza cerca due particolari tool necessari per la cancellazione sicura dei file. Nel caso di oSX cerca bcwipe nel caso di Posix cerca wipe. I due tool fanno praticamente la stessa cosa: ossia ricoprire il file, byte per byte con caratteri casuali per un certo numero di volte. È una delle procedure standard più usate per la cancellazione sicura di un oggetto posto su un file system.
  2. Se il rispettivo tool, a seconda del sistema operativo, non risulta presente viene segnalata la necessità di installarlo e la procedura termina.
  3. Lo script si sposta nella cartella /tmp ove terrà tutti i file transitori, mentre lavorerete al vostro progetto.
  4. Viene decriptato il file salvato l’ultima volta, chiedendo la password usata nella fase di codificazione precedente.
  5. Viene usato il comando open per avviare il programma, assegnato dal sistema operativo, per l’apertura di un file con una certa estensione. Nel mio caso usando file con estensione .scriv viene aperto il programma Scrivener che a sua volta aprirà il file associato. La comodità di open sta nel fatto che cambiassi tipo di programma, non servirebbe mettere mano allo script per la parte avvio programma, perché capirebbe da solo che se è un .doc(x) deve aprire Office, se è un .odt deve aprire LibreOffice, se e un .pages deve avviare Pages e così via.
  6. A questo punto la procedura si mette in attesa della pressione del tasto INVIO, lasciandovi tutto il tempo che è necessario per passare a Scrivener (nel mio caso) per creare, editare o cancellare il documento. Una volta terminate le modifiche chiudo il programma totalmente e torno allo script premendo il tasto INVIO per farlo proseguire.
  7. Viene raggruppato in un file .tar tuto il materiale della cartella, sotto cartelle incluse.
  8. Viene eseguita la codifica usando openssl e chiedendovi password e verifica password.
  9. Il file generato avrà una estensione .encrypt: una mia scelta arbitraria; essa non è associata in automatico ad openssl.
  10. Viene verificato nuovamente in che sistema operativo siete, ed a seconda di quale viene riscontrato, viene eseguito il necessario per la cancellazione sicura dei dati temporanei nella cartella /tmp
  11. Viene presentata una notifica di corretta chiusura della procedura
  12. Venite riportati nella cartella originaria in cui saranno presenti solo il file script, in bash, ed il file criptato contenente tutto il vostro materiale.

Alcune note:

  • L’uso delle procedure di cancellazione sicura può essere piuttosto lunga nel caso di progetti complessi in cui, oltre al puro testo, siano memorizzati, nella stessa cartella, o in sottocartelle del progetto come di solito si fa, di molte altre cose come ricerche, schede personaggi, capitoli alternativi, immagini, video ecc. ecc. La regola di base è che più sono i file da cancellare, e più sono grossi, più tempo la cancellazione sicura necessiterà.
    Potete usare la cancellazione tradizionale, molto più rapida, ma ovviamente meno sicura: è una vostra scelta. Nel caso decidiate per la cancellazione rapida troverete un secondo listato modificato per questa esigenza.
  • Potete usare multiple versioni dello stesso script per progetti diversi: basterà tenere lo script, modificato per la parti nome file e cartella originaria, nelle rispettive cartelle dei rispettivi progetti.
    Io per esempio ho una cartella $HOME/…/Writer in cui ho le cartelle con i vari progetti ed uno script per ogni cartella, chiaramente adeguata al nome progetto.
  • Lo script una volta creato va reso eseguibile con il comando chmod u+x nomescript.
  • Per le estensioni, in Linux non hanno alcuna importanza: una volta reso eseguibile che sia .sh o meno non cambia nulla, sebbene per definizione uno script bash dovrebbe avere una estensione .sh; ma per convenzione: non per necessità.
    Per quanto riguarda oSX (Mac) la cosa è un po’ diversa: se lanciate lo script da Finder (il file manager grafico di Mac) con il doppio click tradizionale, allora il file DEVE avere l’estensione .command. Se non ha questa estensione, il file manager (Finder) si rifiuterà di eseguirlo, nonostante lo abbiate definito eseguibile.
    È una impostazione propria di questo sistema operativo, per cui dovete sottostare a questa regola. Se invece sempre da oSX (Mac) lo eseguite dal terminale allora valgono le stesse regole viste per Linux: ossia l’estensione non ha importanza al fine di eseguire lo script stesso purché sia attivo il bit per l’esecuzione.

A seguire il codice, vero e proprio, dello script bash con cancellazione sicura:

#!/bin/bash
#
# Versione per oSX: unica differenza rispetto a linux è:
# bcwipe: tool oSX per cancellazione sicura dei file e dir
# wipe: tool Linux per cancellazione sicura dei file e dir
#
if [ "$(uname)" == "Darwin" ]; then
   if ! [[ -x "/opt/local/bin/bcwipe" ]]
      then
          echo -e "\n\nDevi installare il pacchetto bcwipe per eseuire questo script!!\n\n"
          exit -1
      fi
elif [ "$(expr substr $(uname -s) 1 5)" == "Linux" ]; then
     if ! [[ -x "/opt/local/bin/wipe" ]]
        then
        echo -e "\n\nDevi installare il pacchetto wipe per eseuire questo script!!\n\n"
        exit -1
     fi
fi
#
# Assegna a $Libro il percorso attuale del libro
#

cd -- "$(dirname "$0")"
Libro01=$HOME/MEGA/ownCloud/Documenti/Writer/Libro01    

#
# Spostarsi in /tmp e decriptare il file
# Estrarre il tar
#

cd /tmp
openssl des3 -d -salt -in $Libro01/Libro01.tar.encrypt -out Libro01.tar &&
tar pxf Libro01.tar &&

#
# Usiamo il comando open per avviare Scrivener
# open avvia l'applicazione associata all'estensione del file
#

open /tmp/Libro01/Libro01.scriv

#
# Metti in pausa sino a pressione del tasto INVIO
# e proseguiamo con la nostra creazione, edizione o cancellazione
# del nostro testo.
#
# A chiusura di Scrivener torniamo al termiale
#

read -p "Premi [Invio] per continuare..." 

#
# Crea tar della cartella Libro01 e relative sotto cartelle
# Usa openssl per crittografare il file ottenuto
#

tar cf Libro01.tar Libro01/ &&
openssl des3 -salt -in Libro01.tar -out $Libro01/Libro01.tar.encrypt &&

#
# Distruggi i file usando bcwipe o wipe a seconda dell'OS
#

echo -e "\n\nDistruggo tracce di tutti i file in chiaro...."
if [ "$(uname)" == "Darwin" ]; then
   bcwipe -md -fI Libro01.tar &&
   bcwipe -md -rfI Libro01/
elif [ "$(expr substr $(uname -s) 1 5)" == "Linux" ]; then
   wipe -qsf Libro01.tar &&
   wipe -Rqsf Libro01/
fi

echo -e "\n\nFiles in chiaro distrutti !!\n"
cd $Libro01
exit 0
 

Chiaramente il percorso $HOME/MEGA/ownCloud/Documenti/Writer/Libro01 va sostituito con il percorso che punta al vostro scritto. In questo esempio era un Libro in una cartella denominata Libro01.

Segue la versione senza i comandi di cancellazione veloce: non serve più determinare in che sistema operativo siamo.

#!/bin/bash
#
# Assegna a $Libro il percorso attuale del libro
#

cd -- "$(dirname "$0")"
Libro01=$HOME/MEGA/ownCloud/Documenti/Writer/Libro01

#
# Spostarsi in /tmp e decriptare il file
# Estrarre il tar
#

cd /tmp
openssl des3 -d -salt -in $Libro01/Libro01.tar.encrypt -out Libro01.tar &&
tar pxf Libro01.tar &&

#
# Usiamo il comando open per avviare Scrivener
# openavvia l'applicazioneassociata all'estensione del file
#

open /tmp/Libro01/Libro01.scriv

#
# Metti in pausa sino a pressione del tasto INVIO
# e proseguiamo con la nostra creazione, edizione o cancellazione
# del nostro testo.
#
# A chiusura di Scrivener torniamo al termiale
#

read -p "Premi [Invio] per continuare..."

#
# Crea tar della cartella Libro01 e relative sotto cartelle
# Usa openssl per crittografare il file ottenuto
#

tar cf Libro01.tar Libro01/ &&
openssl des3 -salt -in Libro01.tar -out $Libro01/Libro01.tar.encrypt &&

#
# Distruggi i file usando usando i comandi standard
#

echo -e "\n\nDistruggo tracce di tutti i files in chiaro...."

del Libro01.tar &&
rm -r Libro01/ &&

echo -e "\n\nFiles in chiaro distrutti !!\n"

cd $Libro01
exit 0

Se avete qualche dubbio contattatemi pure.

Chiaramente, la prima volta dovrete creare il file crittato a mano con questi due semplici comandi:

tar cf VostraCartellaDati.tar VostraCartellaDati/ &&
openssl des3 -salt -in VostraCartellaDati.tar -out VostraCartellaDari.tar.encrypt
 
In questo modo otterrete il vostro file VostraCartellaDati.tar.encrypt che verrà gestito dallo script.
 
 
Immagino, visto la presenza della shell Bash in Windows che si possa usare anche negli ambienti Microsoft, ma non ho mai sperimentato la cosa per cui non garantisco.
 
 
 
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Spoofare indirizzo MAC

 


Uno dei tanti passi per incrementare la nostra sicurezza in rete.


Cominciamo con paio di domande: 

  1. cosa è un indirizzo MAC?
  2. cosa significa fare uno spoof di un indirizzo MAC?

dunque:

  1. Avete presente quante schede di rete possano esister al mondo? Miliardi chiaramente. L’industria elettronica aveva bisogno di un metodo per identificare ogni singola scheda per eventuali identificazioni e riparazioni (che poi qualcuno come NSA o tribunali ne facciano altro uso è un altro paio di maniche!!); ecco l’indirizzo MAC: è il modo in cui hanno risolto questo problema.
    Ogni scheda di rete ha un codice univoco identificativo e si chiama appunto indirizzo MAC. Per cui, avendo l’indirizzo MAC, possiamo sapere chi ha costruito la scheda o meglio l’azienda può sapere se è una propria scheda di rete o meno.
    Questo indirizzo contrariamente all’attuale indirizzo di rete ha un formato in numerazione esadecimale tipo 00:50:56:26:2f:e4 quindi sei valori esadecimali divisi da il carattere due punti. Va da se che l’indirizzo MAC può essere usato anche per identificare una precisa macchina e di conseguenza anche una specifica persona!! Per cui se in qualche modo possono leggere il vostro indirizzo MAC possono associarlo a voi in maniera diretta.
  2. Si intende fare lo spoof di un indirizzo, in generale, quando rendiamo visibile un indirizzo che non sia il nostro reale indirizzo. In questo caso, laddove venga letto il nostro MAC, non vedranno il nostro indirizzo MAC reale, ma un numero a casaccio inventato dallo script.

Spiegato questo dobbiamo installare il tool, che è stato scritto in Python e quindi lo possiamo installare con i seguenti comandi:

  • sudo pip install SpoofMAC oppure
  • sudo easy_install SpooMAC

Un metodo vale l’altro: dipende se avete installato pip o meno. Il comando installato è spoof-mac, se lo digitiamo senza parametri otterremo l’help relativo:

MacBookAir:~ jc$ spoof-mac

Usage:

    spoof-mac list [–wifi]
    spoof-mac randomize [–local] <devices>…
    spoof-mac set <mac> <devices>…
    spoof-mac reset <devices>…
    spoof-mac normalize <mac>
    spoof-mac -h | –help
    spoof-mac –version

di conseguenza ho creato questo script che esegue i vari comandi necessari per eseguire lo spoof della nostra scheda Wi-Fi. Chiaramente potete adattarla anche alla scheda con attacco cavo nel caso vogliate usarlo anche su un computer Desktop.

##

## Verifica se l’utente è root o il comando è stato prefisso con sudo: se NO esci !!

##

clear

if [ “$(id -u)” != “0” ]; then

   echo “Questo script DEVE essere usato come root o prefisso con sudo !!” 1>&2

   exit -1

fi

spoof-mac list –wifi

spoof-mac randomize en0

spoof-mac list –wifi

ifconfig en0 up

 

Lo script verifica inizialmente se lo avete lanciato da root o se avete prefisso il comando con sudo, se non è cosi lo script viene terminato ritornando -1

In caso l’esecuzione sia eseguita da root allora viene effettuata, a video, una lista in cui viene visualizzato:

  • il nome della scheda, nel mio caso en0 con il suo indirizzo MAC reale;
  • assegna alla scheda en0 un indirizzo MAC casuale, spegnendo la scheda wifi prima di effettuare l’assegnazione; 
  • viene eseguita nuovamente la lista in modo da far vedere l’indirizzo MAC reale e quello inventato dal programma;
  • la scheda en0 viene attivata di nuovo per poter essere utilizzata.

Chiaramente non lo fate in remoto sulla scheda da cui siete entrati o vi vedrete sbattere fuori per caduta della connessione !! 🙂

Lo script, così com’è, va bene per la stragrande maggioranza dei portatili. Unica nota verificate il nome della vostra scheda wifi: en0 per esempio è un nome tipicamente di macchine Apple. Se usate Windows o Linux il nome della scheda cambia totalmente. Per esempio in Linux della famiglia Debian, e derivate varie, la schede di rete si chiamerà wlan0.

Di conseguenza, dovete prima fare una verifica del nome della vostra scheda di rete usando il comando spoof-mac list –wifi ottenendo:

MacBookAir:~ jc$ spoof-mac list –wifi

– “Wi-Fi” on device “en0” with MAC address 10:93:E9:07:08:DA

dopo la parola device troverete il nome della scheda tra virgolette, nel mio caso appunto en0

Buon anonimizzazione !!

 

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Sei un blogger ? Ti presento ScirbeFire. (parte seconda)

Ho già scritto un post su ScribeFire, ma in quello descrivevo solo le potenzialità del plugin. Oggi voglio farvi vedere alcune operazioni pratiche sul campo come associare un blog, scorrere i post esistenti caricati all’associazione, modificare un post vecchio e crearne uno nuovo.

Appena installato, ovviamente non sarà presente nessun blog su cui operare per cui iniziamo con il caricamento di uno dei nostri blog al plugin: tutti i comandi, esclusi quelli di edizione sono nel lato sinistro della schermata.

Sezione BLOG

La prima voce in effetti e BLOG con, dal lato opposto il comando Aggiungi un nuovo blog.

Sezione Blog per caricamente/modifica/cancellazione Blog associato al plugin.

Clicchiamo ora sulla voce Aggiungi un nuovo blog e si aprirà il seguente form:

Lo compiliamo nelle varie parti che ci verranno chieste in sequenza automatica, a seconda della piattaforma non tutte le voci dovranno essere compilate) iniziando con l’url del nostro blog:

Cliccando sul pulsante Successivo il plugin, se la piattaforma è tra quelle gestite, si compilerà automaticamente il campo Tipo Blog e vi chiederà le credenziali per l’accesso: 

Compilate le credenziali e cliccate sul pulsante Finito. Se tutto andrà nel modo corretto il form si chiuderà ed apparirà per qualche secondo la scritta Il blog è stato caricato con successo appena sopra il form intitolato BLOG in altro a sinistra. Inoltre nel menu a tendina, sempre della sezione blog, sarà già caricato il nome del vostro blog con il suo url, in questo esempio sarà Dico La Mia Su (dicolamiasu.jcsh.eh):

A questo punto avete caricato il vostro primo blog, dico primo perché potete configurarne quanti volete purché siano di una categoria di quelle gestite, elencate qui sotto:

Chiaramente la tipologia Atom vi permetterà di gestire anche altre piattaforme se sapere come funziona il protocollo Atom, ma questo esula dal contesto di questa estensione alla recensione.

Nella sezione BLOG poi vi sono i pulsanti Vedi utilizzato per aprire un nuovo tab ed invocare il sito blog; Modifica per poter modificare i parametri del blog che state agganciando, aveste sbagliato qualcosa; Rimuovi per rimuovere il blog puntato nel menu a tendina dal plugin: solo dal plugin!! Il sito del blog non viene chiaramente toccato in questo caso.

Sezione POST

La seconda sezione è POST con, dal lato opposto il comando Inizia un nuovo POST. Appena sotto un selettore a tendina con selezionata la voce (nuovo) e sotto un campo per inserire eventuali filtri nella selezione dei post. Se clicchiamo sulla doppia freccia del selettore a tendina vedremo tutti i post già scritti sul vostro blog e caricati dal plugin:

 
Nel mio caso ve ne sto facendo vedere solo una parte: chiaramente la lista sarà lunga sino al bordo inferiore della pagina e se non sufficiente compariranno sulla destra i soliti cursori per scorrere la pagina su e giù.
 
Se selezionate uno dei post e ci cliccate sopra il contenuto sarà caricato nell’editor e sarà pronto per essere modificato a piacimento:
 
 
Se invece volete iniziare un nuovo post semplicemente cliccate sulla voce Inizia un nuovo post. Facendolo verranno inizializzati tutti i valori necessari e sarete portati con il cursore nel campo del titolo del post vuoto:
 
 
A questo punto potrete iniziare a comporre il vostro articolo, sfruttando l’editor interno del plugin o un editor esterno facendo poi copia incolla.
 
Una nota sulle immagini: quando caricate un’immagine nel vostro articolo, se seguite bene quello che succede nel form di caricamento, vedrete che nel punto prima di avviare l’inserimento, l’immagine avrà un url che non punta al vostro disco anche se l’immagine viene da li. Questo perché una volta selezionata l’immagine essa viene caricata nell’apposita area dati server del vostro blog quindi sul sito di destinazione. Questo avviene perché in passato si è notato che pubblicare immagini semplicemente incollate nel vostro documento, al momento di pubblicarlo spesso si creavano problemi. Hanno deciso di conseguenza di trattare i file media, in generale, come se venissero editati direttamente dal vostro sito WordPress e indi caricando il file sul server su cui è installato. In questo modo si garantisce che le immagini siano al posto corretto con le dimensioni corrette al momento di visualizzare il post sul sito del blog.
 
Vediamo ora le varie possibilità durante la digitazione del testo del vostro articolo:
 
 
Andiamo nell’ordine dalla prima icona in alto a sinistra all’ultima a destra della seconda riga.
 
  • Selezione del colore del testo
  • Selezione dello sfondo del testo
  • Imposta/Disattiva Grassetto
  • Imposta/Disattiva Corsivo
  • Imposta/Disattiva Sottolinea
  • Imposta/Disattiva Barrato
  • Allinea a Sinistra
  • Allinea al Centro
  • Allinea a Destra
  • Allinea Giustificato
  • Elenchi Puntati
  • Elenchi Numerati
  • Riduci indentazione
  • Aumenta indentazione
  • Imposta/Disattiva Citazione
  • Taglia ciò che è selezionato
  • Copia ciò che è selezionato
  • Incolla ciò che è selezionato
  • Cancella formattazione a ciò che è selezionato
  • Attiva/Disattiva link a ciò che è selezionato
  • Inserisci link You Tube
  • Inserisci/Modifica Immagine 
  • Inserisci/Modifica Video
  • Inserisci Tabella
  • Seleziona tipo font
  • Seleziona dimensione font
  • Inserisci post splitter
  • Entra/Esci modalità Full Screen
  • Imposta/Disattiva Apice
  • Imposta/Disattiva Pendice

Come vedete le possibilità sono tante, molte di più di quelle generalmente offerte dei post editor pubblicati dagli stessi gestori della piattaforma del blog che usate. Per esempio l’editor di WordPress non permette di selezionare ne font ne dimensione font, non permette la gestione del colore dello sfondo, non permette la formattazione di tipo giustificato e così via.

Anche qui è possibile passare in formato HTML se proprio si volesse fare qualche modifica a livello di codice del post, ma in anni che lo uso non mi è mai capitato di averne la necessità. Doveste averne bisogno basta cliccare su Modifica il Codice (HTML e Markdown)  tra il titolo del post e l’area di editing:

 

Direte voi: “Che c’entra il MarkDown?” C’entra perché dalle impostazioni è possibile attivare il linguaggio MarkDown per la scrittura del post. Questa con, poche a dire il vero, altre opzioni che possono essere impostate nel plugin sono accessibili cliccando sul pulsante ScribeFire Options nell’ultima sezione intitolata SETTINGS AND DATA.

Le opzioni modificabili sono le seguenti:

Molto comoda la prima opzione, attivata di default, per via della quale, se avete più blog configurati, il medesimo post può essere pubblicato su altri vostri blog.

Area inferiore alla finestra di Editing

Se espandete le due aree sotto la finestra di edizione del post, EstrattoCampi Personalizzati, potete compilare, nel primo campo, un riassunto del vostro articolo, nel secondo potete assegnare valori a campi particolari, per esempio, di un vostro plugin su WordPress ed assegnargli un valore.

Area inferiore Pubblica

Impostazione del momento di pubblicazione. 


Non sempre si ha il tempo di scrivere il post nel momento in cui serve. Il form che trovate in basso nella sezione ci permette di scrivere il nostro post per tempo e pubblicarlo in un momento successivo senza dover essere davanti al tastiera: basterà programmare il mese, giorno ed anno ed anche l’ora ed i minuti, ed il post sarà pubblicato in quel preciso momento. Praticamente il post sarà già nel sito, ma non visibile sino allo scadere dell’ora impostata. A quel punto diventerà pubblico e di conseguenza visibile a tutti. Comodo no?


Gli ultimi due pulsanti, ossia Salva aggiornamenti Publish Post  sono piuttosto auto esplicativi, comunque, in sintesi: 

  • Salva Aggiornamenti: salva il contenuto ma non pubblicarlo (creazione o aggiornamento BOZZE)
  • Publish Post: salva il contenuto e pubblicalo (pubblicazione vera e propria del POST)

Direi che abbiamo visto praticamente tutto quello che serviva di questo molto efficiente post editor per piattaforme blog. Come dicevo già nel post precedente, Medium.com non viene visto come blog per cui non è, al momento almeno, possibile usarlo per pubblicare direttamente su quella piattaforma; e visto la scarsità degli aggiornamenti temo anche non succederà a breve.

Spero questa estensione, della precedente recensione di ScribeFire, sia stata utile a qualcuno; Eventuale share su vostre piattaforme social saranno ovviamente più che gradite!!

Writer: una web app Chrome per scrivere.

Recensione di un’altra applicazione Distraction Free, ma con delle frecce nel suo arco interessanti questa volta!!


Parliamo di Writer una web app, per Google Chrome, nata come editor in tecnologia Disctration Free e reperibile nello store di Chrome stesso.

Ho già dato una mia descrizione, in line di massima di questo editor, ma adesso voglio fare una analisi più approfondita del tool; questo perché comunque ha parecchie opzioni, su cui è possibile agire, per renderlo esattamente come lo vogliamo noi.

Chiaramente ci sono delle cose che non possono essere modificate, come per esempio l’attivazione della correzione automatica, o della sostituzione automatica del testo. Anche la giustificazione non è presente, come direi giusto che sia, visto che stiamo parlando di una emulazione di una macchina da scrivere, elettronica o meccanica che sia.

Ora partiamo dall’inizio e vediamo un po’ che tipo di opzioni ci offre questo editor Distraction Free chiamato Writer.

Innanzi tutto è una web app, per cui va installata su Chrome dalla sua pagina aggiunta estensioni.

Writer Chrome WebApp

Fatto questo possiamo iniziare ad usarlo. Prima cosa si deve loggarsi al sistema e si può fare in due diversi modi:

  1. Si può accedere con un qualsiasi account gmail.
  2. Si può accedere con un account creato precedentemente sul sito di Writer.

Io opto di solito per la prima, ma chiaramente ognuno fa come gli pare 🙂
Una volta fatto l’accesso ci si trova in un ambiente con schermo nero e testo verde piuttosto brillante, di vecchio stile per capirci!! Da qui si può riprendere ad editare un testo precedentemente iniziato, oppure iniziare a scrivere considerando il documento come nuovo.

In alto a sinistra c’e’ un’icona con tre cerchi concentrici, che di solito in questo genere di applicazione indica i ‘goal’ che si vogliono raggiungere o in termini di caratteri o in termini di parole scritte.

Writer Impostazioni03

In basso, invece, abbiamo a sinistra una barra di icone che permettono varie operazioni come salvataggio, apertura o esportazione di un file; sia su disco che su cloud. Sempre da qui è possibile avviare la stampa, esportare direttamente il file in formato PDF, rendere il documento un documento totalmente di testo, terzultima icona, molto usata agli inizi e la classica rotella dentata che ci apre la pagina delle impostazioni. A seguire un icona per l’help on line, una breve sezione ‘About’ ed classico cestino della spazzatura per ‘gettare via’ il file in uso.

A destra invece abbiamo riportato, quasi in tempo reale, il numero delle parole e dei caratteri scritti sino a quel momento, oltre al numero delle pagine, calcolato in base al valore che avrete digitato nelle impostazioni dove è possibile inserire un valore numerico che rappresenta il numero di parole che compongono una pagina.
Sinceramente io avrei usato un parametro tipo numero di righe per definire una pagina, ma considerato che si può editare un testo che magari finirà in un text box di dimensioni arbitrarie, può anche essere che il numero di parole, per indicare la lunghezza di una pagina, non sia del tutto sbagliato come parametro.

Il file testo viene salvato così come lo vedete nella schermata, mentre il file PDF viene ‘arricchito’ da una intestazione con la prima riga più la mail di iscrizione. Il footer invece riporta il nome del sito della web app.

Per ottenere un file PDF pulito, dall’header e dal footer, conviene stampare, verso PDF, il file testuale salvato, perché se tentate la stessa cosa dalla funzione di stampa della web app, inserirà comunque l’header ed il footer, cosa che potrebbe darci noia.

Ora vediamo un po’ la sezione impostazioni che sicuramente è quella più nutrita e che merita maggior approfondimento: cliccando l’icona delle impostazioni si apre una pagina con tre tab:

  1. Interface
  2. Account
  3. Extras

Writer Impostazioni01

Nella prima troviamo tutto quello che riguarda l’interfaccia visiva dell’editor e si comincia con i due campi per la selezione del colore del teso e dello sfondo. entrambi vanno espressi nella classica notazione esadecimale a 3 digit. Comunque niente paura: quando selezionate il valore attualmente impostato si attiva automaticamente il classico selettore per colori con la corona per la selezione del colore di massima ed all’interno della corona il quadrato con le specifiche più precise per la selezione del colore che vogliamo. Appena selezionato, il colore, il campo viene aggiornato automaticamente con il corrispondente valore esadecimale.

Tra l’altro, mentre facciamo delle prove di qualsiasi parametro delle impostazioni un quadrato a destra riporta una porzione dell’editor con il risultato che otterremmo applicando quella data impostazione.

Stesso discorso vale per lo sfondo. Tenete a mente che per ‘sfondo’ non si intende solo il background del singolo carattere ma lo sfondo dell’intera area dell’editor.

Il campo successivo permette di scegliere tra alcuni font: per default è selezionato il carattere a dimensione fissa di sistema, qualunque esso sia. Cliccando nel campo però è possibile scegliere da alcuni font tra una decina per tipo: Serif e San Serif, oltre ad una decina di font specifici dell’applicazione.

Al solito man mano selezionate per decidere quale usare il solito riquadro a destra vi mostrerà l’applicazione temporanea nell’area di editing.

A scendere troviamo un controllo slide per la dimensione del font: non viene riportato il valore corrispondente, ma direi che si va da un 8px ad un 24px. Mi pare di aver capito che non è possibile scegliere dimensioni di font diversi per diverse aree del testo. D’altronde una macchina da scrivere non lo farebbe per cui non lo fa nemmeno il programma.

Successivamente c’è un selettore a tre voci per l’interlinea: i valori son solo tre, ma sufficienti, in linea di massima, per la stragrande maggioranza dei casi:

  1. Single
  2. 2. 1.5
  3. Double

Appena sotto troviamo un’altro campo in cui scegliere che tipo di riproduzione audio vogliamo per la digitazione: anche qui tre possibilità:

  1. None (silenzioso)
  2. Manual typewriter
  3. Elettrical typewriter

Cosa faccia questo impostazione è abbastanza intuitivo: alla pressione di ogni tasto potete ottenere nessuno suono, uno suono di macchina da scrivere manuale o elettrica. Credevo fosse solo un vezzo, invece ho scoperto che ‘sentire’ la cadenza dei tasti premuti, da una certa fluidità nello scrivere, ma magari è solo una mia impressione.

Voce successiva: controllo slide per il volume dei suoni sopra selezionati, sempre che abbiate selezionato un tipo di macchina da scrivere.

A seguire uno slider che determina l’opacità dell’area sotto il testo dove sono presenti le icone e le info sul numero parole e caratteri: maggiore il valore dello slide maggiore sarà la persistenza e visibilità dell’area icone.

Chiaramente anche se il valore è zero e la barra di conseguenza non è visibile, basta passarci il puntatore del mouse sopra e diventa immediatamente visibile.

Ultime due voci sono box a selezione per attivare o meno la funzionalità del tab in quanto tasto tab reale, ed il successivo attiva le keyboard shortcuts, di cui però, per ora, non ho visto alcuna definizione in giro per la manualistica on line.

Per chiudere: due pulsanti uno per ‘Applica’ ed uno per ‘Annulla’ e la prima tab delle impostazioni è conclusa.

Il secondo tab, ‘Account’, specifica che si possono usare account OpenID per registrarsi, e permette anche di modificare la password o cancellare l’account; mentre il terzo tab ‘Extras’ fa riferimento alla feature del programma:

Writer Impostazioni02

  1. non aprire automaticamente l’ultimo documento lavorato all’avvio.
  2. Alla pressione del tasto ENTER immettere due righe vuote.
  3. Inserire un tab dopo il capolinea, comodo per chi scrive ebook.

A seguire una casella in cui inserire il numero di parole per la definizione della lunghezza di una pagina: valore arbitrario, non ci sono limitazioni mi pare.

Poi vengono riportate le aggiunte al programma in caso di accesso ad account PRO:

  1. Accesso in salvataggio a Dropbox, Google Docs ed Evernote
  2. Download dell’intera libreria testi in formato ZIP
  3. Conteggio parole e caratteri in tempo reale.
  4. Accesso a Thesaurus.
  5. Gestione delle revisioni.
  6. … ed altro ancora.

E con questo abbiamo terminato la descrizione del pannello impostazioni di Writer.

Impressioni d’uso:


devo dire che la web app è piuttosto snella, non consuma molta memoria, nemmeno con testi di grosse dimensioni.

Contrariamente a quanto credevo, l’uso del suono dei tasti aiuta a ‘tenere il ‘ritmo’ mentre si scrive.

Inoltre, questo editor, aiuta a riprendere confidenza con l’uso di caratteri accentati, uso corretto di doppie lettere e segni di interpunzione: non gestendo, il sistema di auto correzione ne sostituzione di testo programmato, le lettere accentate devi scriverle premendo il tasto corretto in quanto l’editor altrimenti te lo segnala come errore non correggendolo in automatico e quindi se non provvedi ad usare il tasto giusto ti resta la parola sottolineata in rosso in quanto errata.

Chiaro che finito il lavoro di scrittura vera e propria, il fatto che si possa salvare il file in txt puro, aiuta poi ad importare il tutto nel programma di edizione che userai per comporre il tuo manuale, relazione, ebook o quello che sarà.

A quel punto potrai occuparti di editare, impaginare e tutto quello che serve DOPO aver finito la fase di scrittura senza distrazioni.

Unico dubbio: visto che i vari file iniziati sono comunque reperibili dal menu inferiore, non viene specificato se questi testi sono memorizzati in un area cloud del programma o localmente da qualche parte sul disco: sarebbe carino saperlo.

Leggere Medium.com via RSS

Oggi, da buon vecchio internauta, mi sono chiesto se fosse possibile leggere Medium.com nel vecchio stile degli RSS. Trovo i feed molto comodi per diverse situazioni, per cui mi son messo a scartabellare, googlare (Dio !!! Quanto odio questo verbo!!!) e sperimentare.

NON ho trovato documentazione a riguardo, ma facendo qualche test, a memoria, su come venivano creati gli indirizzi RSS una volta, sono arrivato a questa conclusione, sperimentata e funzionanate:

Indirizzo feed: https://medium.com/feed/@IgaRyu

Praticamente con questo tipo di costruzione url si può agganciare al nostro lettore RSS prefrito il nostro account o quello di un nostro amico che seguiamo:

RSS

RSS2

Chiaro è una notizia che non è quella del secolo, ma se qualcuno ancora usa gli RSS, o ne sentisse la necessità, tipo leggersi le ultime news da un aggregatore RSS su un cellulare senza aprire l’applicazione dedicata di Medium, così lo può fare.

Speriamo di essere stato utile a qualcuno, sennò fate come se non aveste letto.

Dello scrivere e le mappe mentali.

Quando la tecnologia può venirci incontro.


Era un po’ che ci pensavo: usare le mappe mentali può aiutare uno scrittore a produrre meglio? Dopo molto tempo passato a pensarci alla fine ho deciso di provare e vedere che sarebbe successo. Di programmi per la generazione di mappe mentali ce sono a iosa: a pagamento, open source e gratuiti. Io per il solito problema di utilizzo su diverse piattaforme, primariamente Linux e Mac, ma anche occasionalmente windows, ho provato:

  • XMind
  • FreeMind2

Li mi son fermato perché alla fin fine, le funzioni sono praticamente le stesse per tutti. Le uniche differenze che ho notato, che fossero degne di nota, sono le capacità di esportazione/importazione da e verso altri programmi di gestione di mappe mentali.

Come test ho usato FreeMind2, iniziando con il creare una mappa per un capitolo specifico di un romanzo che sto scrivendo: perché solo un capitolo direte voi, perché questo romanzo, in particolare, lo sto pubblicando settimanalmente, ossia un capitolo alla settimana, per cui l’unità minima di scrittura del romanzo è il capitolo. Chiarito questo dubbio ho iniziato con la classica nuvoletta centrale con il titolo del capitolo e da li ho iniziato a compilare la mia mappa.

MappaMentale01

Mappa mentale a rappresentazione grafica

Questa è una mappa, di massima, del capitolo. Potete vedere la numerazione delle sezioni, purtroppo non automatica, ma facile da mantenere. La cosa più comoda, in questa faccenda della mappa mentale, sta nel fatto che per ogni area figlio sotto avete un’area in cui potete scrivere quello che vi pare. Io ci ho messo una traccia di cosa succede ed un piccolo riassunto della sezione.

MappaMentale02

Sviluppo di un singolo nodo

Le varie sottolineature in rosso sono presenti solo perché in FreeMind ancora l’italiano non è gestita come lingua e quindi come vocabolario.

Continuando a ripetere il processo per le varie sezioni, alla fine della mappa vi troverete con una versione bozza del vostro capitolo già bella che pronta!!

Basterà esportare la mappa in formato Open Document Writer ed otterrete qualcosa del genere:

MappaMentale03

Esportazioe in formao testo (MarkUp/HTML)

Ossia un documento in formato .odt leggibile da Word, LibreOffice, OpenOffice, TextEdit e tanti altro editor di testo che supportano il formato .odt ossa open document text. Da qui potete importare, o fare copia incolla nel vostro editor per romanzi preferito, che sia Scrivener, Ulysses, LibreOffice+Plugin EBook, IBooks Author o altro: in tutti è permesso l’incolla dal testo non formattato!!

Adesso potete mettere mano al testo e sistemarlo ampliandolo, formattandolo o qualunque altra cosa vogliate farci. Differenze rispetto al solito modo di procedere? Ossia foglio bianco e inizia a scrivere?

  • Minori tempi per la stesura complessiva del capitolo;
  • maggiore coerenza temporale;
  • maggiore precisione dei dettagli ambientali;
  • maggiore precisione nella gestione dei personaggi;
  • maggiore precisione nella gestione degli eventi salienti del capitolo.

Insomma personalmente ho trovato più benefici che controindicazioni nel seguire questo metodo, sicuramente usato da molti altri scrittori. Perché non l’ho usato prima? Sinceramente avevo letto di questo metodo di lavoro, ma credevo che alla fine mi portasse via più tempo, ed invece così non è stato.

Conclusione? Che sia usando un gestore di mappe mentali, o semplicemente un editor di testo o un foglio di carta scrivendolo in ordine progressivo, credo valga la pena per migliorare la propria produzione letteraria. Ovvio questo sistema può essere applicato a manuali, romanzi e novelle, non certo alle poesie, o forse anche per quelle chi lo sa? Toccherebbe chiedere ad un poeta.

Provatelo e fatemi sapere come vi siete trovati.